spreco acqua

IL CONSUMO D’ACQUA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI - QUELLA POTABILE E’ SOLO L’1% DI QUELLA DISPONIBILE MA LA SPRECHIAMO - TRE PERSONE SU DIECI NON NE HANNO LIBERO ACCESSO - LA COLPA E’ DELLA SICCITÀ (DOVUTA A COMPORTAMENTI UMANI), USO DI PESTICIDI, GLI SPRECHI IN AGRICOLTURA E NEI CONSUMI PRIVATI - LA MEDIA PRO CAPITE IN ITALIA È DI 220 LITRI AL GIORNO, CONTRO I 122 DELLA GERMANIA, I 128 DELLA FRANCIA E I 137 DELL’AUSTRIA…

ACQUA - LO STRESS IDRICO NEL MONDO

Milena Gabanelli e Simona Ravizza per www.corriere.it

 

Uno dei principali effetti dei cambiamenti climatici è l’aggravarsi della scarsità di acqua dolce, che già oggi a livello mondiale coinvolge 2 miliardi di persone.

 

Quella potabile invece è solo l’1% di tutta l’acqua presente sul Pianeta, e dobbiamo ricordarcelo sempre: non è una risorsa illimitata. Tre persone su dieci, come ribadisce l’ultimo rapporto mondiale delle Nazioni Unite del 2019, sono senza.

milena gabanelli

 

Perché l’acqua scarseggia

La quantità d’acqua a disposizione degli abitanti sta calando per effetto della siccità, e per ragioni dipendenti dai comportamenti dell’uomo. La prima è legata all’uso massiccio di pesticidi, che la inquinano; la secondo allo spreco in agricoltura, che ne utilizza il 70%, e che con sistemi di irrigazione inefficienti sta prosciugando fiumi, laghi e falde sotterranee; la terza è l’aumento della popolazione (fra dieci anni saremo un miliardo in più).

 

Lo stress delle riserve in Europa

IL CONSUMO DI ACQUA IN EUROPA

Persino in Europa, che non è un continente arido, le fonti di approvvigionamento idrico rappresentano un fattore di preoccupazione per almeno metà della popolazione. In Italia preleviamo 428 litri a testa al giorno, spesso superiamo la soglia-limite del 20% di indice di sfruttamento idrico: è il rapporto tra la quantità di acqua estratta ogni anno e il totale delle risorse di acqua dolce rinnovabili a lungo termine. Vuol dire che, soprattutto d’estate, stressiamo le riserve.

 

I consumi in Italia

IL CONSUMO DI ACQUA IN ITALIA

Il prelievo complessivo annuo è di 9,49 miliardi di metri cubi d’acqua, il volume più alto dell’Unione europea. Poco meno della metà (47,9%) però non arriva ai rubinetti perché le reti di distribuzione sono un colabrodo. Il nostro consumo medio pro capite è di 220 litri al giorno, contro i 122 della Germania, i 128 della Francia e i 137 dell’Austria.

 

Cosa deve fare un cittadino responsabile

Oltre a scendere in piazza e manifestare come giustamente stanno facendo i giovanissimi del #FridaysForFuture, tutti noi possiamo cominciare ad adottare comportamenti più consapevoli semplicemente cambiando qualche cattiva abitudine quotidiana proprio sul consumo di acqua.

 

18 litri per lavare i denti

USO DOMESTICO DELL ACQUA

Vediamo quanta acqua buttiamo solo per lavarci i denti secondo le indicazioni del dentista, cioè 2-3 minuti di spazzolata, filo, e risciacquo. Se durante questa operazione lasciamo il rubinetto aperto, se ne vanno dai 12 ai 18 litri. Se lo teniamo chiuso, per riaprirlo solo quando è necessario, basta mezzo litro. Per una doccia di 5 minuti consumiamo in media 90 litri d’acqua. Se invece utilizziamo un soffione a risparmio idrico, ne bastano 40. Rispetto al getto tradizionale possiamo risparmiare fino al 55% (8 litri contro 18 al minuto). La vasca da bagno è molto dispendiosa: richiede dai 100 ai 160 litri. Sarebbe quindi opportuno mettersi a mollo con più parsimonia.

 

Dal wc alla lavatrice

ACQUA - USO PER ABITANTE

Le cassette di scarico del wc a doppio tasto fanno consumare 3 litri ogni volta che pigiamo il bottone. Quelle tradizionali ne utilizzano 9 per ogni scarico. Vuol dire che in una giornata – mediamente – si possono non sprecare 36 litri. Una lavastoviglie al giorno per una famiglia di 4 persone consuma 10 litri a lavaggio. L’importante è farla partire solo quando è davvero piena. Lo stesso discorso vale per la lavatrice: di classe A consuma 60 litri a lavaggio, quelle più vecchie ne utilizzano 130. Accortezza anche quando si cucina. Ad esempio lavare la frutta mettendola a mollo e poi sciacquarla, anziché lasciarla sotto al rubinetto aperto, dove se ne vanno 6 litri al minuto. In sostanza con un pò di consapevolezza possono bastare a testa al giorno circa 130 litri, al posto dei 220 che la media nazionale ci attribuisce.

EPURAZIONE DELL ACQUA REFLUA IN EUROPA

 

Le colpe degli Enti pubblici

Oltre alle dichiarazioni, governatori e sindaci devono, in base alla normativa del 1999 che riprende la direttiva europea, depurare e riutilizzare le acque reflue. L’Italia è in coda all’Europa: la depurazione avviene solo per il 62,5%, contro il 96,8 della Germania, l’82 della Francia e persino il 93,4 della Grecia.

 

Non solo le depuriamo poco, ma di queste acque ne usiamo ancora meno: solo il 4%. Anche perché nelle case vecchie non è possibile e la maggior parte dei regolamenti edilizi dei Comuni non prevede l’obbligo di impianti di recupero nemmeno per i nuovi edifici.

IL CICLO DELLE ACQUE REFLUE

 

Lavaggio strade con acqua potabile e irrigazione anche quando piove

Così di fatto per tirare lo sciacquone del wc usiamo solo acqua potabile. Quasi sempre acqua potabile pure per il lavaggio delle strade e l’irrigazione dei giardini. Qui addirittura si arriva al paradosso di vedere partire gli irrigatori automatici anche quando piove, o appena dopo un’abbondante pioggia. Con depuratori moderni, cisterne di stoccaggio e impianti di recupero nelle case tutto questo non succederebbe. E tantomeno dovremmo saldare le multe salate che l’Europa – giustamente – ci sta infliggendo, sia per il pessimo sistema di depurazione, che ancora lascia scoperta buona parte del Paese, che per i buchi nella rete idrica.

 

 

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