roma criminale

CHI COMANDA NELLA NARCO-ROMA? SALTATO IL TAPPO DEL MONDO DI MEZZO DI CARMINATI,ECCO CHI SONO I CLAN CHE SI CONTENDONO LA CAPITALE - I NARCO-ALBANESI, I VECCHI PADRINI DI OSTIA IN DISARMO (ALESSANDRO FASCIANI, NIPOTE DI CARMINE, E’ FINITO IN MANETTE), I TRAFFICI DEI CASAMONICA E I SENESE, GLI UNICI ANCORA COL VENTO IN POPPA… - IL VIMINALE INVIA ALTRI 250 AGENTI PER LA LOTTA A PUSHER E TRAFFICANTI. INTANTO IL NUMERO 2 DI CARMINATI, RICCARDO BRUGIA...

Giampiero Calapà per il “Fatto quotidiano”

senese carminati

 

Tor Bella Monaca, San Basilio, Romanina, Quarticciolo, Corviale, Primavalle, Ostia e Acilia, Tufello, Val Melaina, Quadraro. Sono alcune delle venti "piazze di spaccio" di Roma, quelle considerate chiuse, spesso con tanto di vedette alla Scampia di Gomorra, che da oggi lo Stato proverà a scardinare con l' invio, annunciato in pompa magna dal ministro dell' Interno Luciana Lamorgese, di 250 agenti in attesa per il 2020 di altri colleghi per arrivare a un piccolo esercito di 550 uomini e donne in divisa. Perché Roma è inondata di droga, con 572 chili di polvere bianca sequestrati nel 2018 degna capitale di un' Italia al secondo posto mondiale, rileva il Global drug survey, per consumo di cocaina, dietro solo agli Stati Uniti e davanti al Canada.

 

tor bella

Le piazze aperte e i narco-albanesi La preoccupazione maggiore per l' Antidroga della polizia, però, sono le "piazze di spaccio" aperte, spesso coincidenti con i luoghi della movida notturna e più vicine al cuore della città: Pigneto, San Lorenzo, Centocelle, Trastevere, Ponte Milvio, la centralissima Campo de' Fiori. È tanta parte del business criminale, qui non ci sono famiglie mafiose storiche che perpetuano il controllo del territorio e l' intimidazione.

 

Qui ci sono cani sciolti e bande di diverse nazionalità. Il ruolo centrale lo hanno via via assunto i narco-albanesi, col dissolversi della pax mafiosa e degli equilibri garantiti dal Mondo di mezzo di Massimo Carminati (detenuto, ma non più al 41bis dopo la sentenza della Cassazione che ha cancellato Mafia Capitale). La banda dei narco-albanesi - molti di loro vivono ad Acilia, agglomerato urbano tra i confini sud occidentali della città e Ostia - è suddivisa in quattro o cinque gruppi criminali.

 

orial kolaj

Devono le loro fortune, i narco-albanesi, a Arben Zogu , detto Riccardino, che fu capace di accreditare la "batteria di Ponte Milvio" nel gotha del narcotraffico internazionale, quando in carcere ad Avellino conobbe nel 2013 Rocco Bellocco, uno dei capi della 'ndrangheta di Rosarno. Zogu, ora in carcere, amico storico del narco-ultrà Diabolik Fabrizio Piscitelli (ammazzato lo scorso agosto al Parco degli Acquedotti), è stato capace di avere ottime relazioni sia con Massimo Carminati, sia con il clan di Afragola, sia con il clan Pagnozzi, sia con Michele Senese 'o Pazzo, e questo ha garantito l' ascesa dei suoi eredi, oggi imbattibili come rivenditori di droga all' ingrosso per spacciatori più o meno organizzati e cani sciolti, che si possono rivolgere ai narco-albanesi pagando la cocaina 28 mila euro al chilo. Ai narco-albanesi piace la bella vita, le fuoriserie sportive e il lusso sfrenato, tallone d' achille non da poco.

 

È ritornato sul ring, tra Italia e Albania, Orial Kolaj , nel curriculum svariati titoli da campione di pugilato e il "rispetto" di chi ha usato i suoi pugni per intimidire tra Acilia e Ponte Milvio, nel 2013 arrestato proprio perché al servizio del clan Iovine dei Casalesi. Un altro pezzo del puzzle, perché Roma è una grande mangiatoia: accoglie criminali e mafie da ogni angolo d' Italia e non solo.

 

Saltato il tappo del "Samurai" Dal 2 dicembre 2014, con gli arresti per la Mafia Capitale derubricata solo a Mondo di mezzo dalla Cassazione, molto è cambiato. Massimo Carminati rappresentava l' alfa e l' omega teso a garantire la pax mafiosa, la tranquilla spartizione di traffici e territorio. In ultima istanza la Cassazione della strada era rappresentata dal Samurai di Suburra. Dopo cinque anni il terremoto criminale sta generando una corsa al trono. E questo provoca una guerra tra le vecchie storiche famiglie di mafia e di malavita.

guerino casamonica

 

L' ultimo episodio soltanto qualche giorno fa a Boccea alle 19,30: in pieno traffico, con le auto incolonnate, una moto affianca la vettura di Leonardo Bennato , un tempo tra i fedelissimi di Diabolik, già latitante in Spagna e già arrestato in passato; nipote di Mario Maida, che fu ucciso nel 2012 con un colpo di pistola alla tempia a Torrevecchia, parente del narcotrafficante Walter Domizi. La pistola giovedì sera a Boccea ha sparato. Bennato, colpito all' addome, è sopravvissuto. Nel periodo, 2013, in cui si nascondeva a Barcellona la città catalana era rifugio di un altro latitante romano, Alessandro Falciani , nipote del super boss di Ostia Carmine Falciani, al 41bis da anni. Sempre giovedì sera Falciani, precedenti per omicidio, è stato arrestato mentre si stava recando a Fiumicino: avrebbe preso un volo per Cancun, Messico, e di lì una "base" americana gli avrebbe garantito protezione in Belize. L' arresto è stato rocambolesco, Falciani non ha risposto allo stop e, anzi, ha tentato di investire un agente. Ma le manette ai suoi polsi sono scattate.

 

alessandro fasciani

Nelle stesse ore un altro grosso arresto veniva eseguito a Tor Bella Monaca: Giuseppe Moccia dell' omonimo clan camorristico di Afragola è stato fermato con addosso 124,8 grammi di cocaina già suddivisi in 197 pratiche dosi. Il giorno seguente, venerdì, l' antidroga della polizia guidata dalla dirigente Mariangela Sciancalepore è riuscita ad arrestare altri nomi che evocano clan dall' enorme caratura criminale, questa volta 'ndrangheta: Antonio Pelle , 'ndrina di San Luca, e Sebastiano Pizzata , 'ndrina di Bovalino, con loro un siciliano, Domenico Arigò. Avevano adibito la stanza di un albergo a Ostia Antica come centro di raffinazione e smercio di cocaina. Gli agenti sono entrati in azione dopo aver visto il siciliano allontanarsi con uno zaino, "i due calabresi hanno cercato invano - si legge nel comunicato della Questura - di lavare una pentola che stavano utilizzando per cuocere la cocaina ed un frullatore e, successivamente, hanno cercato di gettare dalla finestra interi bustoni contenenti cocaina e di darsi alla fuga".

 

Cinque i chilogrammi di polvere bianca ritrovati a Ostia Antica venerdì.

Il trono non è vacante, c' è il fratello di 'o Pazzo Ostia oggi è quindi orfana dei Fasciani come degli Spada - di qualche giorno fa la condanna a sei anni per la famosa "testata" con metodo mafioso di Roberto Spada - ma i vicerè della borgata di mare romana sono Roberto De Santis detto Nasca e Roberto Giordani detto Cappottone: già responsabili nel 2007 della gambizzazione del "padrino" Vito Triassi, colpo che garantì sul Litorale la pax mafiosa - come emerso dall' indagine Nuova Alba della squadra mobile di Roma nel 2013 - tra i Fasciani e i Senese.

 

angelo senese

Già i Senese. Gli unici di questi protagonisti della storia criminale romana ancora col vento in poppa, dominatori incontrastati dei traffici nel quadrante est, anche senza il capo storico Michele 'o Pazzo, detenuto da anni ormai. È suo fratello Angelo Senese oggi a svolgere quel ruolo di paciere, risolutore delle controversie, dispensatore di buoni consigli che un tempo 'o Pazzo ha diviso con Massimo Carminati. Compito che don Angelo assolve nel suo regno e al quartier generale di famiglia, un bar nella zona vicina alla fermata della metro Porta Furba.

 

michele senese

Un gradino sotto i Senese ci sono i celeberrimi Casamonica. Il folklore delle case pacchianamente lussuose non ne restituisce bene il reale spessore criminale. Intere strade sono assoggettate alla forza di intimidazione della famiglia sinti e anche loro spesso si preoccupano di metter le mani nel business principale della città, il commercio di droga. Se lo scorso gennaio un' operazione della Guardia di finanza bloccò l' arrivo a Roma di sette tonnellate di cocaina organizzato proprio dai Casamonica insieme con la criminalità slava, altri traffici sono rimasti aperti in questi ultimi mesi. Sotto l' occhio vigile del primus inter pares Guerino Casamonica , detto Pelè, in passato capace di mediare con i narcos colombiani.

 

La droga, la maledetta cocaina soprattutto, famiglie e spacciatori, criminali e boss, piste che si intrecciano e portano sempre al narcotraffico, come l' omicidio di Diabolik appunto; secondo la strada che stanno prendendo le indagini della pm Nadia Plastina il 53enne ultrà della Lazio avrebbe avuto l' ambizione di scalare il mondo criminale, così come anni fa provò senza riuscirci a scalare la società biancoceleste ai danni di Claudio Lotito utilizzando l' ex campione, poi morto in Florida, Giorgio Chinaglia; clan e narcotrafficanti avrebbero addirittura stretto un patto per frenare queste ambizioni in modo irreversibile: l' omicidio al Parco degli Acquedotti.

 

CARLO PUCCI - RICCARDO BRUGIA - FABRIZIO TESTA

Ma cosa è rimasto, quindi, di quel Mondo di mezzo - dopo la sentenza della Cassazione non si può più chiamare Mafia Capitale - che garantiva la pace, faceva riposare le pistole nelle fondine (quasi sempre), calmava gli animi? Poco o niente, però Riccardo Brugia , detto er Boro, considerato il numero 2 di Carminati, l' amico a cui Carminati stesso confidava il manifesto programmatico del Mondo di mezzo è uscito dall' Alta sicurezza del carcere di Agrigento ed è già tornato nell' abitazione di Formello. Grazie a un' istanza di scarcerazione presentata dall' avvocato Giosuè Bruno Naso e andata a buon fine la scorsa settimana, dopo 5 anni già passati dentro.

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO