morante moravia visconti

CHE TRIANGOLO! L'AMORE (NON) CORRISPOSTO DI ELSA MORANTE PER LUCHINO VISCONTI SOTTO GLI OCCHI GELOSI DI MORAVIA, ALLORA MARITO DELLA SCRITTRICE - “MI HA PRESA, SENZA UNA PAROLA, PER IL COLLO E HA FORZATO LA MIA TESTA CONTRO LA SUA PATTA QUESTO FU IL NOSTRO PRIMO INCONTRO D'AMORE” - A DISTANZA DI 30 ANNI, PARE CHE VISCONTI CONTINUASSE A CHIAMARLA ANCHE ALLE 3 DI NOTTE PERCHÉ SI MASTURBASSE AL TELEFONO, MENTRE "ALBERTO DORMIVA O FINGEVA”

Alessia Grossi per “il Fatto quotidiano”

 

LUCHINO VISCONTI E ELSA MORANTE

“Cara Elsa, () vorrei veramente poterti dire qualche cosa che ti consolasse ma mi rendo conto che è impossibile, anche perché, al solito, le ragioni della tua infelicità sono oscure e oscuramente espresse. Ad ogni modo, se ho ben capito, il viaggio a Roma non ha fatto che aggravare la tua situazione. Quale sia poi il misterioso incidente che ha turbato i tuoi rapporti con L.V. non lo capisco ma immagino che, come sempre, non sia cosa irreparabile. Ahimé è difficile dire che non sembrino superficiali in questi casi, perciò ti basti sapere che ti voglio veramente tanto bene e che desidero che tu sia felice. () Arrivederci a presto ti abbraccio. Alberto”.

 

luchino visconti

È il 7 agosto 1950, un lento lunedì di fine estate sullo Stelvio. Lo scrittore Alberto Moravia si siede alla scrivania della sua stanza, afferra la carta intestata del Grand Hotel Solda (Bolzano) e prova a scardinare a parole l'infelicità cronica e tutta romana di Elsa Morante, inasprita - evidentemente - da "un incidente" con l' amato-amante, il regista Luchino Visconti. Non di puro triangolo si tratta, per la verità. Quella dell'autrice dell' Isola di Arturo è piuttosto una malattia.

ALBERTO MORAVIA

 

"Vorrei poter lavorare davvero, o amare davvero, e sarei felice di dare a qualcuno o a qualche cosa tutto quello che posso, purché la mia vita fosse compiuta finalmente e trovassi il riposo del cuore", confessa al marito. L'autore de La noia di certo non si tedia con sua moglie, la cui esistenza fu costellata da amori tormentati. "A difficili amori io nacqui", recita l'autrice in Avventura.

 

“Ti prego di capire adesso che io qui non parlo davvero di amore. Prima di tutto, devo dirti con molta semplicità che, nemmeno quando ero più bella, io non sono stata mai amata da nessuno, e quindi non ho mai pensato seriamente che tu potessi amarmi”, scrive Morante in una missiva indirizzata al regista che sta per portare sul grande schermo Bellissima. E "bellissimo" lo ritenevano entrambi i coniugi. Moravia lo conosce nel 1939 e lo descrive come "un personaggio della grande pittura del Rinascimento".

 

elsa morante

La "relazione" con Morante segue e al matrimonio con lo scrittore si intreccia dieci anni dopo, dal 1949 al 1952. Ma Luchino probabilmente nasce nella testa della scrittrice. Scrive Carlo Cecchi che nient' altro sarebbe che lo specchio di Menzogna e sortilegio. A influire fu, a detta dell' amico fiorentino "il fatto che Elsa venisse da quella lunga e totalizzante esperienza () che fu la scrittura (del romanzo, ndr), dove molto importante è il complesso, e in gran parte unilaterale, amore di Anna per l' ambiguo Edoardo ()". Ma unilaterale quanto? Quanto Visconti amò Morante? In una lettera chiarificatrice datata 1953 - quando cioè la storia tra i due sarebbe già conclusa - lei prova a spiegarsi. È una passione folgorante ma astratta, un'ossessione.

 

elsa morante

“C' è stato un tempo in cui desideravo, se tu lo avessi voluto, essere la persona più vicina a te nella vita. Anche fuori della tua volontà, ci furono allora delle altre cause per cui io dovetti levarmi dalla mente certe speranze e pensieri. Da principio mi era difficile riuscirci, e forse, per questo, in quel periodo il mio carattere ti sarà sembrato anche peggiore del solito. () Se tu mi avessi frequentato di più, in questo periodo, avresti potuto capirlo. Io, a ogni modo, ho cercato di fartelo capire. E anzi, dopo averne sofferto, ero contenta che fra noi non ci fossero più motivi di confusione, e che tu non dovessi più sospettare di me come di una persona che desiderava di entrare nella tua vita e di limitare la tua libertà in nessun modo ()”, scrive Morante. Dunque di "ricambiare" il regista del Gattopardo non pare dare grossi segni, o sì. Questo è il lato del triangolo che - a distanza di 67 anni - ancora manca.

 

MORAVIA

Qui ci si addentra nel romanzo, quello che narra di una passione travolgente, altroché se corrisposta: "Scendevo dal treno, alla stazione Termini, e lo incrocio nella hall, l'avevo certamente già visto con Alberto, due o tre volte, un saluto, niente di più, fatta eccezione per quella sua particolare maniera di ridere da gatto siamese che, quella sera, alla stazione di Roma, mi ha fatto sciogliere d' amore È stato, in un fulmine, il mio idolo e lo desiderai con tutto il mio essere Abitava in via Salaria, ha fatto una deviazione per il Pincio e, pur continuando a guidare la sua grossa auto, mi ha presa, senza una parola, per il collo e ha forzato la mia testa contro la sua patta Questo fu il nostro primo incontro d'amore". Così Elsa Morante raccontò il sortilegio dell' uomo che un giorno sbadatamente aveva definito "cattivo" e volgare".

luchino visconti e la sorella a la colombaia

 

Se però è menzogna non è dato saperlo. Il narratore dei fatti è Jean-Noël Schifano, anche lui scrittore, giovane e adoratore della fascinosa Elsa la quale gli avrebbe confidato quella passione mai spenta. A distanza di 30 anni, pare, Visconti continuava a chiamarla anche alle 3 di notte perché si masturbasse al telefono, mentre "Alberto dormiva o fingeva, non l'ho mai saputo".

 

E quante altre volte ancora Moravia si finse addormentato. Finché nel 1967 la supplicò di non separarsi da lui; lei ancora in lutto per il suicidio del suo amante newyorkese Bill Morrow: “Non ho che te, te e le scrittura e adesso entrambe mi lasciate. Ma non servirà. Da qualche tempo la mia vita ha perduto come si dice il baricentro e se ne va di qua e di là come una trottola impazzita. Spero solo di poter dire in un romanzo che genere di vita è”, le scrive lui disperato. E forse quel romanzo non lo abbiamo mai letto.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…