gian marco capitani liliana segre

CAPITANI DI SVENTURA – IL LEADER DEL MOVIMENTO “PRIMUM NON NOCERE”, GIAN MARCO CAPITANI, CHE DAL PALCO NO-GREEN PASS DI BOLOGNA HA INSULTATO LILIANA SEGRE, PROVA A “SPIEGARE” LE SUE PAROLE: “IL TERMINE ‘SPARIRE’ È STATO INFELICE, MA LA MIA OPINIONE È LEGATA AL RUOLO DI PRESIDENZA NELLA COMMISSIONE. NON SONO UN RAZZISTA, DI CERTO NON SONO ANTISEMITA, MA…” -  LA SENATRICE A VITA: “LA RISPOSTA È IL SILENZIO” - VIDEO

 

 

 

Valentina Santarpia per www.corriere.it

 

gian marco capitani

Una lettera aperta per «spiegare» le sue parole contro Liliana Segre, pronunciate venerdì a Bologna durante la manifestazione contro il Green pass. L’ha scritta Gian Marco Capitani, uno dei leader del movimento, che aveva definito la senatrice a vita «una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è».

 

«Nell’impeto del momento - scrive ora rivolgendosi a Segre- ho detto che Lei dovrebbe `sparire da dov’è´. Il termine `sparire´ è stato certamente infelice e mi dispiace non essermi espresso in modo più appropriato», prova a scusarsi.

liliana segre

 

«La mia opinione è semplicemente legata al ruolo di presidenza della commissione per il contrasto dell’intolleranza da Lei ricoperto. In quel ruolo ritengo che Lei abbia il dovere di esprimersi contro ogni violenza, anche se è rivolta a chi non la pensa come Lei».

 

La senatrice a vita Liliana Segre — dopo le offese, e prima che arrivassero le scuse — si era limitata a dire: «Da parte di una persona che come ultimo atto della sua vita ha promosso una Commissione contro l’istigazione all’odio, la risposta ora è il silenzio».

 

gian marco capitani 1

Capitani, leader del movimento Primum non nocere, sceso in piazza già nelle scorse settimane anche a Roma per combattere il provvedimento del governo Draghi, rifiuta le accuse di antisemitismo e cerca di contestualizzare le sue critiche, che sarebbero nate da un clima generale di insofferenza nei confronti di chi non si vaccina e manifesta contrarietà al green pass.

 

«Non sono un razzista - prosegue - non ho mai negato la Shoah e di certo non sono antisemita. Ho provato ad interloquire con Lei nella certezza di poter trovare ascolto e mi son ritrovato giudicato per una singola parola.

 

liliana segre 1

Nell’ultimo anno e mezzo non si contano le frasi violente e le istigazioni alla violenza espresse nei confronti di chi ha una diversa opinione sulla campagna di vaccinazione di massa in corso. A reti unificate, 24 ore su 24, si è scatenata un’autentica campagna d’odio che, temo, abbia fatto molto male al Paese. Ecco Senatrice, su questo avrei tanto voluto sentire la Sua voce, una parola di ferma condanna nei confronti di chi ha scatenato una sorta di caccia all’uomo.

 

Questa non è violenza? Non è discriminazione? Non c’è istigazione all’odio nel far passare l’equazione manifestanti uguale terroristi? Ho provato a rivolgermi a Lei perché sono certo che Lei più di chiunque altro possa capire cosa significhi sentirsi discriminati. Lei più di altri può comprendere cosa significhi essere segnati con una sorta di marchio di infamia», conclude, tentando faticosamente di trovare un appiglio di solidarietà e comunanza con la senatrice.

 

no green pass a bologna

Capitani è un uomo di sinistra, che non a caso il 25 aprile scorso celebrava la giornata antifascista dal palco di Bologna ricordando che un «nazista è tale anche se indossa la camicia rossa».

 

Ma la battaglia contro il green pass ha acceso le sue esternazioni, finendo per catapultarlo al centro di diverse polemiche. Lo scorso 25 settembre era stato proprio Capitani a parlare della vicequestore Nunzia Alessandra Schilirò, la poliziotta no-vax finita poi nell’occhio del ciclone per il suo intervento.

gian marco capitani 2

 

«Mi hanno fatto nero, ma nulla corrisponde al vero- dice ancora Capitani per difendersi in un’intervista su Youtube all’emittente Mepiù- è il gioco delle parti, ho prestato il fianco a questo tipo di attacco.

 

È chiaro che è stato subito tradotto nel fatto che augurassi la morte o le peggiori cose a Liliana Segre, avrei sicuramente dovuto usare un altro termine, è fuori discussione: in realtà io contestavo alla senatrice di essere presidentessa di una commissione così importante che dovrebbe vigilare e contrastare tutti i fenomeni di istigazione e violenza, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti che da un anno e mezzo viene detto di tutto nei confronti di chi non si è allineato al pensiero unico.

 

no green pass a bologna

Ce ne hanno dette di tutte, ma non abbiamo mai sentito questa commissione prendere posizione contro questa istigazione all’odio. Mi rivolgevo alla senatrice Segre in questa veste, in questo senso intendevo che non rende giustizia alla sua storia. Ora sono definito un fascista, ma prima di quell’intervista citavo proprio Primo Levi che diceva di stare attenti ai nuovi fascismi».

no green pass a bologna 5

 

Le critiche da destra e da sinistra

Ma il punto è che le parole di Capitani sono state pesantissime, e anche i no green pass si sono irritati. «Avevamo detto che era meglio evitare di fare quel nome, lui si è scusato e per noi la questione è chiusa», ha sottolineato ieri Riccardo Paccosi. Ma, avverte, «aspettano il minimo pretesto per criminalizzare questo movimento».

no green pass a bologna 3

 

Gli insulti lanciati dal palco a Segre, hanno sollevato una rivolta anche politica, bipartisan: e ora la lettera aperta di Gian Marco Capitani, sottolinea Andrea De Maria, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera, «non chiude la ferita aperta con gli insulti a Liliana Segre. Non è accettabile che la sacrosanta libertà di manifestare il proprio dissenso, che è giustamente garantita in democrazia, scenda sul piano della intolleranza verbale, come in questo caso».

 

no green pass a bologna 7

Critico pure il deputato Roberto Bagnasco (Fi) che parla di «vili attacchi» e spiega: «Capitani cavalca la confusione e la frustrazione di donne e uomini che, tra le mille polemiche sorte in questi mesi, sono scettici nei confronti di vaccino e carta verde». Mentre Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione 5 Stelle, sottolinea che quello di Capitani è «un’offesa alla nostra storia repubblicana e ai nostri valori morali e democratici», un attacco «non solo inopportuno ma vergognoso».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....