davide fogler napoli

BATTESIMO DI FUOCO – DAVIDE FOGLER, CLOCHARD DI 56 ANNI TROVATO MORTO A NAPOLI IL 31 LUGLIO, È STATO UCCISO CON UN COLPO SPARATO A BRUCIAPELO PER PROVARE UNA PISTOLA OPPURE COME RITO DI INIZIAZIONE PER UN NUOVO AFFILIATO DI UN CLAN DI BAGNOLI, IN STILE “GOMORRA” – QUESTE LE IPOTESI PIU' ACCREDITATE PER LA POLIZIA CHE INDAGA SUI GRUPPI CRIMINALI CHE DA MESI STANNO RIORGANIZZANDO LE PIAZZE DI SPACCIO…

Stefano Vladovich per “il Giornale”

 

Davide Fogler

Un battesimo del fuoco. Davide Fogler, 56 anni, è stato ucciso con un colpo sparato a bruciapelo per provare una pistola. Oppure come rito di iniziazione per un nuovo affiliato dei clan che contano. Quelli che comandano Bagnoli, periferia occidentale di Napoli. Gruppi criminali che da mesi stanno riorganizzando le piazze di spaccio cacciando dal quartiere persino i pregiudicati dei clan rivali. Queste le ipotesi più accreditate per la polizia che indaga su un omicidio assurdo, avvenuto il 31 luglio in pieno giorno in un «basso» della città.

 

 

L'uomo, trovato senza vita all'interno della sua abitazione in via Ilioneo, si pensava fosse vittima di una caduta accidentale, forse dovuta a un malore. Nemmeno il primo esame del medico legale era stato in grado di scoprire il foro alla tempia per quanto il poveretto, un clochard che viveva di espedienti, era conciato male. Capelli lunghi, barba incolta, sporco.

 

IL BASSO DOVE E' STATO UCCISO DAVIDE FOGLER

Davide sarebbe stato ucciso «scimmiottando» la serie Gomorra, dove Genny Savastano, figlio del boss di Scampia Piero Savastano, assieme all'amico-nemico Ciro Di Marzio per diventare un capo deve uccidere un tossicodipendente. Ma alle Vele, fra i palazzoni popolari simbolo della criminalità, Genny sbaglia. A finire il poveraccio ci pensa Ciro, attribuendosi il merito dell'azione, una dimostrazione di «forza» per farsi strada nel giro che conta. E che comanda Napoli. In questa storia, però, i dubbi degli investigatori, la squadra mobile della questura partenopea, sono tanti.

 

pistola

Il colpo di pistola è stato sentito da molti. In tanti avrebbero visto entrare nella catapecchia alcune persone, ma nessuno parla. «Non abbiamo un solo testimone che possa riferire elementi utili all'indagine - ammettono in questura - neanche fossimo a Siculiana o a Corleone». Ed è proprio questo aspetto che fa scattare una terza ipotesi, quella del regolamento di conti.

 

Questioni legate al racket dei parcheggi abusivi, vista l'attività di Davide nel fine settimana, chiuse per sempre in una torrida giornata di fine luglio. La paura di ritorsioni, dunque, cucirebbe le bocche di quanti sanno ma non vogliono raccontare. È stato l'esame autoptico, eseguito nei giorni scorsi, a stabilire che la morte del 56enne è avvenuta per un proiettile esploso da distanza ravvicinata, un'esecuzione, tanto da convincere la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio.

 

IL BASSO DOVE E' STATO UCCISO DAVIDE FOGLER

I pm Valentino Battiloro e Cristina Curatoli leggendo le informative non escludono nemmeno che il delitto possa essere avvenuto per «gioco», per ingannare la noia in un afoso pomeriggio d'estate. L'assenza dell'arma e della polvere da sparo sulle mani della vittima scarterebbe anche l'ipotesi, assai remota, del suicidio. Fogler, conosciuto da tutti, era un uomo pacifico. Un emarginato dei tanti che vivono negli scantinati, i «bassi» di vecchi palazzi, arrangiandosi come possono.

 

BAGNOLI NAPOLI

Senza famiglia, fuori dai gruppi che comandano, bersaglio ideale per gente senza scrupoli. Le indagini, nel frattempo, continuano anche utilizzando alcune telecamere comunali che potrebbero aver ripreso i mezzi usati dai killer per la fuga. Al vaglio degli investigatori i frame registrati dalle ore 14 di quel maledetto pomeriggio.

controllo anti droga a bagnoli

gomorra la serie salvatore esposito alias genny savastanogomorra la serie tv Ciro E Genny

polizia a bagnoli

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?