vladimir putin hacker russi russia

LA CYBER-GUERRA È APPENA INIZIATA – GLI ATTACCHI DEL COLLETTIVO RUSSO “KILLNET” SONO SOLO UN AVVERTIMENTO: PRESTO GLI HACKER POTREBBERO SFERRARE UN ATTACCO PIÙ POTENTE – IERI HANNO MESSO FUORI USO PIÙ DI CINQUANTA SITI: AEROPORTI, MINISTERI, CSM: UN MODO PER FAR CAPIRE CHE POSSONO COLPIRE TUTTI, E CHE IL SISTEMA È VULNERABILE – L’ESPERTO, PIERLUIGI PAGANINI: “POTREBBERO FUNGERE DA AZIONE DIVERSIVA MENTRE SI COLPISCONO ALTRI OBIETTIVI STRATEGICI NAZIONALI. QUESTI GRUPPI POTREBBERO OPERARE SU INDICAZIONI DEL GOVERNO RUSSO E PERTANTO ESSERE PARTE DI UNA STRATEGIA PIÙ AMPIA”

Valeria Di Corrado per “il Messaggero”

 

il tool utilizzato da killnet contro le istituzioni italiane

Gli hacker filorussi di Killnet hanno lanciato un'offensiva cibernetica totale al nostro Paese. La «guerra ibrida» - così la definisce il Copasir - ha portato ieri a un attacco informatico concentrato contro i siti di ministeri, aeroporti e altri organi istituzionali. Franco Gabrielli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza nazionale, parla di un rischio di escalation negli attacchi informatici che in futuro potranno essere «più significativi»: «È nelle cose e dobbiamo prepararci. Un po' di tempo lo abbiamo perduto, i livelli e gli standard non sono così performanti, così come non siamo all'anno zero».

 

la stringa in russo con la richiesta di aiuto

Il collettivo di pirati informatici, già in azione negli ultimi giorni contro i siti di Polizia, Senato e Difesa (adesso colpita per la seconda volta), stavolta ha preso di mira una cinquantina di obiettivi in poche ore, con una sorta di grido di battaglia su Telegram: «Fuoco a tutti». Nello specifico, attacchi Ddos sono stati sferrati contro l'Agenzia delle Dogane, il ministero degli Esteri, della Difesa, quello dell'Istruzione, dei Beni Culturali, oltre al portale del Consiglio Superiore della Magistratura. Sono finiti down anche i portali degli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate, quello di Orio al Serio a Bergamo, quello di Genova e quello di Rimini.

 

hacker russi

Un'offensiva preoccupante più per la sua capillarità che per la sua effettiva pericolosità: le interruzioni distribuite del servizio (l'acronimo in inglese è appunto Ddos) si basano sull'invio di continue e numerose false richieste di accesso ai sistemi, con lo scopo di sovraccaricarli e farli collassare.

 

hacker russi

Tutt' altri danni erano stati invece provocati dai potenti ransomware, come quello inoculato lo scorso agosto al sito della Regione Lazio. L'impressione è che gli ultimi attacchi di Killnet possano rappresentare solo un'azione dimostrativa che anticipa un'offensiva ben più pericolosa: «Derivano dall'aggressione all'Ucraina - spiega il capo del Copasir Adolfo Urso - Sappiamo che la Russia è il Paese più attrezzato per la guerra cibernetica e questa è una delle linee con cui agisce la guerra ibrida».

 

la backdoor individuata

La Procura di Roma sta indagando per accesso abusivo al sistema informatico con finalità di terrorismo. Gli accertamenti sono affidati alla Polizia Postale. «Queste azioni non vanno trascurate perché potrebbero servire a fare intelligence su capacità difensive di alcune strutture del nostro Paese in preparazione di azioni di altra portata - spiega all'Ansa Pierluigi Paganini, esperto di cybersecurity - Assistiamo all'ennesima chiamata alle armi da parte del gruppo di hacker con la volontà di far comprendere alle nostre istituzioni che possono colpire tutti. Gli attacchi potrebbero fungere da azione diversiva mentre si colpiscono altri obiettivi strategici nazionali.

hacker russia

 

Questi gruppi potrebbero operare su indicazioni del governo russo e pertanto essere parte di una strategia più ampia di cui non abbiamo ancora compreso i reali obiettivi». Il presidente Putin rigira la frittata: «Vengono compiuti tentativi mirati di disabilitare le risorse internet dell'infrastruttura informativa della Russia», e fa sapere che sarà ridotto l'utilizzo di software e hardware stranieri.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...