vaccino antinfluenzale

LA CORTINA FUMOGENA DEL PIANO VACCINI BY SPERANZA - L'OBIETTIVO È NON FAR COINCIDERE LA TERZA ONDATA “EVENTUALE” CON LA CAMPAGNA VACCINALE - SI EVITERÀ L'OBBLIGO, PROVANDO A IMMUNIZZARE 40 MILIONI DI ITALIANI SOLO CON LA FORZA DELLA PERSUASIONE (UN PO’ IMBONITORI E UN PO’ MENTALISTI) - IL PROBLEMA PERÒ, OLTRE CHE COME, È QUANDO. PERCHÉ I TEMPI RISCHIANO DI ESSERE MOLTO MENO RAPIDI DI QUANTO SI VORREBBE - DA MARZO 202 MILIONI DI SOMMINISTRAZIONI IN EUROPA: LE DOSI PER TUTTI ARRIVERANNO SOLO IN PRIMAVERA

vaccino covid

Niccolò Carratelli Paolo Russo per “la Stampa”

 

L'Italia da oggi ha ufficialmente un piano vaccini anti Covid. Roberto Speranza lo illustrerà nel pomeriggio in Parlamento. Nella riunione di ieri con i capigruppo di maggioranza, il ministro della Salute ha spiegato che l' obiettivo è «non far coincidere la terza ondata eventuale con la campagna vaccinale». Ed evitare l' obbligo, immunizzando 40 milioni di italiani solo con la forza della persuasione.

 

ROBERTO SPERANZA

Il problema però, oltre che come, è quando. Perché i tempi rischiano di essere molto meno rapidi di quanto si vorrebbe. E non è tanto un problema di autorizzazioni, visto che l' Ema (l' Agenzia europea per i medicinali) ha fatto sapere che il siero prodotto dalla coppia Pfizer-BioNTech sarà valutato entro il 29 dicembre, mentre quello targato Moderna dovrebbe ricevere il via libera alla distribuzione entro il 12 gennaio. Ma, a prescindere dall' approvazione dell' Ema, si prospetta una falsa partenza.

 

STABILIMENTO PFIZER DI PUURS

A fine gennaio - «tra il 23 e il 26», ha assicurato Speranza - si inizierà con la somministrazione delle dosi del vaccino Pfizer per 1,7 milioni di persone, tra operatori sanitari e pazienti delle Rsa. Poi, però, è probabile uno stop fino a marzo, quando dovrebbero arrivarne altre: a livello europeo «202 milioni di dosi entro il primo trimestre dell' anno», ha detto Speranza.

 

Freezer e "hub" vaccinali Il prodotto della Pfizer, al momento, è quello più a portata di mano e anche il più difficile da gestire. Gli stessi esperti del ministero della Salute sono consapevoli che, con una catena del freddo a -75° da rispettare, un conto è inoculare 3,4 milioni di dosi, un altro è iniettare gli oltre 23 milioni già opzionati dal nostro Paese tramite l' Ue. È vero che la stessa multinazionale americana si è impegnata a consegnare le dosi in contenitori speciali, capaci di conservarle per diversi giorni a temperature polari.

 

vaccino covid

Ma, una volta uscite dai super freezer portatili, le fiale nei normali frigo potranno essere conservate per una settimana al massimo. Ed è difficile immaginare di poter reperire in breve tempo altre centinaia di freezer speciali, come i 120 da acquistare per la prima fase della campagna vaccinale, che avverrà quasi esclusivamente negli ospedali.

Per immunizzare il resto della popolazione serviranno, infatti, molti più punti di vaccinazione, circa 2mila se resterà valido il rapporto di uno ogni 30mila abitanti.

 

Nel "Piano Speranza" si parla di ospedali, centri vaccinali delle Asl, studi dei medici di famiglia e dei pediatri, drive-in, palestre e fiere. Senza i freezer speciali, bisognerà mettere in piedi un complicato (e lungo) sistema di distribuzione, che faccia arrivare un po' per volta le dosi necessarie, in base a quanti avranno prenotato il vaccino.

 

quartier generale pfizer a new york

Un vaccino non fa primavera Il vaccino dell' altra azienda americana, Moderna, dà meno problemi di conservazione, essendo sufficiente una temperatura di -20°. Ma le prime dosi prodotte sono tutte opzionate dagli Stati Uniti e da noi le fiale cominceranno ad arrivare probabilmente da marzo. Infine, il vaccino europeo targato AstraZeneca, realizzato dall' università di Oxford e dall' azienda italiana Irbm. Pur essendo il più economico e il più facile da distribuire (resta stabile per un mese a temperatura compresa tra -2° e -8°), è nettamente indietro. Anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e uomo forte del Cts, Franco Locatelli, ha parlato di ritardo inevitabile per l' approvazione da parte dell' Ema.

 

FRANCO LOCATELLI

L' Agenzia vorrà verificare la questione della mezza dose, somministrata per errore a una piccola parte dei volontari, sui quali avrebbe però dimostrato un' efficacia del 90%, contro il 62% rilevato con la doppia dose piena. Per gli altri vaccini opzionati dall' Europa (Sanofi, Johnson&Johnson e Curevac) si guarda alla seconda metà del 2021, perché la sperimentazione deve ancora entrare nel vivo.

 

Prenotazione e tessera Quanto alla priorità di somministrazione, nel piano di Speranza si prevede di vaccinare prima gli ultra ottantenni e poi a scendere i meno anziani.

Non sembra essere contemplata, almeno per ora, una corsia preferenziale per le patologie più gravi oggi esenti dal ticket.

vaccino

 

Il vaccino si potrà prenotare da un portale e da una app dedicati, che serviranno anche a segnalare l' appuntamento per inoculare la seconda dose. Preferibilmente senza somministrare un prodotto diverso dal primo. Sono previsti poi test sierologici a campione, per verificare in corso d' opera la capacità dei vaccini di generare anticorpi. Una tessera vaccinale documenterà l' avvenuta immunizzazione e potrà essere in seguito richiesta per gli spostamenti in Italia e all' estero.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…