michele geraci alberto forchielli xi jinping cina

CINA SÌ O CINA NO? - MICHELE GERACI, EX SOTTOSEGRETARIO ARTEFICE DELLA "VIA DELLA SETA": “NESSUNO VUOLE ROMPERE VERAMENTE CON PECHINO. E QUESTA COSA DEI DIRITTI UMANI AL CINESE MEDIO NON IMPORTA MOLTO. IL GOVERNO DÀ CRESCITA ECONOMICA DA 40 ANNI E A LORO VA BENE COSÌ” – FORCHIELLI FINALMENTE SI È SVEGLIATO: “PER LORO NON ESISTE L’AMICIZIA. L’UNICA SOLUZIONE È COMBATTERLI A MUSO DURO. CI HANNO GIÀ FREGATO QUASI TUTTO. RICREARE LA FILIERA È IMPOSSIBILE…”

1 - MICHELE GERACI: “UN GRAVE ERRORE SE DIVENTASSIMO NEMICI DELLA CINA”

michele geraci sottosegretario allo sviluppo economico

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

 

La Cina è ancora vicina? Michele Geraci, palermitano, classe 66, ingegnere, economista, ex banchiere d' affari, è stato il sottosegretario allo Sviluppo economico che aveva spinto il governo gialloverde sulla Belt and Road, la nuova Via della Seta. Geraci osserva le volute del destino del Paese del Dragone da finestrini opachi, dentro un treno supersonico proveniente da Shangai.

 

Professor Geraci in cinque giorni a Qingdao, città di 11 milioni di abitanti, sono riusciti a tamponare 9 milioni di persone. E il governo dice di avere sconfitto il Covid, 8 casi su 1 miliardo. Per lei sono numeri verosimili?

LUIGI DI MAIO IN CINA CON MICHELE GERACI

«Sono qui in Cina da un mese e ho già viaggiato per 5mila km su è giù. Molti qui indossano la mascherina, anche all' aperto, hanno la app di tracciamento per il Covid, ed è tutto controllato ossessivamente. 8 casi su 1 miliardo, sì sembrano pochi. Ma anche fossero 8000 sarebbe lo stesso, lo stanno gestendo molto bene, non come noi. Se la cosa fosse più grave, dato che lavoro a Shangai, 25 milioni di abitanti, non crede che me ne sarei accorto?».

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

Entrate ed uscite dal paese sono militarizzate?

«Sì, qui chiunque vada in Cina deve farsi due settimane di quarantena forzata, non fiduciaria, con 3 tamponi prima di poter uscire. All' arrivo in aeroporto si viene accompagnati in pullman con scorta di polizia in hotel per la quarantena, lì ti arriva solo il cibo. Avevo il pc rotto, me lo sono tenuto in stanza, non esce uno spillo».

 

I dati danno la Cina in ripresa, lo yuan registra un rialzo al top rispetto al 2016.

Il resto del mondo arranca.

WUHAN - CENTINAIA DI RAGAZZI IN PISCINA PER UN FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA

«L' economia, qui, nel terzo trimestre ora fa il +5%, noi siamo al -10%, veda lei. E alla base di tutto c' è un' espansione della domanda interna. E ricomincia a funzionare anche l' export, nonostante i manager non possano muoversi causa virus».

 

Xi Jin Ping ha annunciato l'"economia duale", sviluppo globale e, allo stesso tempo, sviluppo dei consumi interni. Ma non c' è dietro anche una strategia politica?

wuhan dopo la pandemia

«Sì, Xi Jin Ping, di fatto, vuole sfruttare le vie di terra e i blocchi continentali in Asia, Africa e Europa; creare dei mondi manifatturieri, dove girino le merci e i servizi (oggi delocalizza la manifattura in Bangladesh e Vietnam). In questo modo, l' importanza dei mari diminuisce e mette gli Usa in difficoltà, con due oceani ai lati».

 

xi jinping a wuhan 6

Quindi continua la guerra con gli Usa. Però, scusi, pare che tutta la Ue oggi sia pro America. Lo stesso ministro degli Esteri Di Maio non mi pare abbia la Cina tra i primi pensieri, no?

«Io prima di prendere posizioni pro Trump aspetterei il 3 novembre. Guardi come ha reagito il Vaticano all' ingerenza Usa. Ho fatto i complimenti a Di Maio. Ha detto molti "ni".

donald trump xi jinping

È la prima regola delle diplomazia: mai prendere impegni con presidenti in uscita anche se vengono rieletti. D' altronde l' America fa bene a reagire così: ha compreso, forse tardi, che la strategia della Cina è vincente».

 

Sarà pure vincente ma, almeno formalmente, anche il Trattato di Aquisgrana tra Germania e Francia, sottolinea una presa dalla Cina.

«Mi permetto di dissentire. È una finta. Parlavo con imprenditori tedeschi qui. L' Audi ha appena aperto nuove fabbriche. La Volkswagen ha fatto con i cinesi un affare da 15 miliardi di euro: qui vende 3,1 milioni di auto (la Fiat zero, si salvano Jeep, Maserati e Ferrari).

 

Geraci, Di Maio, Sequi - Presentazione della Via della Seta

I cinesi per parlare di automobili status symbol usano la sigla BBA, Bmw, Benz, Audi. E dalla Francia, una volta che Trump ha iniziato la guerra dei dazi, la Cina sposterà una parte degli acquisti dai Boeing americani verso gli AirBus francesi (un po' tedeschi). Secondo lei Francia e Germania con 85 miliardi di export, mollerebbero davvero i loro interessi?».

 

xi jinping se la ride

Ma, scusi, e i diritti umani calpestati, e la concorrenza sleale, e tutto quello che sta bloccando la Via della Seta di cui lei è stato fautore?

«Nella realtà la Ue è attendista, nessuno vuole rompere veramente con la Cina. La Ue non mette per iscritto le sue regole contro Pechino perché, in fondo, si sente in diritto di cambiare idea quando vuole. E questa cosa dei diritti umani al cinese medio in fondo non importa molto. C' è il patto sociale tra cittadini e leader politici: qua nessuno ha l' ansia di votare, e il governo dà crescita economica da 40 anni. A loro va bene così».

 

merkel xi jinping

Perché là ci sono nati, privi di libertà, che non conoscono altri modelli. Anche l' etica è importante, sennò il mondo non si preoccuperebbe dell' esportazione di un modello così estremo

«Io non sono filocinese, mi pagano gli americani e gli inglesi alle università di New York e Nottingham (ma anche quella di Shangai, ndr). Sono filoitaliano e per fare gli interessi dell' Italia sono convinto si debbano fare cooperazioni con la Cina. E le assicuro che la Cina non ha nessuna intenzione di esportare il suo modello politico in Europa. Non sarebbe nel loro interesse, studiano il nostro diritto romano e Sant' Agostino».

 

Secondo la Costituzione cinese, ogni cittadino afferisce sempre al governo, è potenzialmente una spia. Non è un problema per l' Occidente (penso alla commessa del 5G)?

michele geraci

«I cittadini sono naturalmente sotto l' influenza del Partito, che in Cina funge anche da guida sociale. Ma non credo che questo abbia effetti materiali nell' influenzare i rapporti commerciali, serve solo la giusta cautela. La strategia di gridare contro la Cina per dimostrare la nostra amicizia all' America, non solo non è utile ma controproducente. Se avvantaggeranno gli altri».

 

2 - FORCHIELLI: “FERMARE PECHINO O CI DISTRUGGERÀ COMPLETAMENTE”

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

 

La storia è maestra di vita e tira sberle in grado di scardinare buoni propositi e sistemi produttivi. Così può capitare che l' ineffabile Alberto Forchielli, imprenditore, economista, giornalista, blogger, autore di libri di culto, (nonché notissimo per la caricatura fattagli da Crozza in tv) dopo un quarto di secolo passato in Cina si sia accorto che i cinesi non erano bravi ragazzi e che negli involtini primavera c' era la stricnina.

alberto forchielli

 

Caro Forchielli lei era un agguerrito filocinese, aveva perfino fondato il fondo Mandarin Capital Management, che investiva in aziende europee esportatrici verso la Cina. Ora lei sta ai cinesi come Van Helsing sta ai vampiri. Cosa è successo?

«Be', non solo io. Credo che l' irrigidimento da parte della Ue nei confronti della Cina sia ormai acclarato. Giustamente. Ci aspettavamo che i cinesi si sarebbero aperti, invece si sono chiusi sempre più, sono sempre più opportunisti e sempre meno democratici. E alla delusione s' è aggiunta la paura per la loro estrema politica mercantilista. Che va combattuta a tutti costi sennò perderemo anche quel poco che ci è rimasto e faremo solo i loro camerieri».

 

ALBERTO FORCHIELLI ALLA PROTESTA DI OCCUPY HONG KONG

Ma perché questo voltafaccia improvviso? È stato bruciato personalmente?

«Guardi, io ho vissuto, andando e venendo dalla Cina per 25 anni. Ora sono un pentito, da China Dove a China Hawk: sono passato da colomba a falco. Mi hanno fottuto sia a livello economico sia personale, gente che credevo amica.

 

 

Ma per i cinesi non esiste l' amicizia. Guardi anche gli altri paesi: tutti sanno che bene o male devono lavorarci coi cinesi, devono agganciarsi alla loro economia, ma poi vogliono mettersi sotto il democratico ombrello americano, che impone però di evitare la Cina. È uno strano meccanismo».

michele geraci matteo salvini

 

Bè, in effetti è sospetta la loro ossessione per acquisire le infrastrutture, tentare di inserirsi senza regole e con i diritti civili inesistenti nei sistemi economici, scardinare le porte senza permesso. Tant' è che la Ue sta reagendo, un po'. Ma molti nel governo affermano che in fondo la Cina non intende imporci il suo sistema politico e sociale

«È vero non gli frega niente del modello politico, ma con l' egemonia e la colonizzazione economica è molto peggio. Non ne faccio neanche una questione di diritti umani calpestati, in fondo per governare 1,4 miliardi di cinesi la democrazia classica forse non sarebbe efficace. Come dice lei, impadronirsi delle infrastrutture significa ricattare le nazioni, si impossessano degli asset. Questo è terribile. Poi anche questa storia della durissima reazione europea è una balla, e la falla è la Germania».

 

MICHELE GERACI

In che senso, scusi?

«Guardi il Trattato sugli investimenti. Le pare possibile che un' azienda cinese può aprire o comprare in Europa dove e quello che vuole, mentre noi non possiamo farlo in Cina?

Sono anni che la Ue cerca di cancellare questa asimmetria commerciale. Ma, nulla. Senza considerare che grazie al reticolo dei loro sussidi, quando i cinesi aprono, distruggono le aziende autoctone. Il vero problema è la Germania, fortemente compromessa: la sua economia è nelle mani della Cina. Quindi non fa che rallentare -pur apparendo il contrario- i tentativi di difesa della Ue».

ALBERTO FORCHIELLI

 

Quindi lei mi sta dicendo che ha ragione Trump (il 55% di investimenti Usa vanno in Europa) che vede "il pericolo per la democrazia e il modello liberare dell' Occidente" e vuole acuire la guerra dei dazi?

«L' unica soluzione è combatterli a muso duro. I dazi sono un' idea. E serve fare fronte comune con gli Stati Uniti. Non so con chi sia meglio; se con Trump - che è Trump - o con Biden su cui però i cinesi stanno scommettendo e mi puzza. L' attuale governo M5S/Pd è fortemente filocinese per tradizione, mentre il centrodestra è contrario. Speriamo che capiscano».

 

Poi c' è tutta la questione del 5G. Anche qui la Ue, in accordo con l' America, sta bloccando la commessa della nuova tecnologia alla cinesissima Huawei. Che ne pensa?

erdogan xi jinping

«Fa bene Trump a volere bloccare il 5G di Huawei: se passasse non sarebbe più liberi, avremmo spie dappertutto. Anche senza citare la loro Costituzione, se a un cinese che lavora in una multinazionale viene chiesto di fare la spia, lui la fa. Sennò gli incarcerano la famiglia. Bisogna fermarli».

 

Siamo addirittura a questi livelli? In questo scenario apocalittico allora, in fondo, per lei, è un bene che la Belt and Road, la famosa "Nuova Via della seta si sia bloccata dopo tutti gli strombazzamenti del governo? (Perfino Xi Jinping venne in Italia e si produsse in un road show non ufficiale).

HUAWEI

«Certo. Il senso è: dobbiamo lavorarci ma piantando bene i paletti. La Cina, fortunatamente, a parte magari comprarsi qualche porto, ha pochi interessi in Italia, oramai ci hanno già fregato quasi tutto dalle pentole all' impiantistica, all' abbigliamento. Ricreare la filiera è quasi impossibile».

 

Ora controllano il contagio del Covid e la loro economia è ripartita alla grande

«Alla grandissima. L' economia loro funziona così: se cala appena il Pil partono gli investimenti pubblici che sono enormi. E quindi gli investimenti industriali. C' era forse il problema del consumo, ma con la Golden Week, la loro settimana di vacanza nazionale si sono mossi 500/600 milioni di turisti: credo che abbiano risolto. E noi siamo qui in bilico. Prede perfette. Faccia lei».

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