fontana trivulzio

CRONACHE DELLA “BAGGINA” - MALATI DI POLMONITE PRELEVATI DAGLI ALTRI OSPEDALI: COSÌ SI È ATTIVATO IL DISASTRO DEL TRIVULZIO CON 200 ANZIANI DECEDUTI E 221 OPERATORI SANITARI CON SINTOMI - UNO DEI COMPONENTI LAICI DEL CSM, ALESSIO LANZI, CRITICA IL LAVORO DELLA PROCURA. “ATTACCO STRUMENTALE AL MODELLO POLITICO DI CENTRODESTRA DELLA REGIONE, ALIMENTATO DA UN'INCHIESTA GIUDIZIARIA SPETTACOLARIZZATA”. IL CONSIGLIERE TOGATO GIUSEPPE CASCINI: “I COMPONENTI DEL CSM NON DOVREBBERO MAI ESPRIMERE GIUDIZI SU UNA INDAGINE IN CORSO”

PIO ALBERGO TRIVULZIO

Claudia Guasco per “il Messaggero”

 

Un numero abnorme di polmoniti già da gennaio, quando il Covid-19 sembrava un problema remoto. Invece comincia da qui la triste catena di morti al Pio Albergo Trivulzio, da un'emergenza sanitaria mal gestita fin dall'inizio, ed è ciò su cui stanno lavorando i magistrati della procura di Milano.

 

LE CONVENZIONI

Nelle acquisizioni di documenti alle Agenzie di tutela della salute, le ex Asl che rappresentano il braccio operativo della Regione Lombardia in materia di sanità, la guardia di finanza ha raccolto tutte le direttive inviate alla Baggina da febbraio in poi. E che, alla luce della gestione dei pazienti, non sarebbero state rispettate dalla storica Rsa milanese.

fontana trivulzio 1

 

Il disastro del Trivulzio, con 200 anziani deceduti e 221 operatori sanitari con sintomi del virus, non sarebbe stato determinato solo dalla delibera dell'8 marzo con cui il Pirellone chiedeva alle Rsa di accogliere pazienti Covid positivi usciti dalle terapie intensive, ma anche dai malati con polmonite provenienti dai vari ospedali. Negativi solo perché non sono mai stati sottoposti ad alcun tampone e accolti da strutture sanitarie con cui il Trivulzio ha firmato convenzioni in atto da tempo.

 

pio albergo trivulzio

Nel piano triennale approvato lo scorso giugno si legge che, «nell'ottica della valorizzazione delle funzioni che vengono svolte dal Trivulzio per conto di Regione Lombardia, attraverso bandi specifici attivati dalle Ats, si chiede il riconoscimento di un totale di 215 posti letto già attivi, per la presa in carico di pazienti affetti da Alzheimer». Ciò «deriverebbe un incremento del budget Ats di 870 mila euro annui». Il Pio Albergo ha stretto convenzioni con l'Auxologico, con il Policlinico per il trasferimento dei pazienti dalla geriatria, con la Asst Santi Paolo e Carlo.

 

Gli investigatori stanno verificando quanti e quali trasferimenti sarebbero avvenuti prima e dopo l'esplosione dell'epidemia, poiché dalle testimonianze di medici e infermieri alla Baggina sarebbero stati portati malati con polmoniti interstiziali, mai entrati nella lista dei malati Covid. Nei decreti delle perquisizioni la Procura, nel lungo elenco dei documenti da acquisire, ha indicato anche quelli sulle convenzioni stipulate «con Regione Lombardia» e su numeri e dati dei «pazienti ricevuti da altre strutture sanitarie» dal Pio Albergo negli ultimi tre mesi.

giuseppe cascini

 

«NUOVI INGRESSI»

Nel reparto pringe ad esempio, il pronto intervento geriatrico, sono arrivati diversi pazienti con polmoniti. Gli investigatori hanno sequestrato centinaia di cartelle cliniche di morti, malati, positivi e «nuovi ingressi», ovvero pazienti arrivati dagli ospedali. Diciassette solo da quello di Sesto San Giovanni. «C'erano molti casi di polmonite tra gli ospiti, più della media stagionale. E giravano tanti antibiotici in corsia», afferma un'operatrice sanitaria. Intanto uno dei componenti laici del Csm, Alessio Lanzi, critica il lavoro della Procura. «C'è un attacco strumentale al modello politico di centro destra della Regione, alimentato da un'inchiesta giudiziaria spettacolarizzata», è la tesi di Lanzi. Parole di cui chiede conto il consigliere togato Giuseppe Cascini: «I componenti del Csm non dovrebbero mai esprimere giudizi su una indagine in corso», soprattutto con espressioni «che delegittimano il ruolo dell'autorità giudiziaria».

alessio lanziPIO ALBERGO TRIVULZIO PIO ALBERGO TRIVULZIOfontana trivulzio

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)