alan friedman

COSA SAREBBE SUCCESSO SE UN ALTRO OPINIONISTA SI FOSSE PERMESSO DI ETICHETTARE COME “ESCORT” MICHELLE OBAMA O JILL BIDEN? CHI AVREBBE FERMATA LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA DEL POLITICAMENTE CORRETTO “DE SINISTRA”? - PIROSO RICORDA I “TRASCORSI” DI ALAN FRIEDMAN: I DOCUMENTARI “DI PARTE” DELLA SUA SOCIETÀ FBC BACCHETTATI DALLA BBC, L'ATTIVITÀ DI LOBBYING PER L’EX PRESIDENTE UCRAINO FILORUSSO VIKTOR YANUKOVICH, I RAPPORTI CON IL PROTO-FINANZIERE ALESSANDRO PROTO…

Antonello Piroso per “la Verità”

 

piroso

Anal Friedman... pardon, intendevo Alan. Chiedo scusa per la duplice mancanza.

Nei confronti di quel simpatico bandito di Roberto D' Agostino, l'urticante nome anagrammato è coperto dal copyright di Dagospia, che l'ha usato più volte. Ma soprattutto dello stesso Alan Friedman, perché prima di parlare o di scrivere - e non solo della vita privata, vera o presunta, di personaggi pubblici - bisognerebbe maneggiare non l' ascia delle boutades sgradevoli ma le pinze dell'attenzione. Vale per noi ma pure per lui, considerato «autorevole» (ah, l'inguaribile esterofilia di noi scribacchini italici: ogni testata o collega straniero lo è per antonomasia).

 

Riassumiamo brevemente, ovvero, in omaggio all' amico americano: previously on Alan.

Friedman, collegato con il contenitore Rai Unomattina, per commentare l' addio di Donald Trump alla Casa Bianca ha bollato la moglie Melania con quello che in Italia suona come un epiteto: «escort» (leggi: peripatetica).

 

ALAN FRIEDMAN

A caldo, al Franti che è in me è sorto il solito sospetto: pensa se un altro opinionista si fosse permesso tale etichetta nei confronti di Michelle Obama, o della nuova first lady, Jill Biden, chi l' avrebbe fermata la gioiosa macchina da guerra del politicamente corretto «de sinistra»?

 

«Non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall' inglese, la parola italiana che volevo dire era accompagnatrice. Mi sono corretto subito, non c' è da montarci su una questione», ha puntualizzato dopo un po' Friedman, avvertendo in avvicinamento lo tsunami delle polemiche.

 

alan friedman su twitter da' della escort a melania trump 2

Solo che la sua precisazione da Alice nel Paese delle meraviglie anziché farle scemare, le ha rinvigorite, con critiche che per una volta hanno messo d' accordo l' intero arco parlamentare, e non solo il gineceo (absit iniuria verbis: la Treccani lo indica come termine scherzoso e non offensivamente sessista) politico, da Giorgia Meloni a Laura Boldrini.

Al che Friedman alzava bandiera bianca: «Chi sbaglia deve ammetterlo. Ho fatto una battuta infelice, chiedo scusa». Purtroppo, però, il trapasso lo trapassa.

 

E no, qui non si vogliono riperticare le questioni sul conflitto d' interesse messo sotto la lente d' ingrandimento dal comitato etico della Bbc perché per la tv inglese Friedman produceva, attraverso la sua società Fbc, documentari sulla Malesia avendo come cliente della società... il governo malese.

ALAN FRIEDMAN

 

Oppure la vicenda dell' articolo del New York Times a firma Romano Prodi: «Come salvare l' Ucraina» (2014), scritto -secondo taluni dietrologi - su sollecitazione di Friedman.

Ipotesi che costringeva un portavoce dell' ex premier a comunicare che «il presidente al massimo può avergli chiesto un aiuto sulla forma, Friedman è stato solo l' intermediario con il giornale»: quanto mai interessato, vista l'attività di lobbying, sempre attraverso la Fbc, a favore del l' ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich. Al soldo di chi?

 

Di Paul Manafort, già capo - nel 2016 - della campagna elettorale di... Donald Trump.

Già questo sarebbe un cortocircuito meraviglioso - il critico di Trump che si ritrova messo in mezzo in una rete di finanziamenti riconducibili a un ex uomo dell' ex presidente - ma diamo assolutamente per scontato che nei due casi citati fosse tutto normale, regolare, trasparente.

alan friedman su twitter da' della escort a melania trump

 

No. Qui segnaliamo che Friedman non può ciurlare nel manico facendo finta di ignorare cosa tutti abbiano concluso quando ha scelto di usare il termine «escort».

Perché è recidivo.

 

Per esempio, il 23 agosto scorso chiosa il tweet di Steven Beschloss sulle foto di una solitaria Melania nei giardini della Casa Bianca (tradotto: «Sto cercando la parola per descrivere il suo gusto estetico. Direi: senz' anima. Adesso capisco meglio come può stare con Trump»), con un fulminante: «Slovene escort chic?», che anche a voler ricorrere al beneficio del dubbio, di dubbi ne lascia pochini. Poi il 19 gennaio interviene sul tweet di una signora, il cui account è @idaho_blue (in inglese, il 19 gennaio , domanda: «Michelle Obama ha scritto il best seller Becoming. Quale sarà il titolo del libro di Melania?»), battendo sulla tastiera: «Escorting the Don?».

 

ALAN FRIEDMAN

Aridanga, verrebbe qui da infierire. Anche perché Friedman ha poi cercato di nascondere la smarronata, solo che tu puoi pure riuscire a cancellare le tue parole, ma non i commenti altrui alle medesime: «La Rai dovrebbe tagliare in tronco ogni collaborazione con un cafone poco intelligente come lei» (@AlbSovr); «Stanlio Friedman dovrebbe leggere la volpe e l' uva» (@dayflyer); «Cogl... Credevi che non ti avrebbero beccato?» (@m_daros).

 

alan friedman a uno mattina 2

Prima di calare il sipario, vale la pena di leggere un passo de Io sono l' impostore, libro intervista di Andrea Sceresini al truffatore - ha patteggiato una pena di quattro anni nel novembre 2019 - Alessandro Proto, «broker». Pagina 82: «Proto mi ha confessato: "Volendo, avrei potuto inc... qualsiasi persona". Per dimostrarmelo, mi ha raccontato la seguente storia». Contattato dalla segretaria personale di Friedman, in cerca di aiuto per vendere per 25 milioni di euro la sua splendida magione, una villa del Cinquecento, nella campagna toscana, Proto inventa una bella fake news: a villa Orsetti andranno in luna di miele Kate e William, sì, proprio loro: i reali britannici.

 

ALAN FRIEDMAN

Friedman sapeva della bufala? A compulsare lo scambio di email tra lui e Proto, parrebbe di sì. Di certo, quando in quei giorni (maggio 2011) fu interpellato, il giornalista sfoderò - anche un po' snobisticamente - un classico: «Capisco che la questione interessi molto la stampa italiana, ma davvero non posso raccontare niente: no comment».

 

L' operazione comunque non andò buon fine, la vendita non avvenne e Friedman cominciò a rincorrere Proto per riavere i 43.000 euro pretesi sull' unghia dal «finanziere» per attivarsi, come da email del 20 ottobre 2011: «Dear Alessandro, leggo di tuoi investimenti in Mediaset. Ma vuoi restituirmi i 43.000 euro che hai preso da me? Rispondi per favore. Subito. Alan». Non sappiamo come sia finita. Ci auguriamo solo che, per Friedman, Proto non si sia rivelato più caro di una escort.

ALAN FRIEDMANalan friedman a uno mattina 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…