corsica yvan colonna

CORSICA IN FIAMME – DOPO LA MORTE DELL'INDIPENDENTISTA YVAN COLONNA, SOFFOCATO DA UN COMPAGNO DI DETENZIONE CON UNA BUSTA DI PLASTICA IN CARCERE, LA SITUAZIONE NELL’ISOLA È SEMPRE PIÙ INCANDESCENTE - NEI GIORNI SCORSI L’EPISODIO AVEVA SCATENATO VIOLENTE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA (CON 67 FERITI) - I MOVIMENTI AUTONOMISTI DELLA CORSICA ACCUSANO LE AUTORITÀ FRANCESI DI NON AVER TUTELATO LA VITA DELL'INDIPENDENTISTA AL GRIDO DI “STATU FRANCESU ASSASSINU” - QUANTO PUO' INFLUIRE LA QUESTIONE CORSA SULLE PRESIDENZIALI? I TIMORI DI MACRON...

Mic. All. per “il Messaggero”

 

corsica Yvan Colonna

Era stato aggredito dentro alla prigione di Arles: la scintilla che ha fatto scoppiare la rivolta in Corsica. Era il 2 marzo quando il detenuto più noto della prigione, l'indipendentista Yvan Colonna, era stato soffocato con una busta di plastica da Frank Elong Abé, detenuto per terrorismo. Gli aveva impedito di respirare per quasi dieci minuti. Ieri l'indipendentista corso condannato all'ergastolo è morto in un ospedale di Marsiglia. E adesso nell'isola la situazione potrebbe precipitare.

 

L'aggressione di Colonna è stata la miccia che ha fatto esplodere le violenze nelle città corse nelle ultime 2 settimane, costringendo il governo francese ad annunciare persino un'apertura sulla possibilità dell'autonomia. «Statu francese assassino»: la grossa scritta in corso sventolava su un lenzuolo bianco appeso a uno dei balconi del centro delle Imposte di Ajaccio, per dare il benvenuto, il 16 marzo, al ministro dell'Interno Gérard Darmanin, arrivato da Parigi per una visita di due giorni, per intavolare una trattativa sulla questione dell'indipendenza di Ajaccio da Parigi.

corsica scontri

 

Una missione per cercare di siglare la tregua, dopo due settimane di manifestazioni violentissime che hanno messo a ferro e fuoco la regione. Emmanuel Macron vorrebbe evitare che il vento indipendentista diventi ancora più impetuoso sull'isola: manca troppo poco tempo alle elezioni presidenziali. Ma adesso con la morte di Colonna la situazione diventa ancora più tesa. Condannato all'ergastolo per l'attentato che costò la vita al prefetto Erignac nel 1998 ad Ajaccio, Colonna è rimasto in coma per più di due settimane. Dal giorno dell'aggressione, le manifestazioni sono esponenzialmente montate: per molti si trattava di un agguato annunciato, dopo il rifiuto di trasferire il detenuto in un carcere corso.

 

corsica Yvan Colonna

GLI SLOGAN In queste settimane sono tornati gli slogan del Fronte di Liberazione, l'Fnlc: «Soluzione pulitica», «gijustizia e verità», «statu assassino». Sono tornate anche le richieste: il riconoscimento ufficiale della lingua corsa accanto al francese, il ritorno dei prigionieri corsi detenuti sul continente, l'evoluzione dello statuto dell'isola. E, poco per volta, sono montati atti dimostrativi e rivendicazioni. A settembre, la prima esplosione vicino ad Ajaccio, rivendicata dal Fnlc. Poi il caso Colonna. I movimenti autonomisti della Corsica hanno accusato le autorità francesi di non aver tutelato la vita dell'indipendentista, che sull'isola è considerato quasi un eroe dell'identità nazionale. I manifestanti hanno riempito strade e piazze in diverse città, da Corte a Bastia. In pochi giorni si sono contati 67 feriti, tra i quali 44 poliziotti.

corsica protestecorsica protestecorsica protesteproteste indipendentisti corsicaproteste indipendentisti corsicacorsica proteste

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…