domenico arcuri

I BUCHI DI MEMORIA DI DOMENICO ARCURI - NEI VERBALI D'INTERROGATORIO, L'EX COMMISSARIO HA RICORDI CONFUSI - I MAGISTRATI GLI HANNO CHIESTO DI UN'OFFERTA DI ALIBABA, L'AMAZON CINESE, ARRIVATA ALLA PROTEZIONE CIVILE IL 13 MARZO 2020, UNA SETTIMANA PRIMA CHE SI INSEDIASSE LA STRUTTURA COMMISSARIALE, MA DUE GIORNI DOPO L'ANNUNCIO DELL'INCARICO AD ARCURI DA PARTE DI CONTE: "SE SO DELL'OFFERTA? NO, PERCHÉ AL 13 MARZO 2020 LA STRUTTURA COMMISSARIALE NON ESISTEVA. FORSE LA PROTEZIONE CIVILE CI HA TRASFERITO LA PROPOSTA, MA NON NE HO RICORDO" - UN COLOSSO COME ALIBABA FA UNA PROPOSTA E NESSUNO SE NE ACCORGE? PERCHÉ LE MASCHERINE SONO STATE PAGATE PRIMA DELLA VALIDAZIONE DEL CTS? E DOVE SONO FINITE, E A CHI, LE MASCHERINE FALLATE?

domenico arcuri

Giacomo Amadori François De Tonquédec per "la Verità"

 

Emergono nuovi interessanti filoni investigativi dal verbale di interrogatorio che Domenico Arcuri, ex commissario della struttura anti Covid e ad di Invitalia, ha reso sabato scorso davanti ai pm della Procura di Roma. Arcuri è indagato per peculato e abuso d'ufficio a causa della maxi fornitura di mascherine da 1,25 miliardi di euro intermediata da Mario Benotti e altri broker improvvisati, oggi tutti indagati per traffico di influenze illecite.

 

MARIO BENOTTI

Secondo gli inquirenti i reati contestati ad Arcuri e ai suoi coindagati sarebbero stati commessi tra Roma e Hong Kong.A un certo punto i pm Fabrizio Tucci e Gennaro Varone chiedono all'ad di Invitalia se abbia avuto rapporti «per forniture di mascherine» con l'avvocato Stefano Beghi o con lo studio Gianni-Origoni che ha un ufficio proprio a Hong Kong. Arcuri cincischia: «Conosco Stefano Beghi in quanto partner della Deloitte, di cui ero ad fino al 2007; in occasione della pandemia ha proposto una fornitura di ventilatori. So che era partner dello studio Gianni-Origoni. Non mi risulta abbia proposto un acquisto di mascherine. Se l'affare dei ventilatori fosse andato in porto avrei stipulato come sempre il contratto con il fornitore».

 

mascherine 6

Beghi è il responsabile dell'ufficio di Hong Kong dello studio Gianni-Origoni. Che, scopriamo, da un'ulteriore risposta dell'ex commissario, essere uno dei consulenti di fiducia proprio di Arcuri e di Invitalia: «Ho avuto rapporti con lo studio Gianni-Origoni & partners, perché è uno dei principali studi legali italiani ed è tra i fornitori di consulenze legali di Invitalia, da sempre. Aggiungo che Invitalia e io abbiamo a che fare con gli avvocati che lavorano in Italia dello studio Gianni».

 

DOMENICO ARCURI

Beghi, a quanto risulta alla Verità, sarebbe anche uno dei consulenti di fiducia di Daniele Guidi, un altro dei broker indagati. E proprio Guidi è compagno di Stefania Lazzari, sul cui conto la Procura di Roma sta indagando. Il motivo? C'è traccia di un accordo tra la donna e il presidente della camera di commercio italiana a Hong Kong per una consulenza a favore dei consorzi cinesi che hanno spedito le mascherine in Italia. Ma Arcuri ha assicurato ai magistrati di non conoscere Guidi, né di sapere di suoi rapporti con Beghi.

 

BENOTTI ARCURI MESSAGGI

Tra i collaboratori dello studio Gianni-Origoni compare anche Giampiero Castano, ex responsabile del Mise per la gestione delle crisi aziendali, come ha riferito lo stesso Arcuri. Che ha spiegato ai pm: «Non ho ricordo di avere rapporti con Castano durante la gestione dell'emergenza. Non ho memoria di rapporti con Beghi o con appartenenti allo studio Gianni-Origoni per la fornitura di mascherine».

 

mascherine false alla camera

Arcuri ha evidenziato vuoti mnemonici anche di fronte ad altre domande. Per esempio, i magistrati gli hanno chiesto di un'offerta di Alibaba, l'equivalente cinese di Amazon, un colosso da oltre 90 miliardi di euro di fatturato, proposta arrivata alla Protezione civile il 13 marzo 2020, una settimana prima che si insediasse la struttura commissariale, ma due giorni dopo l'annuncio dell'incarico ad Arcuri da parte di Giuseppe Conte: «Se so dell'offerta? No, perché al 13 marzo 2020 la struttura commissariale non esisteva. Forse la Protezione civile ci ha trasferito la proposta, ma non ne ho ricordo» ha risposto l'indagato.

 

DOMENICO ARCURI

Il quale ha assicurato anche di essere rimasto all'oscuro dei particolari dell'accordo con i fornitori cinesi proposti da Benotti & C.: «Dello sviluppo di questa trattativa io non ne so nulla. Non era previsto che il commissario entrasse nel dettaglio delle trattative per le forniture». Sui rapporti con il giornalista, Arcuri fa confusione con le date: «Il 21 marzo, come sapete, Benotti afferma di avere possibilità di dare una mano al governo italiano per acquisire i Dpi» dichiara a verbale.

 

E da lì sarebbe iniziata la trattativa con la sua struttura. In questo caso, a smentire l'ex commissario sono gli sms scambiati con Benotti da cui risulta che i due discutessero di mascherine e respiratori già tra l'11 marzo e il 15 marzo. Il manager svicola anche di fronte a questa domanda: «Benotti diviene promotore di una società cinese. Perché gli ha riconosciuto tale qualità, a preferenza dì altri soggetti?». Anziché rispondere l'ex commissario fa un elenco di aspiranti fornitori sponsorizzati direttamente o indirettamente da esponenti del centro-destra.

 

mascherine ffps false in parlamento

Quello di Arcuri sembra un pizzino (subito ripreso con entusiasmo da qualche quotidiano) per i partiti e i politici che in questi mesi lo hanno criticato. Ma la più clamorosa scivolata riguarda le certificazioni che avrebbero dovuto essere presentate prima del saldo da parte della struttura. Arcuri assicura ai pm: «È vero che, in alcuni casi, le mascherine sono state pagate prima della validazione del Cts e tale circostanza è figlia della tragedia nella quale vivevamo; in ogni caso, i Dpi sono stati pagati dopo la certificazione delle Dogane».

 

BENOTTI ARCURI MESSAGGI

A questo punto gli inquirenti gli fanno una domanda che smentisce la risposta: «Le risulta che il pagamento avvenisse a ricezione del documento che attestava che la merce era sull'aereo in Cina?». Arcuri barcolla, ma non crolla: «A me risulta che il pagamento poteva avvenire a partire dalla ricezione del detto documento. Mi riservo di fornire dettagliato elenco dei documenti di riferimento».

 

mascherine non a norma sequestrate

L'ex commissario palesa ricordi sbiaditi anche quando dice di aver «rarefatto» il rapporto con Benotti ben prima dell'ultimo incontro avvenuto il 5 maggio 2020. Anche in questo caso i magistrati gli rinfrescano la memoria e allora lui ribatte: «Dico meglio, ora che mi viene contestato che dalla messaggistica risultano ancora comunicazioni tra me e Benotti il 3 maggio: avevo maturato intenzione di prendere le distanze da lui, per le ragioni che ho spiegato prima».

 

DOMENICO ARCURI

Infine i pm gli chiedono perché lui e i suoi collaboratori non abbiano ritirato dal commercio le mascherine difettose di Benotti e, invece, abbiano rispedito al mittente quelle fornite dell'imprenditore Giovanni Buini, coinvolto nel caso del presunto traffico di influenze illecite messe in atto alle sue spalle dagli avvocati Luca Di Donna e Gianluca Esposito.

 

Ecco la versione di Arcuri: «Noi abbiamo invitato Buini a riprendere le mascherine, quando abbiamo avuto ragione di sospettare, sulla base di indagini giudiziarie, che esse non rispondessero ai requisiti di legge. [] Noi abbiamo fermato la distribuzione dei Dpi in presenza di fatti certi».

 

mario benotti quarta repubblica

Evidentemente non ritiene tali i risultati delle indagini della procura di Gorizia che, già a febbraio, aveva fatto sequestrare diversi lotti di mascherine giunte in Italia con l'intermediazione di Benotti & C.. La memoria di ferro del commissario, che snocciola inchieste giudiziarie, nomina politici «nemici» e sfodera davanti ai pm persino una mascherina farlocca che si è portato appresso messa in commercio da una profumeria, tentenna quando il discorso va su Esposito, l'avvocato indagato: «A vostra richiesta dico che non mi risulta che il rappresentante di Federfarma mi sia stato presentato dall'avvocato Esposito».

domenico arcuri

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO