elena del pozzo

COSA NASCONDE LA MAMMA CHE HA UCCISO LA FIGLIA DI 5 ANNI? MARTINA PATTI REA CONFESSA DEL DELITTO. “L'HO UCCISA, IO DA SOLA, NEL CAMPO”. PER I PM TROPPE LACUNE NELLA RICOSTRUZIONE “PIENA DI NON RICORDO” - IL GIOCO PER ATTIRARE LA BIMBA. LE HA DETTO CHE AVREBBERO GIOCATO INSIEME IN UN CAMPO VICINO CASA, E INVECE L'HA INFILATA IN UN SACCO DELLA SPAZZATURA, L'HA ACCOLTELLATA A MORTE E POI… - SULL’AUTO DELLA DONNA NON RILEVATE TRACCE DI SANGUE. GLI INVESTIGATORI IPOTIZZANO CHE ABBIA PREMEDITATO TUTTO NEI DETTAGLI: MARTINA AVREBBE ROTTO UNA DELLE MANIGLIE DELLA SUA MACCHINA PER…

Michela Allegri per il Messaggero

 

MARTINA PATTI

Le ha detto che avrebbero giocato insieme in un campo vicino casa, e invece l'ha infilata in un sacco della spazzatura, l'ha accoltellata a morte e poi l'ha spinta in una buca troppo piccola per contenere quel corpicino da bimba di 5 anni. Ha ammesso di avere ucciso la sua piccola, ma non ha voluto colmare le lacune e le incongruenze presenti nella sua confessione.

 

«L'ho accoltellata nel campo e l'ho fatto da sola», ha detto ieri Martina Patti al gip, durante l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Catania, dove è rinchiusa per l'omicidio della figlia Elena Del Pozzo. Ma intanto dall'inchiesta sono emersi nuovi dettagli agghiaccianti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lunedì, verso le 14,30, la donna avrebbe portato fuori di casa la bambina, dicendole che sarebbero andate in un campo poco lontano per fare un gioco.

 

LA MACCHINA Come confermato da una telecamera di sorveglianza che inquadra la villetta di via Euclide, a Mascalucia, la donna sarebbe uscita in auto, una Fiat 500. Nel bagagliaio c'erano sacchi neri e attrezzi da giardinaggio.

ELENA DEL POZZO

 

Poi, una volta arrivate, Martina avrebbe infilato la bimba dentro a una delle buste della spazzatura e avrebbe iniziato a colpirla con il coltello e, forse, anche con una zappa, utilizzando il lato con due punte acuminate. Ma non è tutto. La Patti avrebbe scavato una fossa per nascondere il cadavere, ma la buca era troppo piccola per contenere il corpicino di Elena. Così la donna avrebbe iniziato a spingere i resti della figlia verso il basso, infierendo fino a spezzarle il collo. Ieri è stata effettuata l'autopsia e la Procura ha disposto un accertamento tossicologico: una delle ipotesi, che è anche una speranza per gli inquirenti, è che la piccola sia stata almeno sedata.

 

Sull'auto della donna la Scientifica non ha rilevato tracce di sangue.

Ma oggi saranno gli accertamenti all'interno della villetta a chiarire se l'omicidio sia effettivamente avvenuto nel campo, oppure nell'abitazione. Nel corso dell'interrogatorio, la Patti ha continuato a ripetere di avere ricordi confusi. Gli investigatori ipotizzano che abbia premeditato tutto nei dettagli: ha caricato in auto gli attrezzi usati per uccidere e per occultare, ha cercato di crearsi un alibi e di depistare le indagini.

 

ALESSANDRO DEL POZZO

Per l'accusa, ha agito in modo spietato e con grande lucidità, continuando a tenere un atteggiamento descritto come glaciale. È stata proprio l'assenza di empatia e di commozione a insospettire da subito i carabinieri del Comando provinciale di Catania: lunedì scorso, dopo avere ucciso la piccola, la donna si era presentata dai militari della Tenenza di Mascalucia denunciando di essere stata aggredita da un commando di uomini armati che aveva rapito Elena.

 

Per rendere più verosimile questa versione, Martina avrebbe rotto una delle maniglie della sua macchina, dicendo agli investigatori che erano stati gli aggressori. La Scientifica, però, ha trovato solo le impronte della donna. Le telecamere di sorveglianza puntate sulla strada dove sarebbe avvenuto il rapimento, via Pavia, inoltre, non avevano ripreso nessun commando armato. Nella notte tra lunedì e martedì, pressata dalle domande degli inquirenti coordinati dal procuratore Carmelo Zuccaro, la donna era crollata e aveva confessato. Quando i carabinieri l'avevano accompagnata a casa per un sopralluogo, aveva detto che la bambina era morta e li aveva portati nel campo abbandonato. Il cadavere era infilato in cinque sacchi della spazzatura, coperto alla meglio con terriccio e cenere lavica.

il campo dove e stato ritrovato il cadavere di elena del pozzo

 

Dalle indagini è emerso che la donna potrebbe avere ucciso la piccola per gelosia nei confronti dell'ex compagno: temeva che potesse affezionarsi alla nuova fidanzata di lui e che potesse legarsi troppo alla famiglia del padre. Aveva anche cercato di indirizzare le indagini verso l'uomo, dicendo che il rapimento della piccola poteva essere la conseguenza di alcune minacce ricevute in passato da Del Pozzo. Tutti elementi che sembrano confermare la premeditazione, ma gli investigatori continuano a scavare nella mente della giovane per capire cosa possa avere scatenato una simile violenza.

 

martina patti la madre di elena del pozzo

LA PROCURA «La ricostruzione fornita al giudice - dicono dalla procura di Catania - è piena di non ricordo sulla dinamica che sembrano pretestuosi». Nel luogo dove è stato trovato il corpicino senza vita qualcuno ha lasciato una bambola di pezza, un cuscino a forma di cuore con un messaggio - «non so perché la tua mamma ti abbia fatto questo» - e un mazzo di fiori. L'avvocato Gabriele Celesti, che assiste l'indagata, ha detto che la donna è «molto provata e scossa dallo stato di detenzione. Quando parla della figlia è travolta dall'emozione e piange».

ELENA DEL POZZOmartina patti la madre di elena del pozzo un fotogramma delle telecamere di videosorveglianza con elena del pozzo IL PADRE DI ELENA DEL POZZOil campo dove e stato ritrovato il cadavere di elena del pozzo ALESSANDRO DEL POZZO

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