csm

COS’È CAMBIATO NELLA MAGISTRATURA DOPO IL TERREMOTO PALAMARA? NULLA! - NELLE ELEZIONI PER LA COMPOSIZIONE DEL NUOVO CMS HANNO RIVINTO LE CORRENTI CON TANTI SALUTI AGLI INDIPENDENTI - NELLO SCRUTINIO PER IL COLLEGIO IN CASSAZIONE SONO ENTRATI PAOLA D’OVIDIO (CON 1860 PREFERENZE, IN QUOTA MAGISTRATURA INDIPENDENTE) E ANTONELLO COSENTINO (CON 1226 VOTI, DI AREA DG) – VINCITORI E VINTI....

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

palamara

Alla fine nelle elezioni per la composizione del nuovo Consiglio superiore della magistratura hanno vinto le correnti, con in prima fila quella conservatrice di Magistratura indipendente. Correnti che si sono dimostrate più forti che mai e capaci di sbaragliare il tentativo velleitario di concorrere in autonomia dei numerosi indipendenti. Lo spoglio per i due magistrati con funzioni di legittimità (ovvero di ruolo in Cassazione) ha detto questo, lasciando interdetto chi dopo il terremoto conseguente all'incontro dell'hotel Champagne aveva sognato un cambiamento radicale.

 

Deluse anche le toghe rosse che si erano augurate la sparizione dei moderati, visto che la riunione nell'albergo romano per discutere di nomine aveva costretto alle dimissioni tre consiglieri di Mi e due di Unicost, tutti presenti all'incontro insieme con Luca Palamara e Cosimo Ferri.

 

sergio mattarella al plenum del csm

All'epoca quel dopocena venne cavalcato dalla sinistra giudiziaria, convinta di conquistare la maggioranza in Consiglio da lì a chissà quanti anni. Un'operazione che venne benedetta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che decise di non sciogliere il parlamentino dei giudici come se la cacciata di cinque consiglieri d'area di centro-destra, bollati come poche mele marce, avesse guarito con un colpo di bacchetta magica la cancrena del sistema correntizio.

 

antonello cosentino

In questo scrutinio (mancano i risultati delle toghe con funzioni giudicanti e requirenti) per la Cassazione la candidata di Mi, Paola D'Ovidio, ha ottenuto 1860 preferenze (più della collega Loredana Micciché nel 2018) mentre il candidato di Area Dg, Antonello Cosentino, secondo classificato, ha ottenuto 1226 preferenze. Entrambi i candidati sono entrati a Palazzo dei marescialli. Quello della Cassazione è un collegio unico nazionale e quindi i suoi risultati rappresentano meglio delle altre votazioni il peso delle correnti.

antonio d amato

 

E le elezioni generali del Csm del 18 e del 19 settembre hanno confermato la tendenza degli ultimi anni con Mi davanti ad Area Dg. Le elezioni di mid term del resto avevano già delineato questo trend dei magistrati italiani che avevano tributato ampi consensi a Mi facendo eleggere due suoi iscritti: Antonio D'Amato e Tiziana Balduini.

 

paola d ovidio

Anche tenendo conto delle scissioni interne il risultato non cambia. Magistratura democratica, il gruppo più a sinistra, che alle precedenti elezioni del 2018 era una costola di Area, con il candidato Raffaello Magi si è, infatti, fermata a 696 voti. Sommando questi voti a quelli di Area si sopravanza di poco quelli ottenuti da Mi che, però, a sua volta, ha subito una spaccatura con la candidatura autonoma di un proprio esponente storico, il consigliere Stefano Guizzi. Quest' ultimo ha racimolato 244 voti che aggiunti a quelli della D'Ovidio superano quelli ottenuti dalla sinistra giudiziaria nel suo insieme.

tiziana balduini

 

Il risultato di Area ha comunque retto grazie all'apparente travaso di suffragi degli ex elettori di Autonomia & indipendenza che nel 2018 avevano proiettato Pier Camillo Davigo dentro al Csm sulla scorta di un risultato trionfale, 2522 voti, ben 800 in più della seconda classificata, la Micciché. Sabato e lunedì A&i è letteralmente sparita dai radar dopo essersi proposta come antidoto alle vecchie correnti.

 

palazzo marescialli

Infine i centristi di Unicost, un tempo guidati da Palamara, sono passati dalle 1714 preferenze di Carmelo Celentano alle 816 di Milena Falaschi. Ottimo risultato per Stanislao De Matteis (780 voti) che si è presentato come indipendente, ma che, in realtà, sembra sia stato sostenuto soprattutto dagli iscritti siciliani e napoletani di Unicost.

 

MAGISTRATI

De Matteis, nella presentazione della sua candidatura, aveva avuto il coraggio di svelare il segreto di Pulcinella, ovvero che la vicenda dello Champagne non ha scalfito il sistema: «La vicenda emersa è solo la punta di un iceberg di un'attività di spartizione correntizia. A mio avviso il Csm andava sciolto […] infatti non ha abbandonato le logiche che hanno condotto la magistratura al punto più basso; basta guardare all'attività della V commissione per capire come le correnti abbiano continuato a riproporre il solito schema: ogni gruppo si contraddistingue solo per proporre per il posto direttivo o semidirettivo l'appartenente alla propria fazione».

 

csm

In conclusione la gestione portata avanti dalla sinistra giudiziaria principalmente attraverso le famose circolari dell'ex procuratore generale Giovanni Salvi (che si sono tradotte in una sorta di condono tombale per auto ed eteropromozioni dei magistrati per le nomine) ha avuto come unico effetto quello di polarizzare la contesa elettorale: destra contro sinistra. Quasi spariti tutti gli altri. I tre indipendenti capitanati da Giacomo Rocchi (sostenuto dal cosiddetto gruppo Articolo101) hanno totalizzato 1333 voti su 7911 schede totali (circa il 17 per cento del totale). Unico indizio della disaffezione di alcuni magistrati per questa competizione il gran numero di schede bianche, circa il 10 per cento.

il plenum del csm

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…