I CICLISTI DELLA DOMENICA ROMPONO LE PALLE ANCHE IN MONTAGNA – IN VALTELLINA UN GRUPPO DI ESCURSIONISTI SI SCHIERA CONTRO GLI ESALTATI DELLA BICI CHE PERCORRONO I SENTIERI A TUTTA VELOCITÀ – LA POLEMICA HA FATTO BRECCIA SUI SOCIAL: “PASSANO COME MISSILI E SENZA SUONARE IL CAMPANELLO. PER NON PARLARE DI CHI CONSULTA IL TELEFONINO E VA ZIGZAGANDO” – MA ALCUNI CICLISTI NON CI STANNO E RIBATTONO: “VOGLIAMO PARLARE DEI PEDONI CHE CAMMINANO IN QUATTRO...?”

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Cristiana Mangani per "il Messaggero"

 

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È un po' come le discussioni che animano chi è pro o contro i monopattini in città. Basta cambiare il territorio e l'ambiente, ed ecco spuntare una polemica che sta generando discussioni infinite sui social, fino alle richieste di intervento da parte delle istituzioni. Al centro del dibattito ci sono i ciclisti scatenati, quelli che hanno la pedalata vivace, quelli che si sentono padroni della strada, in danno dei pedoni che, per poter percorrere gli stessi sentieri devono stare con mille occhi per non essere travolti. 

 

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Almeno è così che la raccontano su chat e facebook gli escursioni dei percorsi della Valtellina: 124 chilometri da Colico fino a Bormio, con aree di sosta ombreggiate, giochi per bambini, panche, tavoli, spazi verdi dove pranzare e riposare. 

 

LO SCONTRO 

Il tratto in questione è quello che da Chiuro corre fino a Berbenno, 33 chilometri lungo l'Adda (la larghezza supera di poco i due metri), realizzato dalla Comunità montana Valtellina di Sondrio, che lo ha reso fruibile e si occupa della manutenzione. «Ci passano ciclisti come missili e senza campanello», scrive Patrizia. «Per non parlare di chi consulta il telefonino che va zigzagando, mollano il manubrio e ti vengono incontro quasi con fierezza», aggiunge Francesco. 

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A questi rispondono quelli che preferiscono la bicicletta: «Vogliamo parlare dei pedoni che camminano in quattro affiancati occupando tutto lo spazio a disposizione?», chiede Marzia. «E i cani lasciati liberi senza guinzaglio, bimbi in monopattino e i genitori lontani decine di metri. Tutti pensano di essere soli sul sentiero Valtellina», sentenzia Stefano. Botta e risposta continui che stanno rendendo la convivenza sempre più difficile lungo uno dei percorsi ciclopedonali più suggestivi e frequentati della Lombardia. 

 

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Tanto che, di fronte a eccessi e inciviltà, anche l'ente ha deciso di alzare la voce. Non solo richiamando all'ordine chi infrange le regole, ma spiegando in una nota di non avere alcuna intenzione - in caso di incidenti dovuti a un sbagliato utilizzo del tracciato - di farsi carico di eventuali responsabilità. Insomma chi sbaglia dovrà pagare di tasca propria. «Le segnalazioni ai nostri uffici sono all'ordine del giorno spiega al Corriere della Sera, il presidente delle Comunità montane lombarde, Tiziano Maffezzini. 

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L'ultimo schianto in bicicletta solo un paio di settimane fa. Il problema riguarda anche il sentiero Rusca, che sale dal capoluogo verso la Valmalenco, molto frequentato soprattutto nel periodo estivo. Sia chiaro, in caso di cadute per la presenza di buche o per qualche mancanza nostra siamo pronti a rispondere, ma la verità è che spesso gli incidenti sono dovuti a comportamenti irresponsabili». 

 

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Da qui il comunicato diffuso nelle scorse ore. «Il sentiero è stato realizzato per scopi ricreativi e non sportivi, è frequentato da famiglie, bambini, anziani sottolinea la Comunità montana. Esiste un preciso regolamento disponibile sul nostro sito, nei principali punti di accesso ed è esposto nelle aree di sosta: invitiamo a consultarlo». 

 

LE REGOLE 

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Le indicazioni parlano chiaro: in bicicletta non si possono superare i venti chilometri orari, è vietato abbandonare rifiuti, danneggiare le attrezzature e l'arredo, i pedoni devono camminare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia e i cani, di qualsiasi dimensione, vanno tenuti al guinzaglio. 

 

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«I percorsi sono stati costruiti all'interno di aree naturali sottolinea ancora Maffezzini, si snodano lungo il fiume fra alberi, rocce, spesso comportano l'attraversamento di guadi, avvallamenti, piccoli ponti e passerelle, alcune radici possono affiorare dall'asfalto, rovinandolo. Bisogna stare attenti e moderare la velocità, che si vada a piedi, sui roller, con il monopattino o in bicicletta». Poi l'affondo finale. 

 

«La Comunità Montana di Sondrio non si ritiene responsabile per eventi dovuti ad un utilizzo non oculato dei sentieri Valtellina e Rusca ricadendo la responsabilità civile sul singolo utente».

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