CATTURATO UN LATITANTE, SE NE CERCA UN ALTRO – LA POLIZIA SCIENTIFICA HA RICOSTRUITO IL VOLTO DI GIOVANNI MOTISI, IL BOSS CHE, DOPO L’ARRESTO DI MATTEO MESSINA DENARO, È DIVENTATO L’ULTIMA PRIMULA ROSSA DELLA MAFIA SICILIANA – IL LATITANTE, DETTO “U PACCHIUNI”, HA 65 ANNI ED È RICERCATO DAL 1998 – DEVE SCONTARE DUE ERGASTOLI, MA LA SUA STORIA È PARTICOLARE. NEL 2002 VENNE DESTITUITO DA CAPO DEL MANDAMENTO DI PAGLIARELLI E DA ALLORA NON SE N’È SAPUTO PIÙ NULLA: I SUOI MODI NON PIACEVANO A COSA NOSTRA, MA SI ESCLUDE CHE…

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Estratto dell'articolo di Salvo Palazzolo per www.repubblica.it

 

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Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro è diventato l’ultima primula rossa della mafia siciliana: Giovanni Motisi detto “u pacchiuni”, il grasso, ha 65 anni ed è ricercato dal 1998. Deve scontare due ergastoli, per la strage che costò la vita al vice questore Ninni Cassarà e all’agente Roberto Antiochia, uccisi il 6 agosto 1985; e per l’omicidio di Antonino Puccio, nel 1989 uno dei protagonisti del complotto contro Totò Riina. Giovanni Motisi, all’epoca ufficialmente un pasticcere del “Baby Luna”, era un fedelissimo del capo dei capi, proprio come Matteo Messina Denaro, ma lui ha una storia davvero particolare, unica rispetto a tutti gli altri latitanti di mafia.

 

Nel 2002, venne destituito dal suo ruolo di capo del mandamento di Pagliarelli, e da allora non se n’è saputo più nulla.

Ora, Giovanni Motisi è diventato l’obiettivo principale per l’antimafia. Lo cercano i poliziotti della squadra mobile di Palermo, diretta da Marco Basile, e i colleghi del servizio centrale operativo, sotto la direzione del procuratore Maurizio de Lucia e dell’aggiunta Marzia Sabella.

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Oggi, la polizia diffonde il nuovo identikit del mafioso ricercato, si tratta di una rielaborazione della fisionomia del volto con il sistema “Age progression”, che consiste nell’invecchiamento progressivo a partire da alcune immagini risalenti alla fine degli anni Ottanta. [..]

 

Dov’è Motisi? Le ultime indagini hanno smentito che sia morto. Dove si trova? All’estero? O a Palermo, secondo la regola che un latitante non si allontana mai dal suo territorio. […] Nel 2002 venne estromesso dal suo ruolo di capo perché i suoi modi non piacevano affatto al vertice di Cosa nostra. “Non si faceva mai vedere, non dava mai risposte”, ha raccontato il pentito Angelo Casano.

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Tre anni dopo avrebbe lasciato anche la moglie, che chiese al vertice del mandamento di potersi rifare una vita pure lei, divorziando. Inizialmente, era arrivato un no. Poi, invece il boss Nino Rotolo, autorevole capomafia di Pagliarelli, autorizzò. E venne intercettato dalla squadra mobile mentre diceva: “Se un domani dovesse venire qualcuno mandato da Giovanni (Motisi ndr), cerca me e io so cosa gli devo dire, questo te lo posso promettere: “Bello mio, tu te ne sei andato e non ti sei preoccupato”.

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Non furono presi altri provvedimenti punitivi, anche perché Motisi è nipote di un altro autorevole padrino di Cosa nostra, Matteo Motisi classe 1918, che era stato al vertice del mandamento di Pagliarelli. Semplicemente, il boss si sarebbe fatto da parte. E in nessuna indagine è più rispuntato.

 

Adesso, Giovanni Motisi è un fantasma che aleggia su Palermo.[...]

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