matteo renzi

CHE BOOMERANG PER RENZI – IL GIP DI GENOVA RESPINGE L’ISTANZA DI OPPOSIZIONE DI MATTEUCCIO CONTRO L’ARCHIVIAZIONE PER I MAGISTRATI DENUNCIATI DALL’EX PREMIER, E LA SMONTA PUNTO PER PUNTO. A PARTIRE DALL’ACQUISIZIONE DELLE CHAT: “NON SI TRATTA NEMMENO DI COMUNICAZIONI E DI CORRISPONDENZA, E COMUNQUE ESSE SONO STATE CAPTATE IN MANIERA INDIRETTA, IN QUANTO IN PRIMO LUOGO SONO STATE ACQUISITE PRESSO PERSONE CHE NON RIVESTIVANO LA QUALITÀ DI PARLAMENTARI, E PERTANTO NON ERA NECESSARIA L'AUTORIZZAZIONE DEL SENATO" – LA REPLICA: “LI DENUNCERÒ DI NUOVO”

1 - OPEN: RENZI, DENUNCERÒ DI NUOVO I GIUDICI DI FIRENZE

MATTEO RENZI

(ANSA) - "Intanto, i giudici di Genova hanno "stranamente" dato ragione ai colleghi fiorentini, dicendo che un sms o un Whatsapp o un messaggio di post elettronica non sono comunicazioni o corrispondenza. In realtà, ci sono decine di sentenze in cui la Cassazione chiede di considerare Whatsapp come posta privata.

 

Ma, quando il Whatsapp è quello di un parlamentare fiorentino, evidentemente le sentenze si interpretano. Buttandola sul ridere, potrei dire che nel 2022 per i giudici di Genova si definisce comunicazione o corrispondenza solo il piccione viaggiatore, i segnali di fumo e l'alfabeto Morse.

 

giuseppe creazzo

Ma, siccome voglio essere serio, aspetterò la sentenza della Corte Costituzionale e tornerò alla carica con una nuova denuncia. Nel frattempo, denuncerò di nuovo i giudici di Firenze per aver nuovamente fatto circolare il mio estratto conto bancario, inviandolo al Copasir, dopo che la Cassazione aveva chiesto di non trattenerlo. Se pensano di fermarmi, non mi conoscono". Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella Enews.

 

2 - OPEN, IL GIP SMENTISCE RENZI: "ZERO REATI DAI PM DI FIRENZE"

Valeria Pacelli per “il Fatto quotidiano”

 

"I magistrati di Firenze hanno violato la Costituzione e le leggi, dovranno risponderne a Genova". Aveva pochi dubbi Matteo Renzi nella sua e-news del 4 aprile. A distanza di due mesi, a smentire il leader di Italia Viva è il Gip di Genova, Claudio Siclari, che ha archiviato i tre pm fiorentini.

LUCA TURCO

 

L'indagine genovese è stata aperta dopo l'esposto di Renzi contro il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e i magistrati Luca Turco e Antonino Nastasi. Sono i tre magistrati che hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio per concorso in finanziamento illecito per l'ex premier e altri nell'ambito dell'indagine sulla Fondazione Open (è in corso l'udienza preliminare).

 

 Il senatore li ha denunciati per violazione dell'articolo 68 della Costituzione (sulle guarentigie parlamentari) e abuso d'ufficio, lamentando che erano stati "acquisiti senza autorizzazione a procedere" alcuni messaggi Whatsapp come quelli con l'imprenditore Manes (non indagato) o con Marco Carrai (indagato per finanziamento illecito nell'indagine Open), come pure il suo estratto conto.

ANTONINO NASTASI

 

I pm di Genova avevano chiesto l'archiviazione, ma Renzi si era opposto. E ieri il Gip nella sua ordinanza ha smontato molto di quanto sostenuto dall'ex premier in questi mesi. A partire dall'acquisizione delle chat.

 

I messaggi. Era il 22 febbraio quando in Senato il leader di Italia Viva sintetizzava l'articolo 68 della Costituzione: "Non può essere acquisito senza il parere di quest' aula del materiale che riguarda la comunicazione, la corrispondenza di parlamentari". Il gip Siclari spiega però che quella agli atti dell'inchiesta Open non è corrispondenza, inoltre non si è trattato di perquisizioni contro un parlamentare. Dunque non era necessaria alcuna autorizzazione della Camera di appartenenza.

Marco Carrai con Matteo Renzi

 

Scrive il Gip: "Non si tratta di sequestro di corrispondenza effettuato direttamente nei confronti di Renzi (...) Non si tratta nemmeno di comunicazioni e di corrispondenza, e comunque esse sono state captate in maniera indiretta, in quanto in primo luogo sono state acquisite presso persone che non rivestivano la qualità di parlamentari, e pertanto non era necessaria l'autorizzazione del Senato".

 

MATTEO RENZI

Le chat sono quelle estrapolate dal cellulare di Manes e di Carrai, il quale ha incassato una serie di pareri favorevoli della Cassazione, che ha ordinato la distruzione del materiale sequestrato.

 

Ma torniamo a Genova. Il gip Siclari nella sua ordinanza ricorda anche che la giurisprudenza ha chiarito come le email memorizzate "nelle cartelle dell'account o nel computer del mittente, ovvero del destinatario, costituiscono meri documenti informatici, intesi in senso statico", dunque acquisibili senza dover passare dall'autorizzazione del Senato.

 

MATTEO RENZI ALLA SCUOLA DI POLITICA DELLA LEGA

I conti. Il gip smentisce Renzi pure sulla questione dell'estratto conto agli atti dell'indagine Open. Giusto il 20 novembre, dal palco della Leopolda, il senatore diceva: "Prendono l'intero conto corrente di quello che peraltro è un parlamentare, per cui se vuoi sequestrare della documentazione hai delle procedure particolari da seguire".

 

Non è d'accordo il gip di Genova: "Sul punto - scrive - la giurisprudenza ha precisato che la documentazione bancaria () non rientra nella nozione di corrispondenza, se non risulta (come nel caso concreto) che sia oggetto di spedizione al soggetto interessato". Dunque il suo sequestro non richiede, "ove l'interessato sia un membro del Parlamento, la previa autorizzazione della Camera a cui appartiene".

procuratore giuseppe creazzo

 

Infine il Gip precisa: "Anche a voler accedere alla tesi dell'opponente, che nel caso concreto si sia trattato di sequestro di corrispondenza () non è revocabile in dubbio che tale concetto, in riferimento ai messaggi Whatsapp e alle email , è concetto opinabile, tanto che è stato oggetto di sentenze della Cassazione che () ne ha interpretato il significato". Il Gip non è in linea neanche con la Giunta per le autorizzazioni, che ha già sollevato un conflitto di attribuzione (votato pure dal Senato) davanti alla Consulta. E vedremo come finirà. E intanto Renzi annuncia nuovi round: "Vedremo se per le prossime denunce prevarrà il corporativismo tra colleghi o il merito delle denunce"

LA FOTO DI ANTONINO NASTASI NEL VICOLO DOVE SI TROVAVA IL CORPO DI DAVID ROSSI

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