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CHI HA NASCOSTO I SOLDI DI DAN COOPER? A QUASI 50 ANNI SI RIAPRE IL GIALLO CHE HA APPASSIONATO GLI USA: ERA IL 24 NOVEMBRE DEL 1971 QUANDO IL DIROTTATORE DEL VOLO 727 DELLA NORTHWEST ORIENT SI LANCIÒ DALL’AEREO CON UN PARACADUTE DOPO AVER OTTENUTO 200 MILA DOLLARI PER LIBERARE I PASSEGGERI – DOPO IL SALTO L’UOMO SI È VOLATILIZZATO: MAI TROVATO UN CORPO, SOLO I RESTI DEL PARACADUTE – ORA SI RIAPRE IL MISTERO SUI 5.800 DOLLARI DEL RISCATTO TROVATI IN UN CORSO D’ACQUA: LE IPOTESI SULLA FUGA E QUELLE PARTICELLE DI METALLI USATI NELLE INDUSTRIE AERONAUTICHE TROVATE SULLA…

Guido Olimpo per il "Corriere della Sera"

 

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Il giallo non si è mai chiuso e forse non si chiuderà mai. E in fondo perché chi lo segue non vuole che il mistero si chiuda. È quello di DB Cooper, il dirottatore scomparso nei cieli dell'Ovest americano il 24 novembre del 1971. Ora nuove analisi scientifiche hanno aggiunto un pezzo all'intrigo. Rimettiamo in ordine brevemente le carte. Un passeggero, imbarcatosi con la falsa identità di Dan Cooper, dirotta un jet 727 della Northwest Orient, in servizio tra Portland e Seattle.

 

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Minaccia l'equipaggio mostrando una valigetta dalla quale escono dei fili, sembra una bomba. Il ricatto funziona. Il pirata, sulla quarantina, nessun segno particolare, dopo una trattativa rapida libera i passeggeri in cambio di 200 mila dollari dell'epoca e di 4 paracadute di tipo civile.

 

Ordina quindi al pilota di decollare nuovamente puntando verso sud, mantenendo una quota di 3 mila metri e il carrello abbassato. Quando l'aereo raggiunge un'area compresa tra Seattle e Reno (Nevada), si toglie la cravatta scura e si lancia dal portellone posteriore. Da allora diventa l'uomo invisibile. Lo cercheranno con ogni mezzo nella parte meridionale dello stato di Washington, saranno mobilitate forze ingenti, ma di lui non resta nulla.

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Fino al febbraio del 1980, quando un bambino in campeggio con i genitori scopre 5.800 dollari sotto la sabbia lungo un'altra via d'acqua, il Columbia. L'Fbi conferma che le mazzette rovinate fanno parte del riscatto: hanno ancora la fascetta elastica che li tenevano insieme. I tanti appassionati del caso sono sicuri che sia riuscito a sopravvivere e a celare un po' di soldi a circa 28 chilometri dal punto da dove ha toccato terra.

 

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Parti di paracadute scoperti in seguito da volontari potrebbero dare loro ragione. Più cauti i poliziotti, a loro servono elementi per confermare questo scenario. I dubbi, in effetti, sono tanti. Perché solo quella somma? È stata l'acqua a sospingere i dollari fino alla riva e qui sono rimasti sepolti per nove anni. E l'altra domanda: chi li ha lasciati in quell'angolo sperduto? Un uomo, un complice? Oppure le intemperie, il vento.

 

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Peraltro un'indagine di alcuni privati - «ossessionati» dall'enigma - sembrerebbe escludere che i pacchetti di contanti siano stati spostati dopo un lavoro di drenaggio eseguito nella zona. Ma la storia, se ha ragione un esperto, è più complessa. Lo scienziato Tom Kaye, con l'aiuto di un microscopio elettronico, ha analizzato le banconote ed ha scoperto tracce di alghe. Bene, questi organismi si sviluppano in primavera e non in novembre, questo significa che i dollari non sono caduti nel fiume nelle fasi successive al dirottamento.

 

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Dunque il denaro resta all'asciutto, poi per ragioni non chiare è immerso nell'acqua in un'epoca successiva (maggio-giugno), infine è coperto dal terriccio sulla sponda del torrente. La tesi del ricercatore si tira dietro nuove supposizioni su come tutto questo possa essere avvenuto. Le domande inseguono e seguono quelle sulla sorte del pirata. Ha fatto una brutta fine durante l'azione.

 

No, è riuscito a farcela e a godersi il tesoro. Tanto è vero che i federali hanno tenuto aperto il dossier, noto come Norjack Case, fino al 2016, data in cui hanno deciso di passare ad altro. In questi anni sono stati indicati dozzine e dozzine di sospetti, altri hanno confidato ai parenti sul letto di morte di essere «il vero DB», sigla nata per l'errore di trascrizione di un cronista di nera. Saranno eseguiti dei test sulla cravatta ed emergeranno particelle di metalli usati nelle industrie aeronautiche. Indizio da non trascurare.

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La polizia ha sempre considerato che l'autore del colpo potesse essere un ex militare, persino un agente segreto, una persona capace di lanciarsi da un aereo in una notte d'autunno con un clima gelido e senza avere un equipaggiamento adeguato. Indossava una giacca nera, un paio di mocassini e tanto coraggio.

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