verdini simonini

SULLA CATTIVA STRADA - APPALTI E CORRUZIONE NEL CARROZZONE ANAS: INDAGATO TOMMASO VERDINI, IL FIGLIO DELL'EX PARLAMENTARE BERLUSCONIANO DENIS - L'INCHIESTA FA TREMARE LA POLITICA: NON È CHE POI SPUNTERANNO INTERCETTAZIONI DI VERDINI JUNIOR CON POLITICI IMPORTANTI A CUI CHIEDE FAVORI PER I DIRIGENTI DELL'ANAS INDAGATI CON LUI PER CORRUZIONE? SIMONINI, ANCHE LUI INDAGATO, È STATO PIAZZATO IN ANAS DAI CINQUESTELLE – NELLA VICENDA COINVOLTO ANCHE IL LEGALE DI FRANCESCA VERDINI, COMPAGNA DI SALVINI - LA DIFESA: “SI TRATTA SOLO DI UN MALINTESO”

EMILIANO FITTIPALDI E GIOVANNI TIZIAN per editorialedomani.it

 

 

tommaso verdini

Tommaso Verdini, il figlio dell’ex parlamentare berlusconiano Denis, è indagato per corruzione e traffico di influenze in un’inchiesta dei pm di Roma sulla società pubblica Anas. Il rampollo, a capo della società di lobbing Inver, è stato perquisito dalla Guardia di finanza lunedì, insieme all’ex ad Simonini e altri cinque alti dirigenti del colosso pubblico, indagati anche loro a vario titolo per traffico di influenze e corruzione.

 

L’inchiesta sta ricostruendo da mesi un sistema di consulenze e appalti pubblici banditi da Anas, società di stato che gestisce le arterie stradali del paese e che dal 2017 è sotto il controllo di Ferrovie dello stato (i cui manager sono del tutto estranei agli accertamenti investigativi).

 

Al centro della vicenda risulta esserci la Inver di Verdini junior, che ha sede nella prestigiosa via della Scrofa a Roma e che offre consulenze alle aziende impegnate nei lavori pubblici. Le consulenze nel mirino degli investigatori ottenute da Verdini valgono diverse centinaia di migliaia di euro. I detective della finanza hanno scoperto che attraverso Inver, Verdini attraeva imprenditori interessati a partecipare alle gare di Anas.

denis verdini

 

 

INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

In pratica, secondo l’accusa, una volta ingaggiato come consulente, Verdini sarebbe riuscito a garantire alle aziende l’accesso a informazioni privilegiate e documentazione riservata relativa ai bandi di gara, in modo da “favorire” i clienti che partecipavano ai bandi. Per esempio forniva i dati sui capitolati, così da poter preparare le offerte nel miglior modo possibile.

 

Informazioni che sarebbero state veicolate a Verdini da un gruppo di alti dirigenti Anas, indagati per questo insieme al loro ex ad Simonini. Da quanto risulta a Domani, al momento non sono state individuate dagli inquirenti dazioni di denaro.

 

Tuttavia l’ipotesi è che il do ut des si sarebbe sostanziato nel fatto che Verdini junior avrebbe supportato i dirigenti della società pubblica per avanzamenti di carriera, promozioni o conferme di incarichi. Perciò l’indagine vuole provare a dare un nome alle sponde politiche del figlio di Denis, necessarie a ricompensare i dirigenti Anas che avrebbero aiutato illecitamente la società di lobby.

 

denis verdini

Nell’indagine sono stati acquisiti indizi di riunioni in diversi luoghi della capitale tra gli indagati. Una delle tesi di chi indaga, tutta da verificare, è che i protagonisti di questo sistema siano tutti legati tra loro e dai rapporti con la famiglia Verdini.

 

Abbiamo provato a contattare Tommaso tramite il padre per ottenere una replica, ma non abbiamo ricevuto a ora risposta. Dall’entourage di famiglia, però, spiegano a Domani che si tratta solo di un malinteso e che, «sia Tommaso Verdini che la società hanno sempre lavorato nel pieno rispetto delle regole». Vedremo a breve se i pm crederanno alla difesa oppure no.

 

 

IL PACCO DI VERDINI

autostrade anas 3

Una prima conferma ai sospetti degli inquirenti sul sistema consulenze e appalti è arrivata grazie al sequestro di un pacco. Era stato spedito con il corriere da Verdini junior a Vito Bonsignore, già berlusconiano di ferro e oggi imprenditore nel settore strade, che lavora negli appalti pubblici pure con Anas. Cosa conteneva la scatola intercettata dai detective? Documentazione della società di stato che Verdini junior aveva recuperato e inviato a Bonsignore. Tutte informazioni riservate che nessuno dei due avrebbe potuto avere. Il sequestro è stato naturalmente notificato alle persone coinvolte.

 

massimo simonini

Da qui i pm hanno ritenuto poi di procedere alle perquisizioni. Il giovane Verdini e l’esperto Bonsignore si conoscono anche per un altro grande affare. Fino alla fine del 2021 il figlio di Verdini è stato consigliere nella società autostrada Ragusa-Catania, partecipata proprio dalla holding di Bonsignore, costituita per realizzare la via di collegamento siciliana di cui parla da anni. Verdini junior è stato inserito nel consiglio di amministrazione della società «in considerazione della sua competenza e capacità» e per «implementare tutti i processi necessari comprese le procedure amministrative e autorizzative previste dalla normativa».

 

C’è poi un dato curioso, che mette in collegamento Bonsignore all’altro coindagato di Verdini: con l’autorizzazione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) la società statale all’epoca amministrata da Simonini aveva deciso di versare 36 milioni a Bonsignore per i costi di progettazione dell’autostrada mai fatta. E pare che sia questa una delle motivazioni che ha spinto il governo Draghi a sostituire Simonini.

massimo simonini 1

 

A difendere la scelta di Simonini, nominato in quel ruolo dal governo Conte I, fu l’allora ministro Cinque stelle dei Trasporti, Danilo Toninelli: «Non c’è stata alcuna cattiva gestione da parte di Simonini», aveva detto l’ex ministro, aggiungendo: «I passaggi sono stati decisi col supporto tecnico-giuridico dell’Anas».

 

IL LEGALE DI FRANCESCA VERDINI

francesca verdini matteo salvini 3

La vicenda giudiziaria non coinvolge, ad ora, né Denis, né l’altra figlia Francesca, compagna del leader della Lega Matteo Salvini. Spulciando i documenti societari dei Verdini, però, è possibile evidenziare un sistema di rapporti, amicizie, legami familiari e d’affari interessante. Partiamo proprio da Inver, il nome dell’azienda sotto inchiesta.

 

Verdini junior detiene il 70 per cento della proprietà, ma tra i consiglieri troviamo anche Francesco Rizzo, lui stesso socio di Inver fino a maggio scorso con il 20 per cento del capitale. Rizzo è un giovane avvocato toscano, legatissimo ai Verdini. È, infatti, il legale di fiducia di Francesca, sorella di Tommaso.

denis e francesca verdini

 

Una volta vendute le quote di Inver, l’avvocato Rizzo è stato nominato alla fine di giugno nel consiglio di amministrazione della società pubblica-privata Sitaf, che gestisce il traforo del Frejus.

 

Il capitale è spartito tra i Gavio e Anas, quest’ultima al centro delle verifiche della Guardia di finanza nell’ambito dell’indagine su Verdini. Rizzo è stato peraltro collaboratore di Cosimo Ferri, pure lui legatissimo a Verdini padre.

Francesca Verdini su Instagram

 

MASSIMO SIMONINIFrancesca Verdini su Instagram

 

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...