ivana donald trump

COME E’ MORTA IVANA TRUMP? ESEGUITA L’AUTOPSIA: GIALLO RISOLTO! LA PRIMA MOGLIE DELL’EX PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, STATA TROVATA SENZA VITA IL 14 LUGLIO NEL SUO APPARTAMENTO A MANHATTAN, È MORTA PER LE FERITE RIPORTATE NELLA CADUTA DALLE SCALE – I PROBLEMI DI DEAMBULAZIONE, IL DOLORE PER LA MORTE DI RUBICONDI

Paolo Foschi per corriere.it

 

 

ivana trump.

Dall’autopsia emerge la soluzione del giallo della morte di Ivana Trump, prima moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti. A causare il decesso sarebbero state le ferite riportate cadendo dalle scale. Lo riferisce il network Abc citando fonti dello staff medico che ha eseguito gli esami disposti dalla procura.

 

 

Ivana Maria Zelnickova, ex indossatrice nata nell’allora Cecoslovacchia 73 anni fa, è morta il 14 luglio. Il suo corpo senza vita è stato trovato riverso sulle scale dell’appartamento in cui viveva a Manhattan sulla 64ma strada, proprio di fronte al Central Park. La donna aveva cenato poco prima in un ristorante italiano in cui era cliente abituale. In un primo momento la causa della morte era stata attribuita a un arresto cardiaco o a un malore, anche se gli addetti del locale dove aveva mangiato hanno dichiarato che quella sera era apparsa in salute come sempre. Zach Erdem, amico della donna, ha invece rivelato al New York Post che Ivana negli ultimi tempi aveva accusato problemi nella deambulazione: «Mi disse che aveva dolori alle gambe e non era in grado neanche di uscire».

 

polizia fuori dall appartamento di ivana trump

Quando l’amico le aveva consigliato di farsi visitare da un medico, lei aveva risposto: «No, odio andare dai dottori. Mi ammalo di più quando ci vado». A dare l’allarme il 14 luglio è stata una collaboratrice domestica dell’ex modella, sul posto erano intervenuti paramedici, vigili del fuoco e agenti di polizia. In molti sui social si erano chiesti quale fosse stata la causa della morte, alimentando un piccolo giallo che ora sembra risolto, anche se non è chiaro se la caduta sia stata accidentale o causata a sua volta da un malore. I medici legali hanno comunque escluso che possa essere stata uccisa da qualcuno.

 

 

 

il ristorante altesi di new york, dove ha cenato ivana trump prima di morire

Come ha scritto Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington del Corriere, «la famiglia di Ivana rappresentava un mondo alternativo rispetto a quello della grande metropoli. L’ex modella era cresciuta nei boschi, all’aria aperta, con papà Milos che la portava a caccia e a pesca. Nel 1971, però, sposò il suo primo dei quattro mariti: l’austriaco Alfred Winklmayr, maestro di sci. Nel marzo del 1972 ottenne il passaporto austriaco; l’anno dopo lasciò il consorte e emigrò in Canada. Poco dopo eccola a New York, in uno dei club più famosi. Conosce un giovane biondo, alto e ambizioso. “Mi chiamo Donald”. Era il 1976. L’anno dopo celebrarono nozze rumorose. Ivana si integrò perfettamente nella società newyorkese degli anni Ottanta: affari, anche spregiudicati, vita notturna brillante, amicizie con i potenti».

 

ivana trump rossano rubicondi

L’ex modella ha avuto tre figli dal tycoon a cui è stata legata fino al 1990. E’ stato lo stesso ex presidente a comunicare la morte con un post sul suo social Truth: «Annuncio con grande tristezza a tutti coloro che l’amarono, ed erano tanti, che Ivana Trump è deceduta nella sua casa di Manhattan. Era una donna meravigliosa, bella e divertente, che ha condotto una vita di grande ispirazione. Il suo orgoglio e la sua gioia erano i suoi tre figli, Donald Jr, Ivanka ed Eric. Era così fiera di loro e noi eravamo fieri di lei. Riposa in pace, Ivana» ».

 

 

donald e ivana trump. ivana trump a mar a lago ivana trump 1donald, ivana e ivanka trump donald e ivana trump. ivana trump 2 donald trump vintage a mar a lago ivana e donald trump. donald e ivana trump ivana e donald trump ivana trump david lynch isabella rossellini ivana trump ivana e donald trump 3 fred, donald e ivana trump

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…