barbara alberti

BARBARA, DAGOSPIA TI AMA -  “SCRIVO PER NON PENSARE, ALTRIMENTI MI SPAREREI. LA GENTE È DISPERATA PERCHÉ IN QUESTA CIVILTÀ DELL’EGO SFRENATO, DOMINATA DAI SOCIAL, SI CONCENTRA SU SÉ STESSA” – VITA, OPERE E MIRACOLI DI BARBARA ALBERTI: “M’INNAMORO DI CHIUNQUE. CON LE DONNE MI DIVERTO DI PIÙ. NON HANNO IL PROBLEMA DELL’EREZIONE, UNA PROVA TREMENDA” – “IL PAPA È L’UNICO AD AVER DETTO UNA FRASE SENSATA SULLA PANDEMIA: “PENSAVAMO DI RIMANERE SEMPRE SANI IN UN MONDO MALATO” - "IL PRINCIPIO DELLA POLITICA ITALIANA: PRENDETE AI POVERI. HANNO POCO MA SONO TANTI"

Stefano Lorenzetto per il “Corriere della Sera”

 

barbara alberti foto di bacco

La sua cifra è la prodigalità. Libri: ne ha scritti 36, fra romanzi e racconti. Sceneggiature: 26. Programmi televisivi: 7. E poi collaborazioni giornalistiche, ruoli da attrice in film, conduzioni radiofoniche, interventi da opinionista. Barbara Alberti è una dissipatrice che dispensa con irragionevole celerità figure letterarie, introspezioni psicologiche, motti sapienziali, invettive, verdetti senza appello.

 

E risate: in questa intervista ne ho contate 84. Con lei non riesci a prendere appunti: la tua mano non può tenere dietro alla sua testa. Il contrario di Arnaldo Forlani, che mi distillò dieci parole intervallate da un minuto di silenzio, cronometrato: «La questione della candidatura», pausa di 19 secondi, «va però valutata», pausa di 32 secondi, «a tempo», pausa di 9 secondi, «opportuno».

barbara alberti

 

 

Mi parli di Barbara Alberti.

«Scrivo per non pensare, altrimenti mi sparerei. La gente è disperata perché in questa civiltà dell’ego sfrenato, dominata dai social, si concentra su sé stessa».

 

Ma perché dovrebbe spararsi, scusi?

«Per la mia pochezza infinita. Ho avuto una bellissima infanzia schizofrenica. A 6 anni vidi che la penna scriveva. Avevo trovato la via di uscita. La nonna materna ad Assisi ci menava con il rosario, per lei tutto era peccato: la risata, l’altalena, l’orlo delle mutandine. I nonni toscani, anarchici, vivevano di opere liriche».

 

Chi scoprì la Alberti scrittrice?

barbara alberti

«Vittorio Sereni, dopo che per tre anni Memorie malvage era stato rifiutato da tutti. Solo che il giorno in cui mi presentai in Mondadori, con mio figlio Malcom in pancia da sei mesi, si scusò: “Mi hanno giubilato”. Però inviò il libro a un premio per inediti, in giuria c’era Maria Bellonci. Vinsi. Cesare De Michelis, grande amico di mio marito, me lo pubblicò».

 

 

In «Riprendetevi la faccia» ha criticato il ricorso al botulino contro le rughe.

«Non ho niente contro il lifting, finché non lo rendono obbligatorio. Ho calcolato che, per quanto brutta fossi diventata, non sarei mai stata così orrenda come da rifatta. Hanno abolito la parola vecchio. Ai miei tempi era un titolo d’onore».

 

barbara alberti

Che cosa ha cercato di più nella vita?

«La felicità: essere amata e amare. E la libertà, che è l’anagramma del mio cognome. Siamo stati giovani molto fortunati, non come voi venuti dopo. Pensavamo di poter cambiare il mondo. Non c’erano i cellulari, la famiglia non ci sorvegliava. Giravi l’angolo e stavi a Calcutta. I genitori non avevano sui figli l’imperio atroce di oggi. Come fai a crescere se la mamma ti telefona ogni 30 secondi?».

 

 

In «Mio signore» mette a confronto desiderio e santità. Voleva essere santa?

«Ma certo! Sono grata alla mia cattiva educazione cattolica, una grande mitologia: angeli e diavoli, bene e male. Tornata da un viaggio in America, passai un mese senza trasfigurazione. Il tavolo era il tavolo. Lucidamente pensai: se continua così, mi ammazzo. Era una vita priva di spirito. Come quella che tutti conducono oggi, orfana della trascendenza».

barbara alberti

 

Invece lei scrisse la storia a puntate di san Francesco e santa Chiara sull’«Osservatore Romano».

«Una pazzia divina proposta da Lucetta Scaraffia e accolta dall’allora direttore Giovanni Maria Vian. Magari mi avesse telefonato papa Francesco! Il mio narcisismo eretico sarebbe stato appagato. Invece niente. La Chiesa non disse una parola neppure 40 anni fa, quando nel Vangelo secondo Maria feci abortire la Madonna. Sono qua che aspetto di bruciare sul rogo, ma nessuno lo accende».

barbara alberti

 

È una critica al pontefice argentino?

«No. È l’unico ad aver detto una frase sensata sulla pandemia: “Pensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato”. La verità è che noi vecchi miscredenti vogliamo tornare in sacrestia con i preti, gli ultimi che ancora studiano».

 

Davvero mentre scriveva «Vangelo secondo Maria» restò casta per otto mesi?

«Non ricordo i tempi. Avevo intorno un’aura e non volevo che si sciupasse. Sono le mani che scrivono, non la testa».

barbara alberti

 

 

Che cos’è il pudore, secondo lei?

«Una prudenza celestiale».

Peggio la quarantena da Covid-19 o quella nel «Grande fratello Vip»?

«In tv mi sono divertita in modo indecente. Reduce da un’aggressione, ero sotto shock. Sono andata lì imbottita di Lexotan. In una notte ho scordato tutto».

 

Il miglior compagno di segregazione?

«Rita Rusic. Con lei nella casa c’era famiglia. E anche la vincitrice, Paola Di Benedetto. Non sapevo nulla degli influencer. Il mio mondo è antico, ho il Nokia».

barbara alberti

 

 

Ha guadagnato bene, almeno?

«Il denaro è stato un movente. Ho un rapporto disastroso con i soldi».

Pronunciò un motto cinico: «Prendete ai poveri. Hanno poco ma sono tanti».

«Un proverbio cinese. È lo stile di tutti i governi. Pensi solo alle tasse in Italia».

 

È mai stata povera?

«Continuamente. Vengo dalla retorica del ’68. Per non essere come i nostri genitori borghesi, non abbiamo mai fatto i conti. Ci staccavano la luce e ridevamo. Un Natale mangiammo i fagioli della tombola, non c’era altro. Temo che Malcom non l’abbia vissuta bene, questa cosa. Poi con mio marito si buttava giù una sceneggiatura e diventavamo ricchi per sei mesi. Gli amici si fermavano da noi a Roma anche per tre anni. Devo tutto a un droghiere di via Anapo, Virgilio Virgili, che ci ha sempre sfamati».

barbara alberti

 

 

Malcom è diventato giornalista.

«È stato un bimbo abbandonato. Credevamo che giocasse con la Playstation. Il giorno che andò a studiare a Bologna trovammo in camera sette faldoni di scritti suoi, tipo vite dei santi. Non ce lo aveva mai detto. Non si fidava di noi».

 

Odia Roma dall’età di 15 anni. Perché?

«Da quando ci arrivai. Milano è una città mistica, ha l’anima, come San Pietroburgo. Invece Roma mi ricorda una frase di Theodor Adorno: “Volgarità è essere dalla parte della propria degradazione”. I romani arrivano con un’ora di ritardo esibendo un sorriso compiaciuto, sfottono le vecchie per strada, hanno l’insulto per la donna sempre pronto».

 

Si fida poco degli uomini o sbaglio?

 

«Per natura mi fido di tutti. Sono un cane. Incontro qualcuno e scodinzolo, gli faccio le feste. Ho scoperto che statisticamente conviene. Al massimo prendi una fregatura ogni mille».

barbara alberti e il marito amedeo pagani

 

Rivelò d’aver avuto amori lesbici.

«M’innamoro degli occhi, il resto viene dopo. Il fascino non c’entra con il sesso. M’innamoro di chiunque. Con le donne mi diverto di più. Non hanno il problema dell’erezione, una prova tremenda. Siamo libere, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Nei maschi il fallo è la clessidra della loro vitalità, da quando si accorgono di averlo fino alla morte».

barbara alberti

 

 

Qui traspare il suo animo femminista.

«Le femministe perbenine di oggi sono ridicole. Ai miei tempi mi facevano paura. Erano cattivissime. Hanno cambiato le leggi. Ho condotto un sondaggio nel rione Salario-Trieste, dove vivo: qual è la tua notte ideale? Su 100, due hanno risposto: scopare con Brad Pitt. Le altre 98: dormire. Le giovani madri con figli piccoli passano le notti in bianco. Se vogliono leggere Dostoevskij o farsi la ceretta, devono rubare le ore al sonno».

 

Perché ha scritto «Non mi vendere, mamma!», contro l’utero in affitto?

barbara alberti e il marito amedeo pagani

 

«Perché è una pratica infame, l’ultima frontiera della schiavitù. Quando la serva Agar nella Bibbia partorisce Ismaele per la moglie sterile di Abramo, almeno rimane accanto al figlio. L’idea che la sinistra consideri possibile concepire un bimbo affinché sia venduto è ripugnante. Lo spacciano per un gesto d’amore. Ma quando mai la signora Agnelli ha generato un figlio per la sua domestica?».

 

barbara alberti e il figlio malcon pagani

Ha affermato che «il matrimonio è un’istituzione basata sulle corna».

«Era una battuta. Però vera. Ho sposato Amedeo Pagani due volte: a Londra per far felice mio padre e nell’abbazia di Casamari per soddisfare sua madre, dopo un fidanzamento con 300 invitati alla Casina Valadier, dove mi presentai rapata a zero. Era bellissimo. A 18 anni si vestiva dal sarto. Veniva ai cortei studenteschi in giacca e cravatta di seta e mi diceva: “Sta’ vicino a me, così la polizia non ti mena perché mi scambia per un fascista”. Oggi lo considero il mio maestro».

 

 

Ha avuto anche «un fidanzato pelosissimo, con due baffoni», che la menava.

vittorio sgarbi barbara alberti

«Due sberle. Non sono offesa: le meritavo. Però era molto spiritoso. Sembrava uno dei carabinieri di Pinocchio».

 

Ha amato alla follia Vittorio Sgarbi.

 

«È stato la mia musa. Ho scritto un’autobiografia come se fosse sua. Sull’arca del diluvio da Covid ho imbarcato lui e il filosofo Giorgio Agamben, gli unici che non si sono piegati al pensiero unico».

samuela pagani, figlia di barbara alberti

Si è mai arrabbiata quando la scambiavano per l’astrologa Lucia Alberti?

«È morta da 25 anni e ancora succede. Mi arrivò persino un ricco assegno destinato a lei, così diventammo amiche. A volte faccio anch’io l’oroscopo. Basta predire alle persone eventi insensati».

 

barbara alberti

Di che segno è?

«Ariete, ascendente Ariete. Guai se mi metto a ragionare: finisco contro il muro. L’Ariete deve andare diritto, rischiare».

Invidia qualcuno?

«Due donne. Una è Mina: è riuscita a sparire. Se scompare Alberti, se ne accorge solo il gatto. L’altra è Elena Ferrante. A 77 anni io mi sbatto per esistere, lei scrive libri stupendi sotto falso nome. Tanto tempo fa feci lo stesso. Zero copie».

 

 

Ha paura della morte?

«Moltissimo. Mi fa incazzare. Invidio i cattolici veri. Per loro sarà solo l’inizio. Vorrei tanto credere in Dio. Invece so che non potrò rivedere i miei morti e i miei vivi. Aveva ragione Alberto Moravia: “Tanta fatica per imparare l’inglese, e poi, tac!, fine”. Ho capito come avrei dovuto amare mia madre solo 20 anni dopo che se n’era andata. Non siamo mai a posto con i morti. Mai, mai, mai».

barbara albertibarbara albertibarbara alberti e il marito Amedeo pagani dago barbara albertibarbara alberti barbara d urso vittorio sgarbimorgan contro barbara albertibarbara alberti e morganpepi nocera irene ghergo marina ripa e barbara albertivittorio sgarbi barbara alberti

BARBARA ALBERTIamedeo paganibarbara alberti (1)

Ultimi Dagoreport

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...