bettino craxi hammamet

CRAXI, LO CONOSCEVO BENE - PAOLO PILLITTERI, COGNATO DI BETTINO: "STAVA MALISSIMO, PER IL DIABETE, E SE FOSSE VENUTO IN ITALIA AVREBBE VISSUTO PIÙ A LUNGO. CHIEDEMMO ALLA PROCURA DI MILANO IL PERMESSO PER LE CURE, MA CI RIMBALZARONO. ERA PRONTO ANCHE UN TRAPIANTO DI CUORE IN FRANCIA, C'ERANO I MEDICI DISPONIBILI, MA LIONEL JOSPIN DISSE CHE "NON ERA GRADITO". NON È CHE SAREBBE VISSUTO MOLTO, DOPO IL TRAPIANTO. CINICAMENTE AVREBBERO POTUTO CONSIDERARLO E RESTARE UMANI, NON È SUCCESSO NÉ IN ITALIA E NÉ IN FRANCIA…”

Piero Colaprico per “la Repubblica”

 

BETTINO CRAXI E PAOLO PILLITTERI

Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano e cognato di Craxi, lei è appena uscito dall' anteprima di "Hammamet ", che dire?

«Bravissimo Piefrancesco Favino, lo guardavo e dicevo: "È lui!". Ma anche "Meglio come recita lui di come parlava Bettino". Prova d' attore fantastica. Però il film, insomma...».

 

Insomma che cosa?

«Manca. Manca la politica, manca Milano, che c' è solo alla fine, con la passeggiata tra le guglie, e manca anche la squadra di Bettino, perché c' era un socialismo ambrosiano che s' è perso nel film. Bettino anche ad Hammamet viveva intriso di Milano, ne aveva una nostalgia profonda, gli mancava. Poi, da modesto critico cinematografico, posso dire che il film è teatrale? Nel senso che quel copione a teatro andrebbe benissimo e ogni attore avrebbe respiro sul palcoscenico, invece Gianni Amelio ha dato spazio per l' 80 per cento a Favino e lo schermo è invadente, incombe, lo spettatore perde il ritmo».

PILLITTERI CON STEFANIA CRAXI

 

Bettino è un personaggio politico che ancora oggi divide molto...

«Solo dieci anni fa questo film sarebbe stato impossibile. Quindi è un bene comunque che esista. Non dico che gli italiani rimpiangano noi della Prima Repubblica, ma sanno, almeno i più vecchi, che noi discutevamo, studiavamo argomenti e situazioni e lo stesso Bettino era un gigantesco rompicoglioni. Io e Carlo Tognoli dicevamo che avevamo fatto questo e quello e lui diceva: "E Quarto Oggiaro? E Gratosoglio?" Non gli andava mai bene niente, non era mai contento. Anche ad Hammamet mi chiedeva: "E qui che che cosa faccio tutto il giorno?". Scrivi gli dicevo, e lui che già scriveva sbuffava».

 

paolo pillitteri rosilde craxi

E allora come passava il tempo?

«Gli suggerivo di dipingere, cosa che ha fatto, ma poi scriveva sotto "L' Italia piange". Abbiamo fatto anche una mostra, il sottotitolo era "Bettino torna a Milano", il titolo vero era "Vox clamans nel deserto".

Le opere sono state esposte sul marciapiede del Trottoir, in corso Garibaldi, il 5 maggio 1999.

Litografie».

 

Nel film c'è una scena che le è piaciuta più di altre?

«Sì, ma non so se sia successa nella realtà. Quando potrebbe prendere un aereo e non lo prende. C' è stata poi una questione drammatica, ma lasciamo stare...».

BETTINO CRAXI CON LA FAMIGLIA

 

È passato tanto tempo. Se c'è qualche cosa da dire, perché no, approfittando del film?

«Bettino stava malissimo, per il diabete, e se fosse venuto in Italia avrebbe vissuto più a lungo. Noi chiedemmo alla procura di Milano il permesso per le cure, ma ci rimbalzarono. Era pronto anche un possibile trapianto di cuore in Francia, c' erano i medici disponibili, ma Lionel Jospin disse che "non era gradito". Non è che Craxi sarebbe vissuto molto, dopo il trapianto. Cinicamente avrebbero potuto considerarlo e restare umani, non è successo né in Italia e né in Francia».

BETTINO CRAXI 2

 

Lei ha realizzato qualche documentario su Craxi?

«In realtà, quando non ci conoscevamo, ed io avevo vent' anni mentre lui era assessore all' Economato, organizzai un servizio sulle mense comunali per i bambini di Milano, in pieni anni 60. Il titolo era "Il Comune e i bambini di Milano", riprendevamo i piccoli che mangiavano pasta e verdura, a quell' epoca Milano spendeva un miliardo a mezzo di lire all' anno e ci voleva anche una ripresa di Bettino. Lo chiamavamo sempre e non veniva mai. Un giorno, all' improvviso arriva, io grido all' operatore di non perdere nulla, lui infila il cucchiaio nel pentolone, mangia, osserva e se ne va. Montiamo il film e protesta: "Mi si vede troppo poco". Cavolo, ma se non era mai venuto! Infatti il titolo diventò "I bambini di Milano"».

bettino craxi gianni de michelis 1bettino craxi al mareBETTINO CRAXI AD HAMMAMET

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