gran bretagna - coda di camion verso il tunnel della manica

ARRIVA LA BREXIT, SCAPPIAMO! - L’INCERTEZZA SUL “NO DEAL” HA SPINTO DECINE DI CAMION IMBOCCARE IL TUNNEL SOTTO LA MANICA, FORMANDO UNA FILA LUNGA CHILOMETRI - GLI AFFARI DI MOLTE COMPAGNIE SONO RIMASTI IN SOSPESO A CAUSA DELL'ASSENZA DI UN ACCORDO COMMERCIALE CON IL RESTO DEI PAESI EUROPEI…

Erica Orsini per “Il Giornale”

 

GRAN BRETAGNA - CODA DI CAMION VERSO IL TUNNEL DELLA MANICA

Decine di camion incolonnati a formare una fila lunga cinque miglia sulla superstrada che porta al tunnel sotto la Manica. La Brexit è anche questo. L' incertezza creata da una possibile uscita senza accordo ha creato un allarme tale che molte aziende stanno facendo scorte extra di prodotti in modo da evitare eventuali ritardi o problemi nelle consegne previste per il dopo Brexit. Questo, unito al normale aumento del traffico natalizio, nelle scorse settimane ha creato frequenti ritardi e problemi ai camion in uscita dal Regno Unito.

 

Ieri mattina la fila per il tunnel iniziava ad Ashford e proseguiva per miglia e miglia fino a Folkestone. Le stesse immagini venivano registrate anche sul percorso che porta al porto di Dover da dove partono i traghetti.

boris johnson

 

E sempre ieri, un rapporto del governo raccontava come gli affari di molte compagnie siano rimasti in sospeso a causa dell' assenza di un accordo commerciale con il resto dei Paesi europei. Una conseguenza facilmente prevedibile di quella infinita corsa ad ostacoli che sono diventate le trattative tra Londra e Bruxelles. Queste dovrebbero essere le ultime 48 ore utili per arrivare ad un accordo, ma per l' ennesima volta si palesa l' ipotesi che la scadenza possa venir ulteriormente posticipata.

 

michel barnier

A sostenerlo ieri è stato il ministro degli Affari Europei francese, Clement Beaune, consapevole della distanza che rimane tra le due parti sulla questione della pesca. Braccio destro di lungo corso del Presidente Macron - attualmente in isolamento per Covid - Beaune ha parlato in sua vece, dichiarando che il governo francese non intende accelerare i tempi dei negoziati nei prossimi giorni.

 

«Può essere difficile da comprendere - ha aggiunto - ma è necessario prendersi ancora del tempo e non sacrificare i nostri interessi perché i tempi stringono». Un accordo potrebbe ancora entrare in vigore, in fase temporanea, dal 1 di gennaio, con il Parlamento pronto a votarlo in una fase successiva, ma la Commissione Europea appare riluttante ad accettare questa soluzione. Una simile procedura richiederebbe almeno una settimana, visto che il trattato dev'essere tradotto e votato dai Paesi Europei.

 

GRAN BRETAGNA - CODA DI CAMION VERSO IL TUNNEL DELLA MANICA

Il capo negoziatore europeo, Michel Barnier, giovedì ha spiegato al deputati che se le trattative dovessero protrarsi fino a Natale e oltre il risultato potrebbe essere un breve periodo senza nessun accordo commerciale o misure di sicurezza comuni. Di fronte all' assenza di un’alternativa percorribile quindi, la squadra europea vorrebbe portare a casa un compromesso nel weekend, ma le due parti fanno molta fatica a trovare un punto d' equilibrio sulla questione dell' accesso alle acque britanniche da parte dei pescatori europei.

boris johnson

 

Downing Street ha rigettato finora la richiesta europea di applicare delle tariffe o addirittura bloccare l' entrata dei prodotti britannici nel caso il Regno Unito decida di chiudere l' accesso alle sue acque dopo la fine di un periodo di transizione ancora da concordare. Attualmente, all' incirca il 75% del pesce inglese d' esportazione è destinato al mercato europeo e Johnson vorrebbe portare da 6 a 12 miglia la zona di Costa riservata esclusivamente alle imbarcazioni britanniche, che per secoli è stata frequentata sia dai pescherecci belgi che francesi. Se le rispettive posizioni non dovessero cambiare, due sono le ipotesi: un' uscita «no Deal» o un prolungamento del periodo di transizione.

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