grano soldi rincaro

CHE GRANA 'STO GRANO! - IL PREZZO DEL FRUMENTO E QUELLO DEL MAIS SONO SALITI DEL 17 E DEL 23% IN UNA SETTIMANA, SFONDANDO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA QUOTA 400 EURO A TONNELLATA - PANE E BISCOTTI SONO GLI ALIMENTI PIU' A RISCHIO RINCARO - MA E' ALLARME ANCHE PER LA CARTA. GLI EDITORI FANNO NOTARE CHE DA METÀ 2021 A OGGI IL PREZZO DELLA CARTA SU CUI SI STAMPANO I GIORNALI È CRESCIUTO DI OLTRE IL 100%...

Sabrina Cottone per il Giornale
 

LA GUERRA COLPISCE ANCHE IL GRANO 4

Pane e carta, cibo e parole. Il rincaro della produzione di due beni così presenti nella nostra vita quotidiana è una delle penitenze che impone la guerra in Ucraina alle case italiane. Nulla in confronto a ciò che patisce la popolazione invasa, alle stragi di bambini, ai civili che continuano a morire, alle lunghe file di profughi costretti a lasciare tutto. Un'ulteriore prova che tutto è collegato e che anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte, con un contributo involontario che ci avvicina ai Paesi che soffrono sulla carne il conflitto.
 

LA GUERRA COLPISCE ANCHE IL GRANO

La pace non è solo un desiderio ma anche un'esigenza concreta. Russia e Ucraina sono rispettivamente il primo e il terzo produttore di grano del mondo. Così le quotazioni di grano tenero e mais, che segnano rispettivamente +17% e +23% rispetto alla scorsa settimana, sfondano per la prima volta nella storia in Italia quota 400 euro a tonnellata, secondo i dati del CAI, i Consorzi agrari d'Italia, in base alla rilevazione settimanale della Borsa Merci di Bologna, punto di riferimento per le contrattazioni dei prodotti agricoli.
 

grano.

La maggior parte del pane si fa col grano tenero, che è quindi l'alimento più a rischio rincaro insieme ai biscotti e ad altri prodotti da forno. Il mais è fondamentale soprattutto per il mangime degli animali. Nessun pericolo per la pasta, spiegano dal Cai, perché i prezzi del grano duro sono stabili. «A meno che non ci sia un blocco dell'export da parte dell'Ungheria, non ci sono rischi di approvvigionamento all'interno dell'Unione europea» sintetizzano dai Consorzi agrari.
 

grano

Ma gli aumenti quelli sì, sembrano in arrivo dove non sono ancora arrivati, non solo per la crescita dei costi delle materie prime (per il prezzo del pane il costo del grano incide al 10%) ma anche per i costi di trasformazione e trasporto, che colpiscono in modo importante anche la carta, dove l'allarme è su tutti i fronti. Da qui le proteste degli editori. «Produrre informazione di qualità e diffonderla sta diventando sempre più difficile e fortemente a rischio» dichiara il presidente della Federazione italiana degli editori, Andrea Riffeser Monti.
 
Da metà 2021 a oggi il prezzo della carta su cui si stampano i giornali è cresciuto di oltre il 100% e ulteriori aumenti sono in corso. Incidono il costo della materia prima, il grano, sul prezzo finale del pane, poi anche «i costi crescenti dell'energia e le difficoltà che incontrano gli editori nel reperire la carta e le lastre in alluminio per la stampa. «Occorre fare, e presto, due cose: trasferire immediatamente alle imprese le risorse per il sostegno al settore già stanziate e prevedere nuovi e significativi interventi sul mercato della carta e dell'energia».
 

giornali

I Panificatori affrontano la crisi promettendo di fare da calmieri, mentre i sindacati di categoria lanciano appelli a moderare i rincari. Tutto ciò nonostante rispetto alle rilevazioni del 17 febbraio, ultima settimana prima dell'inizio della guerra, il grano tenero abbia subito una impennata del 31,4%, il mais del 41%. L'Italia importa il 64% del grano tenero per il pane e i biscotti, il 44% di grano duro necessario per la pasta, il 47% di mais. Non solo dipendenza energetica, ma anche da cereali.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)