putin e la minaccia nucleare 7

CHI HA IL CORAGGIO DI SMASCHERARE IL "BLUFF" DI PUTIN? - QUIRICO: "LA RATIFICA DEL REFERENDUM NEI TERRITORI DEL DONBASS E L'ANNESSIONE FORMALE ALLA RUSSIA INNESCA IL RICATTO ATOMICO DI PUTIN. VANTERIE SCIAGURATE? TRUCCHI DI UN GIOCATORE DISPERATO? POSSIBILE. MA COME ESSERE SICURI CHE È COSÌ? QUAL È LA STRATEGIA DI CONCLUSIONE ORA CHE IN UCRAINA ESISTE LA POSSIBILITÀ DI UN APOCALITTICO NON RITORNO?"

Domenico Quirico per “la Stampa”

referendum nel donbass 17

 

Arrivano momenti in cui la guerra cambia velocità, ritmo, direzione. Ti sembra quasi di sentirne il nuovo rumore: prima procedeva inarrestabile, a mille all'ora, ora sembra essersi fermata, è come sospesa, continua a uccidere ma non si riesce a decifrare dove andrà. Chi ne tiene davvero le fila, il senso, la conclusione? Accade ma noi lo scopriamo a rate.

 

referendum nel donbass 16

Talora la causa è nell'esito di una battaglia, perfino uno scontro minore, che all'inizio era finito nei rapporti come episodio senza gravi conseguenze; talora è uno strappo che si verifica nelle retrovie o nell'afflusso ordinato dei rifornimenti di cui solo pochi si sono accorti. Più raramente è la decisione esplicita, annunciata da uno dei protagonisti. È quanto sta accadendo in Ucraina dopo sei mesi sperperati in battaglie, avanzate, ritirate, controffensive. E morti. Con l'evocazione putiniana, non vagamente ipotetica ma burocraticamente collegata a una clausola e a un fatto, dell'impiego della atomica o delle atomiche.

referendum nel donbass 12

 

Scenario che ancora esploriamo, da questa parte della guerra, convocando solo parole alla rinfusa. Da oggi, quando verrà annunciata a Mosca la ratifica del referendum nei territori del Donbass sotto controllo russo e l'annessione formale alla Russia sul modello di quanto fatto per la Crimea, non sarà più la guerra che abbiamo vissuto finora. Non avranno più valore le stesse regole. Neppure le stesse condizioni per determinare la vittoria e la sconfitta. Di più: le condizioni che definiscono la vittoria o la sconfitta sono cancellate. Siamo entrati nell'irrimediabile.

 

referendum nel donbass 11

Ma come? Tutto questo per un referendum che, evidentemente, per le condizioni in cui si è svolto e il suo carattere arbitrario e unilaterale, non ha alcun valore per il diritto? Purtroppo questo non cambia nulla. Perché quello che conta è quello che innesca, ovvero il ricatto atomico di Putin: d'ora in avanti se attaccate il Donbass o la fascia costiera di cui abbiamo il controllo è come se attaccaste Mosca o San Pietroburgo e abbiamo il diritto per difenderci di usare anche l'arma atomica.

 

PUTIN RISCHIO BOMBA ATOMICA

E il tiranno ha aggiunto: attenzione, non sto bluffando. Il prometeismo criminale dell'autocrate ci impone dunque una verità che finora era collocata per sua natura al limite dell'incubo. Vanterie sciagurate? Trucchi di un giocatore che ha perso tutte le carte e disperato, isolato, cerca di evitare la fine? Possibile. Ma come essere sicuri che è così? Finora la strategia americana in Ucraina si muoveva su ipotesi relativamente sicure.

 

putin e la minaccia nucleare 9

Le decisioni strategiche che venivano concesse agli ucraini e i mezzi che le rendevano possibili, ovvero resistere a ogni costo, contrattaccare, recuperare passo dopo passo il territorio invaso e rubato, erano all'interno di sviluppi che potevano essere corretti o attenuati secondo le circostanze sempre imprevedibili della guerra. Ma ora? Alimentare il tentativo ucraino di proseguire l'avanzata e di riprendere, ricacciando un esercito russo disorganizzato e in crisi, tutto il Donbass fino al vecchio confine e Kherson e Sebastopoli che conseguenze può avere?

 

putin e la minaccia nucleare 8

Non c'è più il margine di errore rimediabile che ogni ipotesi militare consente. Agli strateghi militari si insegna, per questo, a non iniziare mai una guerra senza una strategia di conclusione. Qual è la strategia di conclusione ora che in Ucraina esiste la possibilità di un apocalittico non ritorno? Chi nell'amministrazione americana ha il coraggio di rischiare?

 

Sarà un caso ma dopo che Putin ha annunciato l'ipotesi atomica, l'avanzata ucraina, che sembrava irresistibile, si è spenta fino a quasi fermarsi. Per assestarci e riordinarci prima del nuovo balzo, si è spiegato. E se fosse il dubbio atomico da risolvere? Finora, in fondo, era una sanguinosa lotta contro il tempo. La pressione delle sanzioni unite allo scacco militare sul terreno avrebbero prima o poi fatto crollare Putin.

putin e la minaccia nucleare 7

 

 Costringendolo ad arrendersi o determinando una rivolta interna dei russi disperati e affamati, o una congiura, un golpe di militari umiliati e decisi a non pagare per i loro errori. Lo sciopero contro la mobilitazione in fondo era la prova che qualcosa si stava muovendo. Bastava avere pazienza e aggiungere sanzioni a sanzioni, armi ad armi.

 

Ma con la proclamazione dei nuovi confini difesi dalla atomica Putin ha fermato questo orologio le cui lancette scandivano il nostro evidente vantaggio e segnavano il poco tempo che lo separavano dalla catastrofe. L'irrompere della atomica sul campo di battaglia, come accadde nell'agosto del 1949 quando gli scienziati russi regalarono a Stalin il suo ordigno, crea un tempo nuovo, che è immobile: perché se l'orologio fosse riavviato scandirebbe solo lo spazio che ci separa dalla apocalisse.

 

putin e la minaccia nucleare 6

Si dice: sono chiacchiere, Putin sa benissimo che se userà l'atomica la punizione per lui e i russi sarebbe altrettanto mostruosa, forse di più. Già. Ma siete sicuri? Come fare ad essere sicuri? E come potreste giustificare il margine di errore che avete deciso di accettare? L'attentato al gasdotto del Baltico potrebbe essere un altro segnale, se è il responsabile, che ci invia il Cremlino: io elimino i miei nemici avvelenandoli, lo sapete bene. Ora sapete che posso avvelenare anche un mare, non mi pongo limiti nella capacità di distruzione. Saddam diede fuoco ai pozzi di petrolio causando un disastro ecologico. Ma Saddam non aveva le atomiche.

 

putin e la minaccia nucleare 5

Ora occorre riesaminare tutta la strategia per vincere. E bisogna evitare un errore di cui in questi mesi mi pare si siano intravisti segni, il fenomeno psicologico definito sindrome da realizzazione dello scenario. Le informazioni che non corrispondono alla interpretazione dominante degli avvenimenti vengono semplicemente ignorate.

 

putin e la minaccia nucleare 4

I politici occidentali vogliono essere rassicurati: Putin è politicamente ed economicamente moribondo, il suo espansionismo prepotente è naturalmente destinato al fallimento di fronte al coraggio e alla onnipotenza democratica. La tesi non è necessariamente corretta, ma è quanto vogliono sentirsi dire. E allora analisti e «intelligence» tendono a scegliere solo i dati che lo provano scartando gli altri. In qualche caso come in Iraq e in Afghanistan costruiscono addirittura le prove che lo dimostrano. Ma con l'atomica non si può sbagliare.

DOMENICO QUIRICO

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …