salvini di maio zingaretti berlusconi

COSA SUCCEDE SE… I TRE SCENARI DEL DOPO VOTO - SE SALVINI DILAGA, LA TENTAZIONE DELLE URNE SAREBBE FORTISSIMA – DI MAIO CERCA DI RAGGIUNGERE LA SOGLIA DI SICUREZZA DEL 25%- ZINGARETTI SOGNA IL SORPASSO AL M5s: IN QUEL CASO… - GIORGETTI METTE LA PISTOLA CARICA SUL TAVOLO: "IL CONTRATTO ANDRA’ RISCRITTO IN BASE AI VOTI DELLE EUROPEE" – E I PENTASTELLATI LO SFIDANO: “FACESSE LUI IL MINISTRO DELL’ECONOMIA”

Luca De Carolis per il Fatto Quotidiano

salvini

 

Rissaioli, fino all' ultimo istante elettorale. Vogliosi di regolare i conti un soffio dopo il voto di oggi. Un desiderio che trabocca nelle dichiarazioni finalei, ufficiali e ufficiose, di Lega e M5S . Con il numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti, nell' ultima settimana loquace come non era mai stato, che ieri lo ha fatto trapelare dal Corriere della Sera: "Il contratto di governo andrà riscritto in base ai voti alle Europee". Una pistola (politica) messa lì, sul tavolo.

 

E non a caso alcuni 5Stelle di peso sibilano tra i denti: "Se Giorgetti ha tanta voglia di cambiare le cose, facesse lui il ministro dell' Economia". Ovvero, bevesse il calice che non ha voluto sorbire nei giorni a ridosso del 4 marzo. Ma i veleni dovranno fare i conti con i numeri, quelli delle urne.

CONTE E DI MAIO

 

Prima ipotesi:Matteo Salvini dilaga Il primo scenario è quello che raccontavano i sondaggi fino a un mese fa, con una Lega fortissima, ben sopra la soglia psicologica del 30 per cento. C' è chi l' aveva data addirittura al 37 per cento (Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, il 20 aprile).

giorgetti maroni salvini

 

E se davvero Matteo Salvini si arrampicasse fin lassù, o comunque nei dintorni del 35 per cento, la tentazione di capitalizzare e andare a urne anticipate sarebbe fortissima, per l' ala dei veterani (i veneti, capeggiati da Luca Zaia, ma in fondo pure lo stesso Giorgetti) prima ancora che per il capo. Basterebbe unirsi a una Giorgia Meloni solida, al 4-5 per cento. E magari a quel che resta di Forza Italia, anche se il problema non da poco resta Silvio Berlusconi, perché nella Lega sono convinti che tenerlo in coalizione toglierebbe voti anziché aggiungerne.

 

'LA DITTATURA DEL SELFIE' - IL MURALE DI TVBOY SU MATTEO SALVINI

Però per i 5Stelle sarebbero comunque guai, perché una distanza sopra i 6-7 punti con i coinquilini di governo sarebbe una disfatta. Tale da permettere alla Lega di imporre i propri temi in agenda, dalle autonomie alla flat tax. Fino a minacciare per davvero la riscrittura del contratto. Un pericolo per il M5S , visto che dentro il nuovo accordo la Lega vorrebbe infilare l' abolizione o la profonda revisione dell' abuso di ufficio e la separazione delle carriere per i magistrati. Mentre il Tav è già un maledetto nodo così com' è.

 

Secondo scenario: Lega sotto il 30, bene il M5S L' obiettivo non dichiarato ma notorio di Di Maio è il 25 per cento, la soglia di sicurezza per stare sopra il Pd e per non restare chilometri dietro il Carroccio. E raggiungerlo sarebbe già salvezza, a meno che Salvini non prenda il già citato 35%. Ergo, la vittoria alla lotteria delle urne per il M5S sarebbe l' inverso, il Movimento molto sopra il 20 e la Lega molto sotto il 30, al 28 o giù di lì. L' ideale per frenare il Salvini che non vede l' ora di dare le carte.

 

di maio

Anche perché, come ha rimarcato non a caso Di Maio anche nel comizio conclusivo a Roma venerdì, "la maggioranza in Parlamento e in Consiglio dei ministri ce l' abbiamo noi 5Stelle". Quindi con un quasi pareggio nelle urne il Movimento potrebbe fare muro ai totem leghisti, dalle autonomie alla flat tax (già nell' attuale contratto). E per Salvini sarebbe quanto mai arduo reagire facendo saltare il banco.

 

Terzo scenario:catastrofe e sorpasso Pd È quello che il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti non oserebbe mai chiedere. Ossia la Lega ampiamente sotto il 30 e i dem sopra il Movimento, anche di un solo voto.

 

MATTEO SALVINI FRANCESCA VERDINI

Abbastanza per far finire sulla graticola Di Maio, che ha gestito la corsa verso le urne senza delegare nulla a nessuno. Con cinque capolista esterne calate dall' alto, per l' ira degli europarlamentari uscenti, e una campagna tutta incentrata sulla sua figura, quella del leader. Per questo, un terzo posto sarebbe una catastrofe per Di Maio. E il primo dazio da pagare sarebbe quello di dover delegare una rilevante fetta del suo potere, quello vero. Nella speranza di non farsi disarcionare dal ruolo di capo politico, blindato per Statuto: ma non si sa mai.

berlusconi convention forza italia 2017

 

Perché Alessandro Di Battista è riapparso con tanta voglia di tornare in gioco. E il premier Giuseppe Conte a molti piacerebbe come alternativa. E comunque l' unica certezza sarebbe un grave rischio per il governo, con un leader a pezzi e un altro, Salvini, sotto le aspettative. I due vicepremier, magari troppo deboli per rompere. O all' opposto, per sopravvivere.

zingaretti berlusconi di maiozingarettiBERLUSCONI FORZA ITALIABERLUSCONI FORZA ITALIASILVIO BERLUSCONI PRESENTA IL LOGO DI FORZA ITALIAvirginia saba di maionicola zingaretti foto di baccosilvio berlusconi forza italia

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?