gualtieri michetti

CHE PALLE 'STO CONFRONTO GUALTIERI-MICHETTI: PIU' NOIOSO DI "TRE PIANI" DI NANNI MORETTI - UN DIBATTITO AL CLOROFORMIO TRA DUE CANDIDATI ALLA CAMOMILLA. IL DEPUTATO DEM FILIPPO SENSI IRONIZZA SU MICHETTI –“DOPO 40 MINUTI, MICHETTI ME STA ANCORA INCOLLATO COLLE MANO SULLA SCRIVANIA. TIPO SEDUTA SPIRITICA. CHIAMATE GIUCAS CASELLA” – IL RADIO-TRIBUNO PUNTA I VOTI DELLA RAGGI: “VIRGINIA HA FATTO TANTE COSE BUONE” (SALUTAVA SEMPRE) 

 

Lorenzo De Cicco per "il Messaggero"

 

gualtieri michetti 19

Michetti come Rocky. «Enrico l'abbiamo preparato per 9 ore», raccontavano nel pre-match i comunicatori dell'avvocato-tribuno. Gualtieri ha spulciato i dossier fino all'ultimo: «Roberto è uno studioso, inseparabile dalle sue schede». Eccoli quindi negli studi Sky, a poco più di 24 ore dal gong del silenzio elettorale (oggi ci saranno i comizi finali). Il secondo e penultimo confronto tv della sfida Capitale si accende subito.

 

Una partita a tennis. Si parla di Green pass, Michetti frena: «Sono vaccinato, ma sull'obbligo al lavoro c'è molto da riflettere». Gualtieri replica: «Sto col governo e sarò alla manifestazione della Cgil, contro un attacco squadrista e neo-fascista». Il candidato del centrodestra in piazza non ci sarà: «C'è il silenzio elettorale». Sul tema la prende larga: «Mi ricordo i carri armati a Budapest (nel 1956, Michetti è nato nel 1966, ndr) i comunisti stavano con gli oppressori, io ero della Dc». «La Dc non metteva CasaPound in lista», affonda Gualtieri. Controffensiva michettiana: «Con Gualtieri vincerebbero i centri sociali, ha aperto la sua campagna in un palazzo occupato». Altra polemica: poco prima del dibattito, l'Agcom apre un'istruttoria per le frasi antisemite a Radio Radio, l'emittente che ha lanciato Michetti. Si litiga pure sulle piaghe della città, naturalmente. I rifiuti. Entrambi promettono impianti.

gualtieri michetti

 

Ma Michetti attacca «la sinistra che da 10 anni non applica il piano rifiuti» (alla Regione). E allarga la domanda all'«accattonaggio, ci sarà tolleranza zero». «I poveri non sono rifiuti», punge Gualtieri. Replica: «Il degrado non c'entra coi poveri». Sciabolate anche sul Pnrr: «Da ministro non hai messo un euro per Roma», sostiene il candidato di FdI. «C'è la metro, mancavano altri progetti», risponde lo sfidante dem. Il debito di Roma: Gualtieri promette di sforbiciare l'addizionale Irpef. Michetti attacca ancora: «Il debito lo hanno fatto le giunte di sinistra». Sullo stadio di Roma e Lazio vanno d'accordo. Ma dura poco.

 

gualtieri michetti

Altra lite: i diritti civili. Per Michetti «Roma è inclusiva» e cita come esempio alcuni «amici miei di Barcellona che mi hanno detto: qui il bus è gratis» (perché nessuno lo paga). L'ex ministro invece è convinto che «sui diritti Lgbt va fatto di più». Tutti e due corteggiano Raggi e i suoi elettori. Michetti di più: «Ha fatto tante cose buone». «Contro la criminalità ha svolto un'azione importante», concede Gualtieri, che punta forte sugli endorsement di Conte e di «tanti del M5S». E di Calenda. «Ma abbiamo molti punti in programma con lui», ribatte Michetti. Il confronto di Sky prova a scrostare un po' la patina politichese, a svelare il lato umano. Domanda: 3 oggetti che portereste in Campidoglio? Gualtieri, unica concessione pop, cita l'amata chitarra. Poi torna serio: il dossier sul Pnrr.

gualtieri michetti by filippo sensi su twitter

 

Michetti: «Io 3 libri sulla storia di Roma». «Non bastano 3 bignami», frecciatina dello sfidante Pd. Altra domanda pop: chi vorreste in giunta tra 6 personaggi famosi sul maxi-schermo? Gualtieri indica Zeman («per le zone, siamo per la Roma dei quartieri»), Elodie e Gianotti del Cern.

 

Michetti scarta l'amato Augusto per lanciare la Sora Lella e Andreotti: «Avercene!». Il profilo da vecchio Dc è anche un modo per scrollarsi di dosso gli attacchi. «Sono un civico - dice nell'appello finale - sarò libero dai partiti e da Bruxelles, ho annunciato la squadra con Bertolaso, Gualtieri invece non la nomina, per giochi di palazzo». Il candidato del Pd chiude puntando sul Cv: «Ho contribuito a portare in Italia 200 miliardi di risorse europee, ora votiamo per il rilancio di Roma».

DI GIOVAMBATTISTA MICHETTImichetti raggi by oshomeloni michetti salvini

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)