covid morti

CHI MUORE DI COVID? L’ETÀ MEDIA DEI DECEDUTI E’ DI 80 ANNI, LA PATOLOGIA PIU’ FREQUENTE E’ L’IPERTENSIONE (DI CUI SOFFRE UN ITALIANO SU TRE) – IL REPORT DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ LA PRIMA REGIONE PER NUMERO DI MORTI È LA LOMBARDIA (QUASI IL 40%), SEGUITA DALL’EMILIA ROMAGNA (10,4%), POI PIEMONTE, VENETO, LAZIO E LIGURIA - I SINTOMI PIÙ COMUNI AL MOMENTO DEL RICOVERO SONO FEBBRE, DISPNEA E TOSSE - IL TEMPO MEDIANO TRA L'INSORGENZA DEI SINTOMI E LA MORTE È DI 12 GIORNI…

Da ravennanotizie.it

 

covid morti

È di qualche giorno fa – data 2 dicembre 2020 – il Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Covid-19 in Italia elaborato nell’ambito dell’ISS Istituto Superiore di Sanità. L’analisi si basa su un campione di 55.824 pazienti deceduti e positivi all’infezione in Italia, appunto. Il Rapporto è stato prodotto dai membri del Gruppo della Sorveglianza Covid-19 (in fondo l’elenco dei membri)*.

 

In sintesi il report racconta che l’età media dei deceduti è 80 anni (più alta per le donne, meno per gli uomini). Solo l’1,2%, ovvero 657 morti era under 50. Il 97% dei deceduti aveva malattie precedenti.

 

La distribuzione geografica – La prima regione per numero di morti è la Lombardia (quasi il 40%), seguita dall’Emilia Romagna (10,4%), poi Piemonte, Veneto, Lazio e Liguria. I sintomi più comuni al momento del ricovero sono febbre, dispnea e tosse. In estate l’età media delle vittime era salita fino ad arrivare a 85 anni (la prima settimana di luglio, per poi tornare a calare).

REPORT COVID

 

La diversa distribuzione territoriale in questa seconda ondata ha cambiato le proporzioni: da marzo a maggio in Lombardia si registravano il 47,6% delle morti, quasi la metà del totale, per scendere al 32,3% nel periodo giugno-settembre e al 27% tra ottobre e dicembre. In calo rispetto al dato generale anche il Piemonte, che aveva l’11,9% dei decessi nella prima fase, per poi calare al 9,2% in estate e al 6,7% nella seconda ondata.

 

Viceversa, le regioni del centro sud hanno visto incrementare il loro contributo alle vittime totali: il Lazio è passato dal 2,4% della prima ondata al 7,9% della seconda, la Toscana dal 3% al 6,4. Peggio la Sicilia, passata dallo 0,9% al 6,2% del totale, e la Campania, dall,1,4% all’8,3%.

 

Dati demografici – L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Covid-19 si colloca circa a 80 anni. Le donne sono il 42,3% del totale, gli uomini il 57,7%. L’età media dei pazienti deceduti è più alta di oltre 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 82 anni, pazienti con infezione 48 anni). La figura 1 mostra il numero dei decessi per fascia di età. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da Covid-19 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 – uomini 80).

 

covid morti

Patologie preesistenti – La tabella che segue presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione da Covid-19) nei pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 5.726 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6. Complessivamente, 180 pazienti (3,1% del campione) non presentavano patologie, 712 (12,4%) presentavano 1 patologia, 1.060 (18,5%) presentavano 2 patologie e 3.774 (65,9%) presentavano 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 21% dei pazienti deceduti Covid-19 positivi seguiva una terapia con ACEinibitori e il 14% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). Nelle donne il numero medio di patologie osservate è di 3,8; negli uomini il numero medio di patologie osservate è di 3,5.

 

covid formia

Diagnosi di ricovero – Nel 90,8% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2. In 491 casi (9,2% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 72 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 165 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 70 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 184 casi altre patologie.

 

Sintomi – I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti positivi al Covid erano: febbre, dispnea e tosse. Meno frequenti sono diarrea e emottisi. L’8,1% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

covid

 

Complicanze – L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (94,1% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,6%), sovrainfezione (19,3%) e danno miocardico acuto (10,8%).

 

Terapie – La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (85,9% dei casi), meno usata quella antivirale (50,2%), più raramente la terapia steroidea (49,8%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. In 1.384 casi (24,5%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie. Al 4,1% dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è stato somministrato Tocilizumab.

 

Tempi – L’ultima tabella mostra i tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 6 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (12 giorni contro 6 giorni). 9. Decessi di età inferiore ai 50 anni Al 2 dicembre 2020 sono 657, dei 55.824 (1,2%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 163 di questi avevano meno di 40 anni (102 uomini e 61 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 29 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 119 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 15 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

CORONAVIRUS RSA

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