italo treni coronavirus

E CHI HA PRENOTATO DOVE VA? A CASA! ITALO CANCELLA IL VIAGGIO PER 8MILA PASSEGGERI DOPO L’ORDINANZA DI SPERANZA CHE REINTRODUCE IL DISTANZIAMENTO NEI TRENI ALTA VELOCITÀ – IERI SCENE FANTOZZIANE: NELLO SPAZIO DI UN POMERIGGIO I FRECCIAROSSA SONO PARTITI ASSEMBRATI E TORNATI DISTANZIATI. ALCUNI ADDETTI AVEVANO MANTENUTO PER SICUREZZA I POSTI ALTERNATI, COME SE AVESSERO AVUTO UNA PREMONIZIONE…

1 – TRENI, REINTRODOTTO IL DISTANZIAMENTO TRA PASSEGGERI: ITALO CANCELLA 8.000 BIGLIETTI

trenitalia misure anti coronavirus

Annalisa Girardi per www.fanpage.it

 

Giornata di disagio per i passeggeri dei treni Italo ad Alta velocità. Infatti, per "ottemperare a quanto previsto" dall'ordinanza "emessa improvvisamente ieri dal ministro della Salute che reintroduce, con decorrenza immediata, l'obbligo di distanziamento nei treni ad Alta velocità" la società di trasporto ferroviario è stata "costretta, suo malgrado, a cancellare 8 treni della mattina e numerosi biglietti per i treni del pomeriggio, arrivando a coinvolgere circa 8000 passeggeri che non hanno potuto fruire del biglietto già acquistato".

ROBERTO SPERANZA IN AUTO SENZA MASCHERINA

 

In una nota Italo ha anche affermato di essersi "già attivata per rimborsare i passeggeri nel più breve tempo possibile e sta lavorando per ridurre al minimo eventuali disagi per i prossimi giorni confidando nella comprensione dei suoi clienti".

 

Anche sulle Frecce di Trenitalia è stata reintrodotta la misura che obbliga a lasciare un posto vuoto tra i passeggeri, come misura precauzionale vista l'epidemia di coronavirus. Appena due giorni fa i treni avevano ripreso a viaggiare al 100% della capacità, affermando che fossero state raggiunte delle specifiche condizioni, segnalate nel Dpcm dello scorso 14 luglio, che consentivano di poterlo fare.

 

italo treni coronavirus

Ma un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha costretto a fare marcia indietro: "Ti informiamo che su tutte le Frecce e gli Intercity resta confermato il distanziamento e il limite del 50% di posti da occupare a scacchiera. Trenitalia, su ordinanza del Ministro della Salute, ha infatti sospeso l'applicazione delle misure precedentemente attuate in coerenza con quanto previsto dal DPCM dello scorso 14 luglio che consentivano la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni AV e a Media e Lunga Percorrenza in presenza di specifiche condizioni", ha comunicato questa mattina Trenitalia in una mail ai passeggeri.

 

2 – TRA I PASSEGGERI DELLA TAV: «CAMBIA TUTTO A METÀ VIAGGIO CHI HA PRENOTATO DOVE VA?»

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”

 

coronavirus frecciarossa

Si parte assembrati e si torna distanziati, tutto nello spazio di un pomeriggio, alla stazione Termini. Lungimirante, perciò, l' addetto di Trenitalia che ieri, non sapendo ancora nulla della nuova ordinanza del ministro della Salute, sul Frecciarossa 1000 delle ore 16 per Napoli Centrale aveva mantenuto alternati e invariati i segnaposto rossi e blu in prima classe. Come se avesse avuto una premonizione.

 

«Da oggi non c' è più il distanziamento ma c' è poca gente a bordo, perciò lasciamo ancora le cose come stanno», era stata la sua candida spiegazione. E quindi: segnaposto blu per indicare i posti da occupare, rossi per quelli invece da lasciare vuoti, secondo le vecchie regole anti Covid.

 

CORONAVIRUS TRENI

Anche se venerdì, all' improvviso, era scattato il via libera: di nuovo capienza massima per i treni ad Alta velocità, 100 per cento dei posti disponibili. Ma poi ieri è arrivata l' ordinanza del ministro Speranza ed ecco che sul treno di Italo 9994 delle ore 17.35, partito da Napoli e diretto a Milano Centrale, il controllore si lascia prendere dallo sconforto: «Che Paese comico, il nostro.

 

Tutto è cambiato di nuovo in 24 ore. Ora dovremo riproteggere i passeggeri, con il solo 50 per cento dei posti tornati disponibili da un giorno all' altro si rischia l' overbooking. E poi perché sugli aerei e sui pullman il distanziamento non è più previsto, mentre sui treni è stato ripristinato? Perché i locali sono aperti e gli stadi sono chiusi?

 

coronavirus treni 2

Troppa confusione, non ci si capisce più niente». Per fortuna, va detto, il passeggero italiano è diventato disciplinatissimo: sempre con la sua mascherina indossata sul viso, all' ingresso in stazione docilmente si presta al passaggio sotto il giogo dei termoscanner per la misurazione della temperatura. Anche a bordo, poi, viene continuamente informato dall' altoparlante sulle misure antivirus previste dal governo, mentre il treno sfreccia a 300 chilometri orari.

 

coronavirus treni

Parole d' ordine mandate a memoria: sanificazione, igienizzazione, biglietti contactless, snack distribuiti in confezioni monodose. Vocabolario da intenditori: «Scusi mi sa dire se il riciclo è a posto?

 

Si può abbassare un poco l' aria condizionata?», chiede una signora al capotreno del Frecciarossa 1000: in effetti, dentro si gela, mentre fuori va in scena il sabato più infuocato dell' anno, un sabato da bollino rosso. Il riciclo costante dell' aria a bordo, attraverso l' impianto di climatizzazione, è una delle condizioni di sicurezza anticontagio previste dalle linee guida degli scienziati del Cts: la signora, insomma, sa bene di cosa parla.

coronavirus treni 3

 

Così, una volta arrivati a Napoli Centrale, a metà pomeriggio, sembrava davvero il primo giorno della nuova era: finito per sempre il distanziamento prudenziale, in fila per l' uscita assembrati come ai bei tempi, mascherina facoltativa e assalto liberatorio alle sfogliatelle di piazza Garibaldi. Ma è bastato il lasso d' un caffè perché si tornasse indietro come prima: il controllore del 9994 di Italo ha letto sui siti che era di nuovo tutto cambiato, così si è consultato col capotreno, ha parlato con Roma, decidendo infine di lasciare le cose com' erano: carrozze semivuote, decametri di distanza.

milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 11

 

E in questa specie di limbo, fino a nuovo ordine, si è consumato il viaggio verso Roma, tra il noto e l' ignoto, le vecchie e le nuove norme. E come tutte le più belle cose, la fine del distanziamento è durata appena un giorno. Come le rose.

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