palazzo crolla a miami

IL CROLLO DI MIAMI - SECONDO UNO STUDIO L'EDIFICIO CHE SI E'ACCORTOCCIATO SU SE' STESSO NELLA CITTA' DELLA FLORIDA SPROFONDAVA DAL 1990 AL RITMO DI 2 MILLIMETRI L'ANNO - INTANTO A MIAMI SI CONTINUA A SCAVARE: IL BILANCIO E' SALITO A 4 MORTI E 159 DISPERSI: "ABBIAMO ANCORA LA SPERANZA DI SALVARE VITE" - NON SI TROVANO TRA GLI ALTRI 10 CITTADINI ARGENTINI, 6 DEL PARAGUAY, TRA CUI LA SORELLA DELLA FIRST LADY CON TUTTA LA FAMIGLIA, E 20 ISRAELIANI...

Valeria Robecco per Il Giornale
 

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Si continua a scavare senza sosta sotto le macerie del palazzo di Miami Beach che si è accartocciato su sé stesso nelle prime ore di giovedì, mentre si aggrava il bilancio del crollo, salito ad almeno 4 morti e 159 dispersi. «Abbiamo ancora la speranza di salvare vite» affermano i soccorritori rassicurando le famiglie sul fatto che le autorità locali, assistite dalla protezione civile, stiano facendo tutto il possibile per accelerare il lavoro di ricerca.
 

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Si scava con macchinari pesanti e leggeri, sono state dispiegate attrezzature speciali per cogliere segnali di vita e nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti evitando altri crolli le squadre stanno realizzando un tunnel nel parcheggio sotterraneo. Alcuni di loro hanno riferito di aver sentito suoni di colpi e altri rumori, ma per ora nessuna voce.
 
Il presidente americano Joe Biden nel frattempo ha approvato lo stato di emergenza per la Florida dopo quanto avvenuto a Surfside - una zona che sta diventando tra le più esclusive di Miami Beach - aprendo agli aiuti federali. L'inquilino della Casa Bianca ha autorizzato la Fema (la protezione civile Usa) a «coordinare gli sforzi con l'obiettivo di alleviare» le difficoltà e offrire adeguata assistenza.

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Tra i dispersi ci sono residenti che abitavano regolarmente nella città del Sunshine State e persone che invece avevano scelto il condominio affacciato sull'Oceano per trascorrervi alcuni mesi all'anno. Non si hanno notizie tra gli altri di 10 cittadini argentini, sei del Paraguay (la sorella della first lady con il marito, i tre figli e la governante), sei della Colombia, quattro del Venezuela e 20 israeliani.
 
E mentre le speranze di trovare ancora qualcuno in vita sotto le macerie si affievoliscono ora dopo ora, si indaga sulle cause dell' incidente. «Abbiamo bisogno di una spiegazione definitiva per il crollo - fa sapere il governatore della Florida, Ron DeSantis - ci sono le famiglie delle vittime, chi si è salvato ma ha perso la casa, hanno il diritto di sapere. Dobbiamo farlo bene, ma in modo tempestivo».
 

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A far discutere è uno studio dell'anno scorso di Shimon Wdowinski, docente della Florida International University, secondo cui l'edificio stava sprofondando al ritmo allarmante di 2 millimetri l'anno dal 1990. E questo potrebbe aver avuto ripercussioni sulla struttura e sulle fondamenta del Champlain Towers South Condo, costruito nel 1981 in un'area paludosa bonificata.
 
Fra i rischi strutturali potrebbe aver pesato l'acqua salata dell'oceano, in grado negli anni di penetrare il cemento e corrodere le fondamenta. Particolarmente esposto a questo rischio era il garage dell'edificio. Diversi residenti rivelano che il palazzo aveva bisogno di una ristrutturazione e si erano lamentati più volte per infiltrazioni e crepe sui muri.
 

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«Mia madre nella sua ultima chiamata prima dell'incidente mi aveva riferito di strani rumori che aveva sentito la notte prima, talmente forti da svegliarla», spiega Pablo Rodriguez, figlio e nipote di due delle persone disperse. «Certo si spera sempre, fino a quando non si ha la certezza, ma dopo aver visto il video del crollo è tutto più difficile, perché mia madre e mia nonna erano nella sezione che è collassata».
 
Non si danno pace neanche le autorità locali: «I palazzi non crollano in America. È un fenomeno da terzo mondo», dice il sindaco di Surfside. Ma l'ex primo cittadino dal 2010 al 2020, Daniel Dietch, mette in guardia dal trarre conclusioni troppo presto: «Questo è un evento straordinariamente insolito ed è pericoloso e controproducente speculare sulle cause».

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