rackete delrio orfini sea watch fratoianni

CHE SORPRESA: IL PD SI SPACCA PURE SU CAROLA RACKETE – I “DEM” DIVISI TRA LA LINEA MINNITI E L’ALA SINISTRA DEI “PIRATI” CHE È ANDATA A PORTARE SOLIDARIETÀ ALLA CAPITANA – PER CHI È STATO AL GOVERNO E' DIFFICILE DIFENDERE UNA FUORILEGGE TRANNE PER DELRIO CHE È SALITO SULLA “SEA WATCH” SENZA IMBARAZZI - DE LUCA CONTRO ORFINI: “OTTUSITÀ POLITICA” – IL SILENZIO DI RENZI E IL POST EVASIVO DI ZINGARETTI… – VIDEO

 

Paolo Bracalini per “il Giornale”

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO

 

L'operazione mediatica di Orfini e Delrio a bordo della Sea Watch può far pensare che il Pd sia unito nella battaglia contro Salvini e a fianco della capitana Carola Rakete. Ma non è così. In realtà sul caso Sea Watch è riemersa la spaccatura tra la «linea dura» alla Minniti e l' ala sinistra (i cosiddetti Giovani Turchi) guidata per l' appunto dal naufrago lampedusano Matteo Orfini, più varie componenti che hanno sempre combattuto le direttive dell' ex ministro dell' Interno piddino per regolamentare le Ong e delegare il controllo delle partenze alla guardia costiera libica.

 

marco minniti (2)

La frattura dentro il Pd è rimasta intatta e si vede. Specie tra chi ha avuto incarichi di governo diventa difficile difendere il comportamento fuorilegge della Ong tedesca. L' ex ministra della Difesa Roberta Pinotti, che ricopre anche il ruolo di responsabile Politiche per la sicurezza nella segreteria nazionale Pd, pur criticando (ovviamente) l' azione del ministro leghista, non solidarizza affatto con la volontaria tedesca nuova beniamina della sinistra italiana ma al contrario «con la Guardia di finanza e l' equipaggio della motovedetta speronata dalla nave Sea Watch.

CAROLA RACKETE

 

Hanno dovuto fronteggiare una situazione di altissima difficoltà e pericolosa. Noi siamo a fianco dei nostri operatori che assolvono quotidianamente al proprio dovere con professionalità e umanità». Toni e concetti molto lontani da quelli di Orfini, Delrio e soci. Anche ad un padre nobile del Pd come Romano Prodi riesce difficile giustificare in toto l' iniziativa dei parlamentari Pd.

 

Quando l' Annunziata su RaiTre gli chiede se hanno fatto bene ad andare a bordo, la risposta è evasiva: «Dipende da cosa gli hanno detto». Prodi alla fine si rifugia in una posizione di compromesso, né con Salvini ma neppure con la capitana fuorilegge: «La legge va rispettata» dice, «ma fianco di questa ci deve essere umanità e comprensione e così si risolvono i problemi».

 

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

Minniti è sotto attacco della sinistra Pd anche in questi giorni. Proprio Orfini ha detto che gli accordi con la Libia, siglati appunto dal governo Pd nel 2017, «vanno cancellati, la Libia è un paese in guerra e rimandarci chi dalla guerra scappa è illegale. Oltre che disumano». Sempre Orfini disse che la linea Minniti contro le Ong «ha favorito la destra».

CAROLA RACKETE

 

L' ex ministro Pd infatti inquadra la vicenda Sea Watch con toni molto diversi da quelli drammatici dei piddini saliti a bordo: «in Italia non c' è nessuna emergenza, l' arrivo di 42 migranti si risolve in cinque minuti» ha spiegato Minniti, che fa capire come le ong siano parte del problema, infatti «noi avevamo redatto un codice di condotta delle Ong che è stato firmato anche dalla Sea Watch, dimostrando che era possibile governare i flussi migratori senza restringere gli spazi delle Ong e senza far venire meno né il ruolo della Ue né - aggiunge - il protagonismo prestigioso della Guardia costiera italiana». Insomma quanto di più lontano dalla sceneggiata dei parlamentari Pd.

 

roberta pinotti

Su cui interviene, con il suo abituale linguaggio diretto, il governatore pd della Campania, Vincenzo De Luca. «Chi viola le leggi e pretende di entrare contro legge nei nostri confini, deve essere arrestato, non c' è niente da fare. Il fatto che i parlamentari del Pd non abbiano colto questo aspetto del problema è un altro atto di ottusità politica» spiega De Luca. Nella guerra interna al Pd si aggiunge anche il virologo Burioni, a cui Renzi offrì la candidatura senza successo.

 

CAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONE

Scrive lo scienziato di area Pd: «Tutti i tweet contro Salvini e a favore della capitana hanno politicamente la stessa efficacia che ha urlare davanti alla Tv arbitro cornuto durante una partita di calcio». A proposito dei renziani, per completare il quadro. Si registra il loro strano silenzio sulla questione Sea Watch. Renzi non twitta, mentre l' ultimo post della Boschi è sulla nazionale femminile di calcio. Il rischio di portare acqua al mulino di Orfini e soci è troppo alto, meglio astenersi.

CAROLA RACKETEIL TWEET DI ROBERTO SAVIANO A FAVORE DELLA CAPITANA DELLA SEA WATCH CAROLA RACKETECAROLA RACKETE

delrio orfini e fratoianni in aeroporto verso lampedusa

ARRESTO DI CAROLA RACKETE CAROLA RACKETECAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIOCAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHARTCAROLA RACKETE LA BARCA DELLA GUARDIA DI FINANZA CHE RISCHIAVA DI ESSERE AFFONDATO DA CAROLA RACKETE

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO

maurizio martina e graziano delrioCAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIOdelrio orfini e fratoianni in aeroporto verso lampedusa.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…