facebook morte morti

CIMITERO FACEBOOK – ALL’INIZIO DELL’ERA SOCIAL NESSUNO SI PONEVA IL PROBLEMA DI COSA SUCCEDESSE AI DATI DELLE PERSONE MORTE. ORA LA QUESTIONE È DIVENTATA ANCHE UN PROBLEMA FILOSOFICO – FACEBOOK HA QUASI 50 MILIONI DI UTENTI DECEDUTI, OGNI GIORNO NE MUOIONO 33MILA. COSA SUCCEDE AI PROFILI E ALLE FOTO? – IL LIBRO DEL FILOSOFO DAVIDE SISTO...

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

facebook e i profili di persone morte 5

Gli svedesi la chiamano dostadning. Una singola parola che sintetizza un concetto complesso: sistemare le cose prima di morire. Si tratta di una pratica sempre più diffusa in Scandinavia, al punto che alcuni manuali dedicati sono rimasti per molte settimane in cima alle classifiche di vendita. Oggi però, sistemare le cose, significa anche pensare alla propria «identità digitale» e fare i conti con un argomento tabù come la morte.

 

«Con i social network il rapporto con certi temi è diventato ancora più complesso, dobbiamo imparare ad affrontarli con più serenità». Ad affermarlo è Davide Sisto, 41enne professore di filosofia teoretica dell'Università di Torino, e scrittore di La morte si fa social (Bollati Boringhieri, 149 pag.,16,50), un libro pensato proprio per indagare questo rapporto tra utenti, fine della vita e nuove tecnologie.

davide sisto la morte si fa social

 

Professor Sisto, lei si definisce uno studioso della morte. Cosa significa?

«In realtà a me fa sempre sorridere essere chiamato tanatologo, però si semplicemente è un tema appassionante. Io ho una formazione filosofica basata soprattutto sull'epoca del romanticismo tedesco dove quello della morte è tema ricorrente. Inoltre banalmente fin da ragazzino ci ho ragionato molto e ho sviluppato una mia familiarità che mi permette di affrontarla serenamente, di studiarla appunto.

 

facebook e i profili di persone morte 1

Una serenità che non ritrovo affatto nella nostra società attuale che anzi l'ha completamente rimossa a partire dal secolo scorso: il mio ruolo ora, oltre a quello di docente di filosofia, è soprattutto aiutare ad avere un approccio giusto con il tema. Per questo lavoro anche con persone che spesso ci si trovano davanti. Ad esempio insieme ad alcune associazioni e a degli ospedali tengo dei corsi per infermieri e medici».

facebook e i profili di persone morte 2

 

Tutto ciò cosa ha a che fare con i social network?

«Ho iniziato ad interessarmi al rapporto con i social dopo un episodio che mi è capitato. Una mattina di diversi anni fa ho ricevuto una notifica da Facebook in cui mi si ricordava di fare gli auguri di compleanno a un mio amico che purtroppo era morto da tre mesi. Questa cosa non solo mi ha colpito molto a livello emotivo ma mi ha fatto iniziare a ragionare su come le tecnologie digitali ci rimettono davanti alla morte».

 

i morti sui social

In che senso?

«Nel senso che c'è un ritorno non voluto della morte davanti ai nostri occhi. Ad oggi Facebook è il più grande cimitero del mondo, ha quasi 50 milioni di utenti deceduti e ogni giorno ne muoiono circa 33 mila. Eppure spesso fingiamo di non vederlo, e questo potrebbe portarci a un'estremizzazione della rimozione che di certo non è sana».

 

Un altro tema è quello dell'eredità delle nostre vite sempre connesse.

facebook e i profili di persone morte 3

«Ultimamente si parla molto di eredità digitale, in realtà però non siamo ancora pronti. Agli utenti mancano la consapevolezza dello strumento digitale e la serenità per affrontare il tema della morte. Anche perché, a seconda di come ci si relaziona, cambia drasticamente il risultato: oblio e eternità digitale sono due facce della stessa medaglia.

 

FACEBOOK E I PROFILI DI PERSONE MORTE

Se lascio le mie informazioni in rete senza alcuna indicazione quelle resteranno lì, sui social ad esempio. Ma allo stesso modo, se non fornisco le password di accesso ai miei dispositivi a nessuno, magari nessuno dei miei cari potrà mai vedere le foto che ho salvate sul mio telefono. Dovremmo imparare a predisporre un testamento per la nostra vita digitale».

 

Il rischio è che la nostra identità digitale ci sopravviva?

«Facebook esiste dal 2004 e gli altri social da poco meno. Da 15 anni raccogliamo i nostri dati su delle piattaforme senza pensarci troppo. E fino ad oggi nessuno ha dato molto peso al fatto che una volta morti, i dati degli utenti resteranno online.

 

FACEBOOK E I PROFILI DI PERSONE MORTE

Ciò porta a una sorta di sdoppiamento dell'identità, tra quella fisica e quella digitale che ha spinto anche diversi scienziati a dare un senso a questa sopravvivenza passiva rendendola attiva. Sono stati creati dei chatbot, dei programmi, per permettere alle persone che hanno subito un lutto di continuare a dialogare con il proprio caro».

FACEBOOK E I PROFILI DI PERSONE MORTE

 

Sembra tratto da un episodio della serie tv dispotica Black Mirror.

«Si però è realtà. La startupper russa Eugenia Koyda ha creato una app per iPhone chiamata Luka, che è in grado di elaborare i messaggi di un amico deceduto per continuare a dialogarci. Si crea una sorta di spettro digitale, che in pratica è l'evoluzione di ciò che un tempo facevano i medium.

 

Ma esperimenti di questo genere ce ne sono tantissimi e riguardano ad esempio gli ologrammi. Ronnie James, il frontman del gruppo metal Black Sabbath, è morto nel 2010 ma attualmente è in tournée come ologramma».

 

La digitalizzazione però non riguarda solo social network e chatbot, la celebrazione sta diventando un affare digitale?

facebook e i profili di persone morte 6

«Ora le agenzie funebri ad esempio vendono codici QR da mettere sulle lapidi che collegano alle pagine social del morto oppure a un blog. Ma all'estero si sta evolvendo molto anche lo strumento dei funerali in streaming. Sembra qualcosa di assurdo o addirittura vergognoso, ma è pensata principalmente per far partecipare chi non ha possibilità di esserci di persona».

 

C'è il rischio che si spettacolarizzi un aspetto che forse sarebbe meglio vivere intimamente?

«Si, ma il problema è ben più ampio ed emerge quando c'è un rapporto poco sano con la registrazione delle proprie attività quotidiane. Se qualcuno posta ogni singola cosa che fa durante il giorno, lo farà anche in situazioni particolari. Ad esempio una ricerca recentemente ha stabilito che un inglese su tre ha ammesso di farsi selfie ai funerali. Questo ha fatto molto discutere gli studiosi: è una forma di superficialità oppure un tentativo di normalizzare la morte?».

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….