domenico arcuri mario benotti

BENOTTI MA NON BENISSIMO – L’INCHIESTA SULLE MASCHERINE VENDUTE A DOMENICO ARCURI VA AVANTI: SPUNTA ANCHE UNA CASA IN VATICANO CHE MARIO BENOTTI E “L’AMICA” ANTONELLA APPULO VOLEVANO COMPRARE CON I SOLDI DEGLI APPALTI – LE INTERCETTAZIONI: “NEL MOMENTO IN CUI IO TI REGALO QUESTO CAZZO DI CASA, UNA CASA CHE È TUA E ABBIAMO FATTO L'OPERAZIONE DI METTERE LA FIDUCIARIA IN QUEL MODO LÌ ESATTAMENTE PER FARE SÌ CHE LUI SE SUCCEDE QUALCHE COSA... ABBIA QUANTOMENO UNA CASA A ROMA” – “ERANO 600 EURO PERCHÉ DI PIÙ NON NE POTEVO RITIRARE PER EVITARE L'ANTIRICICLAGGIO…”

 

 

Fabio Amendolara e François De Tonquédec per “La Verità”

 

MARIO BENOTTI

Volevano prendere una casa in Vaticano con i soldi delle mascherine cinesi vendute alla struttura del commissario straordinario Domenico Arcuri. Anche per questo motivo la Procura di Roma ha sequestrato i conti correnti del giornalista Rai in aspettativa Mario Benotti, indagato per traffico illecito di influenze.

 

L'abitazione, è ricostruito negli atti dell'inchiesta, era destinata ad Antonella Appulo, definita nel decreto di sequestro urgente emesso dai magistrati di piazzale Clodio come «già in rapporto con la politica nazionale, per essere stata dipendente del ministero delle Infrastrutture ed addetta alla segreteria del ministro Graziano Delrio, è legata affettivamente a Benotti Mario».

ANTONELLA APPULO

 

Per i pm capitolini «ciò è, inequivocabilmente, risultato dalle indagini svolte, dalle quali risulta che Benotti stia per regalare alcuni immobili alla Appulo e la gratifichi di provvidenze economiche».La certezza degli inquirenti nasce da un'intercettazione del 4 novembre scorso. È l'ora di pranzo, Benotti e la Appulo sono al telefono e il giornalista dice all'amica: «Nel momento in cui io ti regalo questo cazzo di casa, una casa che è tua e abbiamo fatto l'operazione di mettere la fiduciaria in quel modo lì esattamente per fare sì che lui se succede qualche cosa... abbia quantomeno una casa a Roma».

 

Ma dalla conversazione emerge che Benotti si stava preoccupando non solo dell'acquisto della casa per Appulo, ma anche di appianare le sue pendenze economiche. Tra cui quelle con la madre di lei: «Vabbè quelli che devi dare a tua madre adesso glieli daremo con i soldi che, che appena Khouzam (presidente della Partecipazioni spa, la holding di Benotti, ndr) ha potuto fare le sue operazioni... darai i soldi anche a tua madre... Quanto devi a tua madre? 20.000 euro?».

gli sms di arcuri a benotti quarta repubblica

 

I due discutono di altre spese e alla fine Benotti dice che servono circa 60.000 euro complessivi per sistemare le cose, poi passa a una cifra più alta perché alla donna serve anche un'automobile: «Sicuro che non c'è altro... più la macchina... bisogna stanziare 100.000 euro subito... la macchina in maniera tale che tu ce l'abbia prima di Natale... 100.000 euro».Benotti nelle sue operazioni finanziarie non vuole destare attenzione.

ANTONELLA APPULO

 

Per esempio spiega all'amica che i soldi che le ha consegnato nei giorni precedenti «erano 600 euro perché di più non ne potevo ritirare per evitare l'Antiriciclaggio».

 

E, anche per risolvere il problema dei debiti della Appulo, cerca una soluzione che non desti sospetti: «Bisogna fare un'operazione e bisogna farla una volta sola che ti arrivi sul conto con tutta una serie di... Magari 20 li mandiamo sul conto cointestato di tua madre così poi li puoi girare da lì... i soldi... di quell'altro vanno sul conto, sul conto quello nuovo perché su quello nuovo credo che non sia mai arrivato niente vero?».In attesa dell'acquisto della casa, la Appulo vive a Trastevere, e, come annotano gli investigatori della Guardia di finanza, «chiede se possa trasferirsi in quella casa così da non pagare 3.000 euro di affitto».

DOMENICO ARCURI

 

Benotti a quel punto le dice che si sta muovendo per «la casa dei preti, quella di vicolo Scanderbeg». Appulo, però, la giudica «un'operazione difficile, visto che son tre anni che ci provano».

 

In realtà, oltre che per vicolo Scanderberg (a due passi dalla Fontana di Trevi), sembra esserci anche un altro obiettivo. Tra le mille relazioni di Benotti ce n'è una che porta a Propaganda fide: don Sergio Mercanzin, 52 anni di sacerdozio, prete della diocesi di Padova che opera a Roma e che attraverso il Centro Russia ecumenica è considerato un personaggio chiave nelle relazioni con i fratelli ortodossi, oltre che un erede di papa Wojtyla. Mercanzin, che non fa parte di Propaganda fide, ma che sulla stampa viene indicato come «molto vicino all'elemosiniere del Papa», conferma il rapporto con Benotti: «Sì, cercava una casa a Roma».

mario benotti quarta repubblica

 

Non gli disse a cosa gli serviva. Ma ammette: «Cercai un contatto con Propaganda fide». Che a Roma possiede 957 immobili, in parte appartamenti di pregio e in posizioni molto appetibili. Tra cui un immobile di 200 metri quadrati con terrazza e canone stracciato non lontano da piazza Navona, per cui si sarebbe mosso Benotti. Il capo di Propaganda fide è monsignor Ermes Viali. «È inavvicinabile», taglia corto don Mercanzin.

 

ANTONELLA APPULO

Il contatto di don Mercanzin è Giuseppe Grifone, che di Propaganda fide è il responsabile degli atti. «Io tratto con lui», spiega il sacerdote. Al centralino di Propaganda fide per tutto il pomeriggio di ieri non ha risposto nessuno.Di certo a Benotti i contatti con la Santa Sede non mancano. Originano in parte dal padre Teofilo, a lungo giornalista dell'Osservatore romano e amico personale di papa Giovanni Paolo II, e sono certificati dal verbale di interrogatorio di Mauro Bonaretti, già membro dello staff di Arcuri: «Fu il monsignor Parolin (il cardinale Pietro, Segretario di Stato vaticano, ndr), a, diciamo così, accreditarci Benotti».

 

Ma gli amici del giornalista (che è pure cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme) ricordano anche gli stretti rapporti con il cardinal Giuseppe Bertello e con gli arcivescovi Vincenzo Paglia e Zygmunt Zimowski (deceduto nel 2016).Alla fine, però, l'affare con Propaganda fide non si è concluso, sembra proprio per il veto posto da monsignor Viale, al quale spetta l'ultima valutazione.

mario benotti (ri)costruzione

 

Forse perché i nomi di Benotti e della Appulo erano già finiti sui giornali per lo scandalo delle mascherine.Però Benotti nelle intercettazioni sembra proprio voler trovare una soluzione. E chiede all'amica se «preferisce trasferirsi a Campo dei Fiori». Appulo risponde che «se fosse proprietaria della casa eviterebbe il costo dell'affitto». Benotti commenta: «E tanto non lo paghi tu».

domenico arcuri

 

Dalla conversazione emerge anche come il contratto con la Sunsky di Andrea Tommasi (l'altro mediatore indagato), per il quale sono stati versati 53.000 euro provenienti dalle provvigioni delle mascherine commissionate da Arcuri, servisse appunto per poter sottoscrivere il mutuo della casa: «La casa quello lì... quello c'è l'atto, quello si deve fare con il contratto che ti arriva da Sunsky... poi non so se lì poi sia opportuno metterci la residenza per scaricare una parte delle tasse o per non far vedere un cazzo forse è meglio che non metterci niente... affittarlo e zitto...».

ANTONELLA APPULO E MASSIMO GILETTI

 

Una grande disponibilità da parte di Benotti, nonostante il fatto che poche ore prima, in un'intercettazione ambientale captata all'interno della sua auto, avesse commentato così quello che gli inquirenti affermano essere un precedente litigio con l'amica: «C'ha il notaio l'11 dicembre per andare gli ho regalato una casa... faccia il cazzo che vuole e arrivederci».In un'altra intercettazione ambientale del 21 novembre, Benotti si sfoga, forse al telefono, sui problemi derivanti dal suo rapporto con la Appulo e sulla exit strategy che qualcuno gli aveva appena prospettato, forse la compagna: «Voleva che io organizzassi pensa... questa mattina un contratto fra me e la Appulo dove io le davo 500.000 euro basta che lei si impegnasse a non cercarmi mai più».

MARIO BENOTTI

 

Ma l'indagato non sembra dell'idea: «A te sembrano cose normali? [] Solo pensarle?». Poi fa riferimento ai messaggi minatori che la Appulo avrebbe ricevuto e per i quali sarebbe pronta a fare denuncia. Ma Benotti le avrebbe consigliato di lasciar perdere: «Ho detto di non denunciare nessuno». Adesso, però, a causa delle mascherine, sono tutti indagati: Benotti, la compagna e l'amica.

ANTONELLA APPULOANTONELLA APPULOFORNITORI DI MASCHERINE ALL ITALIA - APPALTI DEL COMMISSARIO DOMENICO ARCURIMAIL DEL PRIMO SEGRETARIO DELL AMBASCIATA ITALIANA IN CINA STEVE FORZIATI SUI FORNITORI DI MASCHERINEANTONELLA APPULO

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”