maria bakalova-10

UN BEL PEZZO DI BAKALOVA - INTERVISTA ALL'ATTRICE COMICA MARIA BAKALOVA, LANCIATA DAL FILM "BORAT 2" – DAGLI ESORDI CON RUOLI DRAMMATICI IN PRODUZIONI DELL’EST EUROPA A UNA DELLE COMMEDIE AMERICANE PIU’ POPOLARI DEGLI ULTIMI ANNI – DAL PROVINO SEGRETO ALL’INTERVISTA ALL’AVVOCATO DI TRUMP RUDY GIULIANI – LA GIOVANE 24ENNE RIVELA COM’E’ RIUSCITA A CONVINCERE SACHA BARON COHEN E DI COME SIA DOVUTA FUGGIRE DAGLI STATI UNITI DOPO L’INTERVISTA A GIULIANI…

DAGOTRADUZIONE DA www.dailymail.co.uk

MARIA BAKALOVA

 

Maria Bakalova, l’attrice 24enne nata nella città costiera di Burgas, in Bulgaria, sul Mar Nero, è emersa come una stella nascente grazie alla sua performance di successo nel film Borat 2 nel ruolo di Tutar, la figlia adolescente di Borat Sagdiyev, il personaggio creato dal comico inglese Sacha Baron Cohen.

 

Il film, girato nel mezzo della pandemia e durante l'elezione presidenziale americana, è il sequel di “Borat: Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan” uscito 15 anni fa. Nel sequel “Borat - Seguito di film cinema” il personaggio interpretato da Bakalova si nasconde in una gabbia per entrare negli Stati Uniti ed accompagnare suo padre in una missione per ripristinare il suo "buon" nome.

 

TUTAR GIULIANI 2

La figlia di Borat assume diverse identità, tra cui un giornalista che conduce l'ormai famigerata intervista faccia a faccia in una stanza d'albergo con l'oleoso avvocato di Donald Trump Rudy Giuliani - ignaro di far parte della pellicola.

 

Bakalova ha studiato all'Accademia nazionale bulgara per il teatro e le arti cinematografiche di Sofia, dove si è concentrata su Kafka, Turgenev e sugli insegnamenti di Stanislavskij. "Metà della mia vita è stata dedicata alla recitazione," ha detto. “La maggior parte dei ruoli che ho interpretato trattavano temi molto drammatici, dalla gravidanza adolescenziale al suicidio, quindi la commedia non era il mio genere.”

 

TUTAR

La giovane attrice ammette che inizialmente non fosse interessata a una carriera nel cinema finché non vide due film di Mads Mikkelsen: “A Royal Affair” e “The Hunt”. "È allora mi sono innamorata del cinema,” ha affermato in un’intervista. 'Volevo essere esattamente come quell’attore, il che era strano perché di solito le ragazze dicono: "Voglio essere come lei". Io volevo essere come Mads.”

 

borat 2

La Bakalova aveva già lavorato per produzioni cinematografiche nell'Europa dell’est, ma Borat è stato il suo primo film occidentale. In un’intervista ha spiegato che la maggior parte degli attori bulgari "Di solito hanno due o tre battute e interpretano ruoli come criminali o prostitute" e di essere contenta dell'attenzione che la sua performance ha attirato, sia per sé stessa che per il suo paese.

 

Il lavoro era impegnativo, anche perché spesso "facevamo solo una ripresa" con Cohen e il suo team e poi alzavano i tacchi subito dopo aver concluso la scena, spesso perché inseguiti da una folla adirata. Dopo la scena in cui Giuliani ci avrebbe con Tutar, sono dovuti fuggire dal paese. "È il momento in cui vuoi quasi uscire dal personaggio", ha ammesso la Bakalova, "Stavo avendo dei piccoli attacchi di panico prima di ogni scena."

 

TUTAR GIULIANI

"Sentivo il mio cuore battere all'impazzata", ha rivelato. “Era l'avvocato del presidente; e queste persone sono super intelligenti…di solito. […] Non sono sicura di aver visto la scena come l’hanno vista tutti gli altri. Sacha si stava nascondendo nell'armadio, cercando di salvare sua figlia – ma in realtà ha salvato me, Maria! Come produttore e come creatore, è il mio mentore e angelo custode.”

 

Chiaramente i giurati e gli elettori per i premi BAFTA, Oscar e Screen Actors Guild hanno visto abilità e pathos nella performance di Bakalova, poiché l'hanno nominata nella categoria della migliore attrice non protagonista. (I premi SAG si terranno lunedì; i BAFTAS l'11 aprile).

 

TUTAR E JEANISE JONES

Maria non sapeva nulla della premessa del film o del coinvolgimento di Cohen ai tempi del provino per il ruolo. Ma non appena ha conquistato la parte, lei e Cohen si sono tuffati nelle prove: "Fin dall'inizio, c'era una struttura di un copione su un padre e una figlia che passano dei momenti folli insieme". Nel film, Il padre di Tutar le ha fatto il lavaggio del cervello, facendole pensare che "le donne dovrebbero vivere in gabbia" e che il loro unico scopo nella vita è "compiacere gli uomini che stanno per sposare". In seguito, Jeanise Jones, un'altra protagonista inconsapevole del film che Maria ha definito: "La fata madrina del film", rassicura l'adolescente che lei è "forte e bella proprio com’è". Per coloro che non hanno avuto il piacere, tutto questo accade prima che Tutar stia per sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica per mano di un vero chirurgo.

 

TUTAR E BORAT

È la recitazione esperta di Tutar che mostra il sessismo, la misoginia e la corruzione politica che Cohen e il suo team volevano denunciare e alla luce dell'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti a gennaio, Borat 2 sembra decisamente un segno premonitore.

 

Suo padre, un chimico in pensione, e sua madre, un'infermiera, hanno tenuto sotto stretto controllo la loro figlia da lontano durante tutte le riprese del film.

 

DI BAZ BAMIGBOYE

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI