file stazioni di servizio benzina gran bretagna brexit

BREXIT EFFECT - LUNGHE CODE AI BENZINAI, AGENTI DI POLIZIA NEI PIAZZALI DELLE STAZIONI DI SERVIZIO ED ESERCITO PRONTO A INTERVENIRE. SCAFFALI DEI SUPERMERCATI VUOTI E ADDIRITTURA IL RAZIONAMENTO DELLA CHEMIOTERAPIA IN OSPEDALE: NELLA GRAN BRETAGNA MESSA IN GINOCCHIO DALLA CRISI DEI TRASPORTI SI RESPIRA UN CLIMA DA FINE DEL MONDO - I COMMERCIANTI LANCIANO L'ALLARME: O LA SITUAZIONE VIENE RISOLTA IN DIECI GIORNI O IL NATALE È A RISCHIO - A MANCARE SONO GLI AUTISTI DEI CAMION CHE…

Alessandra Rizzo per “La Stampa”

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 1

 

Lunghe code ai benzinai, agenti di polizia nei piazzali delle stazioni di servizio ed esercito pronto a intervenire; scaffali dei supermercati vuoti; e addirittura il razionamento della chemioterapia in ospedale. Nella Gran Bretagna messa in ginocchio dalla crisi dei trasporti si respira un clima da fine del mondo. Il governo invita ad evitare il panico, ma intanto gli inglesi si preparano al peggio. «Molte persone rimarranno senza carburante. Potrebbero essere servizi di emergenza, consegne ai supermercati, lavoratori della sanità pubblica, medici, vigili del fuoco», ha avvertito Brian Madderson, presidente dell'associazione rivenditori di benzina.

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 2

 

«La situazione peggiorerà prima di migliorare». E i commercianti lanciano l'allarme: o la crisi viene risolta nel giro di una decina di giorni, o il Natale è a rischio. La crisi che attanaglia la Gran Bretagna non riguarda le scorte, almeno per ora, ma le consegne e la distribuzione: in altre parole non manca carburante nelle raffinerie, ma mancano gli autisti di camion che lo trasportino nelle stazioni di rifornimento. Una situazione di emergenza causata dalla Brexit e acuita dalla pandemia.

 

supermercati vuoti

E che ha portato il governo a preparare un regime di visti temporanei per i camionisti e alcuni lavoratori stagionali, con imbarazzante retromarcia dopo la stretta sull'immigrazione seguita al divorzio da Bruxelles. Venerdì scorso alcune stazioni di servizio della British Petroleum e altre gestite dalla Esso sono state costrette a chiudere. Un numero pari all'1% di tutte le stazioni di servizio del Paese secondo il sottosegretario all'industria Greg Hands. Ma, con i giornali che dalle prime pagine gridano al «caos trasporti» e «panico», gli inglesi si sono messi al riparo. In migliaia si sono messi in coda ai benzinai, anche nel cuore della notte; alcuni hanno riempito taniche e taniche di benzina.

 

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 3

Al punto che centinaia di stazioni hanno messo un tetto di 30 sterline a consumatore per far fronte a una domanda «senza precedenti». Nel frattempo a Heathrow e in altri aeroporti un problema tecnico ai cancelli elettronici del controllo passaporti ha creato file enormi e ritardi. Non esattamente il migliore biglietto da vista per la "Global Britain" di Boris Johnson. Secondo l'associazione degli autotrasportatori britannici mancano 100 mila autisti di camion. La Brexit ha reso il loro lavoro più complicato: prima potevano entrare e uscire dal Paese a piacimento, adesso devono riempire scattoffie e sono soggetti a restrizioni.

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 7

 

Inoltre molti di quanti vivevano nel Regno Unito hanno lasciato il Paese. Non è l'unico fattore, ma è un fattore determinante, anche se il governo non lo ammette. In un articolo uscito sul «Guardian», l'editorialista e scrittore Jonathan Freedland ha definito la Brexit come il «Lord Voldermort della politica britannica», un riferimento all'antagonista di Harry Potter di cui nessuno osa nemmeno pronunciare il nome. «Una volta (la Brexit) si sentiva ripetere fino alla nausea, oggi è la causa che nessuno osa nominare» nè al governo nè all'opposizione. Eppure, ha aggiunto, «è il filo che accomuna tutte queste crisi». Sabato mattina l'hashtag #BrexitHasFailed (la Brexit è fallita) era uno dei trend di Twitter.

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 6

 

La pandemia ha fatto il resto, con il ciclo di tamponi e isolamento che ha ridotto ulteriormente il numero di autisti disponibili. Gli effetti della duplice crisi si fanno sentire da settimane, e l'aumento dei prezzi del gas durante l'estate ha accentuato i problemi. Una tempesta perfetta che sta paralizzando il Paese. La carenza di Co2 vuol dire mancanza di bibite gassate nei supermercati e di birra alla spina nei pub, ma anche problemi per il confezionamento di prodotti alimentari, dalle amate buste di patatine fritte ai salumi e carni. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti, al posto dei prodotti un cartello che invita i clienti ad avere pazienza.

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 4

 

Nei giorni scorsi la sanità pubblica ha dovuto sospendere le analisi del sangue perché mancavano le fiale, usate per i tamponi del Covid. E a Nottingham il servizio sanitario nazionale ha dovuto razionare la chemioterapia: non c'è abbastanza personale per somministrarla ai pazienti malati di cancro. Nel Paese mancano infermieri, dottori ma anche baristi, camerieri e chef: ci sono un milione di posti di lavoro vacanti. Il governo corre ai ripari. Prepara un programma di visti con durata limitata nel tempo, diretti a 5mila camionisti e altrettanti lavoratori nel settore del pollame. E nel frattempo il governo potrebbe chiamare l'esercito per gestire l'emergenza. Non sono misure che risolvono il problema, ma consentono a Johnson di respirare e, forse, salvare le feste di Natale per milioni di persone.

file alle stazioni di servizio in gran bretagna 14file alle stazioni di servizio in gran bretagna 13file alle stazioni di servizio in gran bretagna 12file alle stazioni di servizio in gran bretagna 8file alle stazioni di servizio in gran bretagna 10file alle stazioni di servizio in gran bretagna 5

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....