felpa casamonica

CHI PORTA LA COCA A ROMA? C’ERA UN FRANCESE, UN AMERICANO E UN MONTENEGRINO “BRUTTO VERO” - E’ LA STORIA DI COME UN INFILTRATO INGAGGIATO DALLA GUARDIA DI FINANZA PER 3 MILA EURO E’ RIUSCITO A TRACCIARE GLI AFFARI DEI CASAMONICA, GRAZIE AI REGISTRATORI NEI TACCHI DELLE SCARPE. OGNI CHILO DI DROGA SBARCATO A CIAMPINO GARANTIVA UN MARGINE DI 280 MILA EURO. UN INTRECCIO DI INCONTRI TRA EVENTI CON LA HUNZIKER, CALCIATORI BRASILIANI COME COPERTURA E L’EX CAPO ULTRA’ LAZIALE UCCISO DIABOLIK…

Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

casamonica

Il romanzo criminale del più grosso carico di cocaina mai destinato a Roma comincia in un carcere francese e disegna in modo mai così completo gli affari del clan Casamonica. Che ben lontani dal folklore di gonne lunghe e arredi sfarzosi vantava un fornitore esclusivo in Colombia, alleanze criminali in Nord Europa e affari con 'ndrangheta e la camorra.

 

Quello che segue è il racconto (inedito nei suoi dettagli) fatto al processo dal maggiore Stilian Cortese del Gruppo operativo antidroga della Gdf, che ha condotto in gran segreto l'inchiesta Brasile Low Cost coordinata dal pm Giovanni Musarò.

 

salvatore casamonica

Il «francese» (l'identità viene tutelata) è un italiano di 60 anni, membro di spicco del clan dei Marsigliesi, che in cella conosce Armando Paolacci, importatore di pasta di coca da Olanda e Germania per conto dei Casamonica.

 

Una volta liberi, Paolacci lo presenta a Salvatore Casamonica che dai suoi fratelli Enrico e Giuseppe ha ereditato il ramo stupefacenti e tratta sette tonnellate di cocaina purissima, l'intera produzione annuale di un cartello colombiano. Il «francese» è stato in passato un infiltrato della Dea americana e si propone alla Gdf: per la legge italiana dovrà accontentarsi di 3 mila euro rispetto ai 500 mila dollari guadagnati negli Usa.

 

Siamo nel marzo del 2017 e nella sua nuova veste incontra Casamonica. Nei tacchi delle scarpe ha microfoni, poi sostituiti da registratori perché la casa del boss a Frascati è «schermata». La sua lealtà viene testata intercettandolo.

 

UNO DEI LIBRI CONTABILI DELL USURA DEI CASAMONICA

Casamonica punta a far sbarcare la droga a Ciampino. Ogni chilo di coca, una volta raffinato, garantisce un margine di 280 mila euro. Terrebbe per sé il 25% del carico da rivendere poi alla camorra a Napoli e a una 'ndrina laziale, in un significativo rovesciamento dei rapporti.

 

Il basista è Silvano Meldolesi, già uomo di 'ndrangheta in Belgio, che traffica in anidride acetica per raffinare l'eroina. La logistica dell'export è invece a cura di Tomislav Pavlovic, montenegrino definito da Massimo Carminati in Mondo di Mezzo «uno brutto vero».

 

Il «francese» deve fornire il pilota e gli inquirenti si rivolgono alla Dea, che mette a disposizione «l'americano», secondo agente sotto copertura. Il 12 dicembre c'è l'incontro decisivo in un ristorante di Grottaferrata.

villa dei casamonica

 

Vi partecipano anche l'albanese Dorian Petoku della «batteria di Ponte Milvio» e Fabrizio Piscitelli Diabolik, che poi si sfilerà dall'affare.

 

L'americano boccia la partenza del carico dalla Bolivia perché poco sicura e Pavlovic sposta la merce in Brasile. Nota a margine: il giorno dopo lo stesso gruppo si ritroverà per sancire una tregua a Ostia, con Diabolik e Casamonica nelle vesti di mediatori. È una delle piste seguite nell'omicidio ancora irrisolto dell'ex ultrà laziale, la cui eco è emersa di recente anche nella malavita francese.

 

La voce dell'affare comincia però a circolare e Ciampino viene giudicata non più sicura. Serve un piano B che arriva dalla polizia elvetica: lo «svizzero» è un agente speciale, introdotto dal «francese» come un doganiere dell'aeroporto di Sion.

 

villa casamonica 2

Il 12 febbraio c'è l'appuntamento per conoscerlo al caffè Trussardi di Milano. I finanzieri sono in ritardo di ore per la neve che blocca le linee ferroviarie, ma all'altezza di Grosseto agganciano il telefono di Pavlovic: sono sullo stesso convoglio.

 

Sul luogo del summit si mescolano alla folla di un evento con Michelle Hunziker e riescono a fotografare indisturbati. Casamonica dota lo «svizzero» di uno dei suoi telefoni «speciali», un vecchio Acquarius modificato da Alessandro Telich Tavoletta, l'informatico di Diabolik, in uno strumento di messaggi privati che si autodistruggono.

 

villa casamonica 1

Lo «svizzero» salva però gli screenshot di Casamonica, che posta le foto del Gulfstream 5 sul quale viaggerà la droga e invia le conferme del colombiano «Mario», che ha come foto profilo Pablo Escobar. Due calciatori brasiliani faranno da copertura sul charter.

 

I primi 600 chili, in 50 valigie, sono attesi a luglio a Milano, ma il 16 dello stesso mese Casamonica viene arrestato in un'altra indagine. A gennaio 2019 lo raggiungono in cella Pavlovic, Petoku e Mandolesi, la coca viene sequestrata. A processo ormai in corso, il «francese» è stato «avvicinato» da Paolacci in vista della sua testimonianza.

villa casamonica 8

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