mafia nigeriana 69

BLACK MAFIA! DALLE TRUFFE MILIONARIE AL TRAFFICO DI ESSERI UMANI: GLI AFFARI SPORCHI DELLA MAFIA NIGERIANA – LA BBC SVELA I SEGRETI DELLA FEROCE “BLACK AXE”: VIOLENZE, AMPUTAZIONI, RITI DI INIZIAZIONE BRUTALI - I PROVENTI DELLE TRUFFE FINISCONO AI LEADER DELLA MAFIA. SECONDO I DATI DEL 2020 DELL'UNHCR IL 70% DEI NIGERIANI CHE IMBOCCA LA VIA DELLA LIBIA PER ENTRARE IN EUROPA PROVIENE DALLA NIGERIA. E LA REGIA HA UN NOME PRECISO…

Alberto Simoni per "la Stampa"

 

MAFIA NIGERIANA 69

L'Fbi ha sentito odore di maxi frode nel lontano 2010. Le unità specializzate nel rintracciare i crimini finanziari hanno iniziato a setacciare il Web e le chat nascoste nei forum, quindi hanno ricostruito il passaggio di denaro e rivelato email e Ip da dove i truffatori gestivano i contatti con i malcapitati.

 

Dal 2019 al 2021 gli agenti del Bureau hanno messo sotto accusa 35 persone responsabili di frodi multi-milionarie in California. In queste settimane intelligence Usa e Interpol sono sulle tracce di nove criminali nascosti in Sud Africa. Ma è solo una parte del lavoro che Procure e intelligence di molti Paesi stanno conducendo sotto copertura. Le vittime - che nelle chat sequestrate sono definite come «mugu» o «maye», idioti - venivano adescate con trucchi sul Web; veniva fatto loro credere che depositando i loro soldi su una banca, generalmente svizzera, avrebbero fruttato interessi favolosi.

MAFIA NIGERIANA

 

Fra le mail recuperate dagli agenti del Bureau ce ne è una in cui un signore californiano chatta con i suoi truffatori e a un certo punto, come d'incanto, scopre l'inganno: «La banca cui mi dite di appoggiarmi non esiste». Nel frattempo, 3 milioni di dollari erano già in fumo. Se la storia finisse qui ci troveremmo davanti a un ennesimo caso di truffa - pur se di proporzioni ingenti - su scale globale.

 

A far fare un salto alla vicenda è l'identità dei truffatori: la mafia nigeriana, Black Axe. Di questo gruppo anche l'Italia ha fatto di recente una conoscenza ravvicinata. Il 30 aprile scorso trenta persone sono state arrestate in 14 province con l'accusa di sfruttamento della prostituzione, traffico di esseri umani, truffa informatica e riciclaggio. Il tutto aggravato dall'associazione di stampo mafioso.

 

MAFIA NIGERIANA 2

La mente del gruppo che dirigeva il ramo italiano è un 35enne nigeriano che aveva issato a L'Aquila il suo quartier generale e che in due anni aveva messo insieme frodi per circa un milione di euro. L'uomo era partito nel 2014 dalla Nigeria, si era fermato in Libia e da lì con un barcone era sbarcato a Pozzallo finendo poi nel centro di prima accoglienza del capoluogo abruzzese dove viveva in un appartamento regolarmente affittato e pagato.

 

La sua storia ci porta direttamente al luogo da dove i tentacoli di questo network criminale si diramano, ovvero Benin City, capitale dello stato nigeriano dell'Edo. È qui che 40 anni fa Black Axe è nata. All'inizio è una gang locale spregiudicata e votata alla violenza. I riti di iniziazione sono brutali, frustate sulle gambe, nudi con il viso nel fango a subire botte e insulti. Chi sopravvive diventa un Black Axe e si garantisce protezione eterna dal gruppo.

mafia nigeriana 19

 

Negli anni il gruppo si è evoluto in una struttura criminale di proporzioni globali, trova coperture politiche e si infila nei gangli del potere nigeriano. Il disegno strategico va oltre esecuzioni e lotte per il controllo di un territorio o del mercato locale. Le autorità canadesi nel 2017 hanno smascherato uno schema di riciclaggio di denaro collegato a questa mafia del valore di 5 miliardi di dollari. Le persone coinvolte risiedevano in Nigeria, nel Regno Unito, in Malaysia, negli Stati del Golfo e in un'altra decina di Stati.

 

benin city black axe mafia nigeriana

A gettare ulteriore luce sui movimenti e gli affari sporchi di Black Axe sono stati alcuni pentiti rintracciati dalla Bbc a Benin City in un lavoro investigativo durato quasi due anni. Uche Tobias - nome di copertura - è uno dei custodi degli archivi digitali del gruppo di cui ha fatto parte. I membri «sparsi in ogni angolo del mondo sono circa 30mila», ha detto. «Si dividono le zone e ognuna di esse ha un riferimento che esige una tassa di appartenenza annuale ai suoi seguaci».

 

I proventi delle truffe finiscono poi a Benin City dai leader della mafia. Che assolda manodopera locale - principalmente ragazzi fra i 16 e i 23 anni - per i suoi traffici. Secondo i dati del 2020 dell'Unhcr il 70% dei nigeriani che imbocca la via della Libia per entrare in Europa proviene dall'Edo. E la regia di questo traffico come per le truffe bancarie ha un nome preciso: Black Axe.

mafia nigeriana 19mafia nigerianamafia nigerianamafia nigerianaMAFIA NIGERIANAmafia nigeriana 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…