giuseppe conte coronavirus regioni rosse arancioni gialle covid lockdown

CONTE COMANDA COLORE - PUGLIA, LIGURIA E BASILICATA VERSO LA ZONA ROSSA – LA DATA CERCHIATA DI ROSSO E’ IL 3 DICEMBRE QUANDO SCADE IL DPCM IN VIGORE. LA GARA TRA GOVERNATORI È SCATTATA IN VISTA DI QUELL'APPUNTAMENTO: AVERE LA REGIONE ANCORA IN ZONA ROSSA A RIDOSSO DELLE FESTIVITÀ È UN PROBLEMA - LA CURVA RALLENTA MA È PICCO DI MORTI: 731 - BRUSAFERRO FISSA L’OBIETTIVO: “SPERIAMO CHE RAPIDAMENTE L'RT VADA SOTTO 1” 

Marco Conti e Francesco Malfetano per il Messaggero

 

Conte

«Al momento non c'è una crescita dell'epidemia, ma forse una leggera diminuzione». Così ieri, Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, analizzando la situazione italiana nella consueta conferenza stampa di aggiornamento ha acceso una prima flebile luce in fondo al tunnel.

 

I dati infatti, oggi parlano di un indice Rt in decrescita e di «una sorta di stabilizzazione» del rapporto testati positivi (oggi 15,44%, contro l'oscillazione tra 16 e 17% dei giorni scorsi). Un primo passo per cui però è meglio non esultare. Non ancora quantomeno.

 

GIUSEPPE CONTE SI DISINFETTA LE MANI

Le proiezioni a trenta giorni infatti dicono che la possibilità di allentare le misure di contenimento dei contagi e di dismettere la classificazione delle regioni, in vista del Natale «dipende da come ci comportiamo e da se stimo attenti a rispettare le regole». Tradotto, prima che si possa iniziare a ragionare di scalabilità dei colori delle Regioni bisogna darsi degli obiettivi. E il traguardo in questo momento, come ha spiegato nella stessa conferenza il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, è che «rapidamente l'Rt vada sotto 1».

 

roberto speranza giuseppe conte giuseppe ippolito

 Con la consapevolezza però che nel caso lo faccia «vuol dire una crescita dei casi più lenta, ma sempre una crescita». Numeri alla mano quindi, la situazione ha raggiunto un punto di sostanziale stabilità (il cosiddetto plateau) da cui però ora è difficile sollevarsi. In ogni caso ieri, a testimonianza del calo del rapporto tra casi testati e positivi, sono aumentati a 32.191 i nuovi contagiati (lunedì erano stati 27.354) ma lo hanno fatto solo grazie a ben 208.458 tamponi effettuati (contro i 152 mila del giorno precedente). Il bollettino però evidenzia anche come siano aumentati di 120 unità i ricoveri in terapia intensiva (dato stabile rispetto alla scorsa settimana) e, soprattutto, le morti. Quelle indicate dal report di ieri infatti sono 731 morti.

 

Cifra quasi raddoppiata rispetto a 7 giorni fa (331 decessi all'8 novembre) e frutto di quegli indici che hanno spinto alla chiusura in zone rosse di diverse regioni nelle scorse settimane. I timidi segnali positivi sulla diffusione del virus incoraggiano ancor più i presidenti di regione che al governo chiedono non solo di ridurre i parametri da 21 a 5, ma anche di accorciare di una settimana - e non più due - i tempi per valutare l'eventuale miglioramento.

GIUSEPPE CONTE DPCM MODE BY CARLI

 

Venerdì prossimo, giorno in cui si riunisce la Cabina di regia, non cambierà nulla nella definizione delle fasce e i nuovi dati serviranno a capire se le prime sette regioni per cui sono scattate le misure - Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria, (rosse) Puglia e Sicilia (arancioni) - avranno dati positivi stabili da due settimane così come prevede l'ordinanza di Speranza.

 

E' quindi probabile che per rivalutare il posizionamento di regioni che solo nella settimana in corso hanno avuto percentuali migliori, occorrerà attendere il monitoraggio del 27. Possono invece peggiorare subito, e finire nella fascia con maggiori chiusure alcune delle regioni attualmente in zona gialla. Come il Veneto che potrebbe passare ad arancione mentre Puglia, Liguria e Basilicata potrebbero finire in zona rossa. La valutazione finale, prima delle feste di Natale, si farà il 3 dicembre quando scade il dpcm in vigore.

 

SILVIO BRUSAFERRO

La gara tra presidenti di regione è scattata proprio in vista di quell'appuntamento. Avere la regione ancora in zona rossa a ridosso delle festività è un problema che ogni presidente spera di non dover affrontare.

 

Mentre i colossi delle vendite via web si fregano le mani, commercianti e ristoratori sono sul piede di guerra. Anche se è presto per annunciare allentamenti nelle misure, anche palazzo Chigi si interroga su come riaprire il prossimo mese negozi, centri commerciali, bar e ristoranti senza compromettere gli sforzi fatti sinora e rischiare a gennaio nuove e ancor più rigide chiusure.

rischio covid nelle regionigiuseppe conte regioni rischio covid nelle regioni

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...