greta gila modella carcere italia

COME LA MALA-GIUSTIZIA ITALIANA TI ROVINA LA VITA - GRETA GILA, GIOVANE CANDIDATA A MISS UNGHERIA 2018 E PARTECIPANTE A MISS UNIVERSO, È STATA TRITURATA DAL NOSTRO SISTEMA GIUDIZIARIO, FINENDO IN CARCERE A CIVITAVECCHIA PER QUASI TRE MESI, PER UN'ACCUSA DI SPACCIO DI DROGA CHE SI È RIVELATA TOTALMENTE INFONDATA: TUTTA COLPA DI UN ERRORE DEI GIUDICI - ORA CHIEDE ALLO STATO 100 MILA EURO DI DANNI...

Giuseppe Scarpa per "Il Messaggero"

 

la modella detenuta in italia greta gila 9

Da reginetta di bellezza a corriere della droga il passo è stato breve. Peccato, però, che l'accusa fosse priva di fondamento. Lei, con quella partita di cocaina, non aveva nulla a che fare.

 

Il carcere però se lo ha fatto. Poco meno di tre mesi in cella a Civitavecchia. Adesso le cicatrici che si porta addosso sono gli incubi la notte: trovarsi rinchiusa in un penitenziario e le crisi di panico che esplodono incontrollate.

 

A 24 anni la sua vita è già irrimediabilmente segnata come il suo sogno, distrutto, di proseguire a calcare le passerelle di mezzo mondo. Obiettivo archiviato nonostante fosse in rampa di lancio.

 

la modella detenuta in italia greta gila 8

Candidata a miss Ungheria 2018, diventa miss turismo lo stesso anno e tra le partecipanti a miss Universo in Cina. Ma se il 2018 è stato un anno di trionfi il 2019 è stato un anno orribile per Greta Gila, modella ungherese.

 

Per lei, il 22 marzo di tre anni fa, si sono spalancate, improvvise, le porte del carcere. La ragazza è stata risucchiata dal sistema penitenziario senza capire cosa le stesse accadendo.

 

la modella detenuta in italia greta gila 6

Salvo poi, a distanza di dieci mesi, ricevere un pezzo di carta dove i giudici le comunicavano che inquirenti e investigatori si erano sbagliati. Insomma lei non era una pusher e quella droga non era la sua, come aveva sostenuto fin dal primo momento.

 

la modella detenuta in italia greta gila 3

Greta, In Italia, è di passaggio. La sua meta è il Giappone. Tokyo dove è attesa per un servizio fotografico. All'aeroporto di Fiumicino, però, fermano una persona, una sua conoscente.

 

La donna ha con sé della cocaina, afferma che la destinataria sia proprio Greta in quel momento in un hotel. L'accusa è sufficiente per far arrestare la ragazza. Alla porta dell'albergo bussano le forze dell'ordine in borghese.

 

Greta, spiegherà dopo, «pensavo fossero una banda di sequestratori». Insomma mai avrebbe immaginato un arresto. Eppure, nel giro di un paio d'ore, si ritrova dentro una cella, in un paese straniero, senza conoscere la lingua e senza aver capito bene cosa sia successo.

 

la modella detenuta in italia greta gila 5

Un dramma. In tutto, dietro le sbarre, la 24enne, trascorre 74 giorni. Poi viene liberata. Dal labirinto della giustizia italiana, in cui è stata scaraventata, non è ancora uscita. Infatti su di lei pende l'indagine per spaccio internazionale.

 

Per questo la misura cautelare viene solo attenuata, c'è l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel frattempo il suo servizio fotografico in Giappone viene annullato, il contratto stracciato.

 

Lei è bloccata in Italia. Poi arriva il 16 dicembre. La data che segna la fine di un periodo folle. Il giudice archivia l'indagine su richiesta della procura.

 

la modella detenuta in italia greta gila 2

L'ARCHIVIAZIONE

L'inchiesta si era rivelata talmente infondata che i pm non hanno chiesto nemmeno il processo per la modella. Così scrive il gip che, di fatto, cestina le accuse degli investigatori: «infondatezza della notizia di reato» nonostante «le lunghe indagini espletate».

 

VITA DISTRUTTA

L'incubo per Greta Gila è finito, ma la sua vita adesso è in mille pezzi. La prima cosa che fa è fuggire dall'Italia. Prima, però, si rivolge all'avvocato che è riuscito a dimostrare la sua innocenza.

 

A lui, il penalista Massimiliano Scaringella, affida il compito di essere risarcita per ingiusta detenzione. La modella chiede allo Stato italiano 100mila euro. Il 22 febbraio, i giudici quarta sezione penale della corte d'Appello di Roma, decideranno se accogliere la richiesta della modella ungherese.

 

la modella detenuta in italia greta gila 19

«In questa vicenda ha mostrato grande intelligenza la procura di Civitavecchia che, dopo una diffidenza iniziale, ha verificato la tesi difensiva dell'indagata libera da preconcetti. Adesso - prosegue l'avvocato Scaringella - la fase risarcitoria è di fondamentale importanza. Oltre che per un equo ristoro come ovvio delle vittime di errori, anche per invitare a una maggiore prudenza nella formulazione di ipotesi accusatorie non adeguatamente verificate e supportate».

 

la modella detenuta in italia greta gila 18la modella detenuta in italia greta gila 7la modella detenuta in italia greta gila 12la modella detenuta in italia greta gila 17la modella detenuta in italia greta gila 1la modella detenuta in italia greta gila 10la modella detenuta in italia greta gila 11la modella detenuta in italia greta gila 4la modella detenuta in italia greta gila 15la modella detenuta in italia greta gila 14la modella detenuta in italia greta gila 13la modella detenuta in italia greta gila 16

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO