papa anti medici

BERGOGLIO, CHI FA DA SÉ SI CURA PER TRE! - IN VATICANO È COMINCIATA UNA NUOVA STAGIONE DI DR. HOUSE - COME MAI BERGOGLIO FA FUORI, UNO DOPO L'ALTRO, I MEDICI PONTEFICI, DA PATRIZIO POLISCA, CHE SEGUE TUTTORA RATZINGER, A FABRIZIO SOCCORSI? SECONDO GLI SPIFFERI VATICANI, L’INCAZZOSO PONTEFICE ARGENTINO, FIDANDOSI DEI SUOI GIOVANILI STUDI CHIMICI, NON SOPPORTA I MEDICI E PREFERISCE CURARSI DA SOLO - LA FOLLE STORIA DI RICCARDO GALEAZZI LISI, IL MEDICO CHE IMBALSAMO’ IL CORPO DI PIO XII (DA WIKIPEDIA)

 

 

papa francesco con andrea monda al liceo albertelli

DAGOREPORT

 

In Vaticano è cominciata una nuova stagione di Dr. House. Il regista è Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, nonché nipote meno dotato del defunto Riccardo Misasi, ministro dc della Pubblica Istruzione.

 

Lì, sul giornale ufficiale della Santa Sede, tale Lucio Coco ha pubblicato una serie di articoli sugli archiatri, cioè i medici dei papi, nella storia. Figure defilate ma ovviamente decisive e che aiutano a capire come vanno le cose nell’antica corte che papa Francesco detesta, senza accorgersi del cortile, e del pollaio, che ha intorno.

 

Ratzinger Patrizio Polisca

Nelle pagine culturali del foglio vaticano, l’ultimo articolo sugli archiatri, quello dedicato al Novecento, non era soltanto reticente al limite del ridicolo, ma sbagliava clamorosamente il nome del più famigerato, e cioè Riccardo Galeazzi Lisi. 

JOSEPH RATZINGER

 

Costui è diventato infatti Riccardo Galeazzi Nisi, e in un sommario è stato addirittura trasformato in Galeazzo Nisi (mentre più avanti Wojtyla è diventato Woytila, con la sussiegosa “l” polacca tagliata, evidente lascito grafico dei 27 anni in cui regnò il pontefice slavo, che si accompagna però all’imperdonabile scambio tra “j” e “y”).

 

L’autore si spinge imprudentemente fino a Benedetto XVI e scrive dunque anche di Renato Buzzonetti, che il papa bavarese aveva ereditato da Giovanni Paolo II, ma rimuove del tutto il suo collega Patrizio Polisca, che segue tuttora Joseph Ratzinger (e che l’ha accompagnato di recente in Baviera nella visita al fratello Georg morente). 

 

FABRIZIO SOCCORSI

La ragione è presto detta: Polisca è stato anche il primo medico di Bergoglio, che all’improvviso ha deciso di sostituirlo con Fabrizio Soccorsi, poi messo da parte anche lui, senza successori ufficiali. Il motivo? Secondo gli immancabili spifferi vaticani, l’incazzoso pontefice argentino, fidandosi dei suoi giovanili studi chimici, non sopporta i medici e preferisce curarsi da solo.

Renato Buzzonetti e ratzinger

 

Ma torniamo a Galeazzi Lisi, l’oscuro oculista divenuto l’archiatra di Pio XII. Il medico venne mantenuto nella sua carica nonostante una caratteristica non proprio adatta al suo ruolo: aveva continuo bisogno di denaro che perdeva al gioco e nella prima metà degli Anni ‘50 divenne l’informatore, ovviamente ben pagato, di giornalisti e testate. Fino a vendere le foto di papa Pacelli sul letto di morte a giornali e rotocalchi. «Sembra che ci sia stata una incrinatura nel patto che lega medico e paziente» sintetizza serafico il quotidiano vaticano.

 

Renato Buzzonetti

Più avanti l’autore dell’articolo sfida la lingua italiana, descrivendo in termini contorti e surreali Mario Fontana, l’archiatra di Paolo VI: «La sua persona la si vede stilare e sottoscrivere un referto per una ferita di arma da taglio infertagli da un attentatore nell’aeroporto di Manila il 27 novembre 1970», il pittore boliviano Benjamín Mendoza, autore del fallito attentato che venne subito immortalato sui muri di Milano dalla scritta «Mendoza, grazie lo stesso». Nulla invece si legge della tormentata storia sanitaria di Giovanni Paolo II.

Papa raffreddato

 

A questo punto è d’obbligo chiedersi se il direttore del giornale sappia qualcosa di storia, ma anche se legga gli articoli di cui autorizza la pubblicazione. Se qualcuno lo interrogasse gli si può suggerire la risposta del suo storico predecessore Giuseppe Dalla Torre a un ambasciatore che gli chiedeva conto indignato di un articolo uscito sul foglio vaticano: «Quale articolo, eccellenza? Io L’Osservatore Romano non lo leggo!».

 

L’AGGHIACCIANTE STORIA DI RICCARDO GALEAZZI LISI

Da Wikipedia

 

Papa anti medici

Oculista, membro onorario della Pontificia accademia delle scienze, fu archiatra pontificio e medico personale di papa Pio XII dalla sua elezione e per tutto il suo pontificato.

 

Nel 1953 fece parte della commissione medica che decretò l'appartenenza all'apostolo Pietro delle ossa umane avvolte in un panno di porpora rinvenute durante gli scavi nelle Grotte Vaticane[2]; tre anni dopo, tuttavia, venne escluso dalla commissione a causa di alcuni debiti di gioco[3].

 

Pio XII e Galeazzo Lisi

Nel 1954, il suo nome apparve sui giornali a causa dei suoi rapporti con Ugo Montagna, all'epoca tra i maggiori protagonisti del Caso Montesi[4].

 

Durante l'agonia di Pio XII, Galeazzi Lisi scattò una ventina di fotografie al pontefice steso sul letto con la cannula dell'ossigeno in bocca[5], vendendole poi ad alcuni giornali francesi, e già nei mesi precedenti aveva più volte venduto agli organi di stampa indiscrezioni sulla salute del pontefice, che non lo aveva licenziato solo per rispetto nei confronti del fratello, architetto e importante funzionario del Vaticano, limitandosi a dispensarlo de facto dal suo incarico di archiatra.

Pio XII e Galeazzo Lisi

 

Il Galeazzi Lisi fu inoltre responsabile della prematura errata notizia della morte di Pio XII. Ai molti giornalisti che attendevano incessantemente sotto l'appartamento papale, egli disse infatti che avrebbe aperto la finestra della camera da letto del pontefice non appena morto il papa. La finestra venne però aperta da una monaca presente ma ignara che pertanto diede l'annuncio della morte di Pio XII quando ancora il papa stava combattendo tra la vita e la morte.

 

Dopo la morte del pontefice, poiché i papi vengono tradizionalmente imbalsamati, Riccardo Galeazzi Lisi annunciò di voler utilizzare sul corpo del papa defunto una tecnica conservativa da lui stesso definita "rivoluzionaria",[6] che aveva illustrato a Pio XII ancora vivente, il quale era apparso all'epoca assai restio all'idea che, dopo la morte, il suo corpo dovesse essere denudato e manipolato.

 

Pio XII e Galeazzo Lisi

A sostegno della sua "invenzione", Galeazzi Lisi portò in visione al papa la mano imbalsamata di un automobilista morto in un incidente anni prima, ottenendo così l'approvazione di Pacelli. Alla morte di Pio XII, avvenuta il 9 ottobre 1958, Galeazzi Lisi, incaricato di imbalsamare il pontefice, applicò il suo metodo sperimentale: l'avvolgimento della salma dentro alcuni strati di cellophane insieme a una miscela di erbe aromatiche, spezie e prodotti naturali, simili a quelle, secondo lui, che erano state utilizzate per seppellire Gesù Cristo.

riccardo galeazzo lisi 9

 

Tale metodo si rivelò però fallimentare dal momento che, lungi dal preservare la salma, ne accelerò la decomposizione, causando problemi nel corso delle esequie, come lo svenimento di alcune guardie d'onore stordite dai miasmi sprigionati dal corpo, che come da tradizione fu esposto pubblicamente per nove giorni su un catafalco all'omaggio dei fedeli nella Basilica di San Pietro[7].

riccardo galeazzo lisi 8

 

Per rimediare, venne convocato un gruppo di medici legali esperti nel campo dell'imbalsamazione per eseguire un nuovo trattamento conservativo con ovatta e formalina, volto a rallentare il processo di decadimento organico: la situazione era però ormai tanto compromessa da rendere necessaria la posa sul volto del papa (sfigurato dalla putrefazione) di una maschera di cerone miscelato a composti alcalini.

 

riccardo galeazzo lisi 13

Una volta che fu emersa la speculazione delle foto, Galeazzi Lisi il 20 ottobre 1958 venne licenziato in tronco dal Collegio cardinalizio che lo sostituì col professor Antonio Gasbarrini (già membro del suo team medico), e venne radiato dall'Ordine dei Medici per comportamento indegno.

 

Il successore di Pio XII, papa Giovanni XXIII, lo bandì a vita dal Vaticano. Nel 1960 scrisse un libro intitolato Dans l'ombre et dans la lumière de Pie XII[8] che fu pubblicato dalla casa editrice francese Flammarion, con la riproposizione delle fotografie di Pio XII durante l'agonia e l'imbalsamazione.

 

riccardo galeazzo lisi 6

Ricordato per questi fatti come "l'archiatra corrotto", morì nel 1968 rivendicando fino all'ultimo la bontà del suo operato.

Pio XII e Galeazzo LisiPio XIIriccardo galeazzo lisi 4riccardo galeazzo lisi 5pio xii e giovanni xxiiiriccardo galeazzo lisi 7papa pio xiiPAPA PIO XII E GIULIO ANDREOTTIriccardo galeazzo lisi 14riccardo galeazzo lisi 15riccardo galeazzo lisi 2riccardo galeazzo lisi 11riccardo galeazzo lisi 1riccardo galeazzo lisi 3

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...