dan petrescu san donato milanese aereo

DAN PETRESCU, IL MILIARDARIO CHE PILOTAVA L’AEREO PRECIPITATO IERI A SAN DONATO MILANESE, COMUNICANDO CON LA SALA RADAR DI LINATE HA PARLATO DI UNA “LITTLE DEVIATION” E HA CHIESTO UN “VETTORE”, OSSIA UNO SPAZIO PER RIENTRARE IN AEROPORTO. UN MINUTO DOPO LA TRACCIA È SPARITA DAI RADAR - LE VITTIME POTEVANO ESSERE MOLTE DI PIÙ: IL CANTIERE DELLA PALAZZINA DISTRUTTA DALL’INCIDENTE ERA VUOTO PERCHÉ ERA DOMENICA E GLI OPERAI RIPOSAVANO… - VIDEO

 

 

 

1 - AEREO PRECIPITATO: PILOTA, STO DEVIANDO E CHIEDO RIENTRO

DAN PETRESCU

 (ANSA) - Gli uomini della sala radar si sono accorti che, pochi minuti dopo la partenza da Linate, il Pilatus precipitato ieri, causando 8 morti, stava virando verso destra in modo anomalo invece di procedere verso sud e hanno ricevuto una comunicazione dal pilota, il quale pronunciò una frase del tipo "little deviation (piccola deviazione, ndr)", ma senza il motivo o allarmi specifici. Poco dopo avrebbe chiesto un "vettore", ossia uno spazio per rientrare verso l'aeroporto. Dopo meno di un minuto la traccia è sparita dal radar perché l'aereo ha iniziato a scendere in picchiata. Lo ha appreso l'ANSA da fonti qualificate.

 

2 - AEREO PRECIPITATO: NUOVO SOPRALLUOGO PM,ANALISI SCATOLA NERA

INCIDENTE AEREO SAN DONATO MILANESE - VIGILI DEL FUOCO AL LAVORO PER SPENGERE L INCENDIO

 (ANSA) - I pm di Milano Paolo Filippini e Mauro Clerici, che coordinano con l'aggiunto Tiziana Siciliano le indagini sull'incidente aereo di ieri alla periferia sud della città al confine con San Donato, si stanno recando sul luogo della tragedia. Stamane in Procura si è tenuto un vertice tra inquirenti e investigatori. Tra i prossimi passi dell'inchiesta per disastro colposo ci sarà l'acquisizione delle registrazioni delle comunicazioni tra il Piper e la sala radar di Linate e le analisi tecniche sulla scatola nera recuperata ieri. Nell'incidente sono morte 8 persone tra cui un bimbo di circa due anni.

 

3 - AEREO PRECIPITATO: PROSEGUONO RILIEVI, AREA INTERDETTA

(ANSA) - Si è lavorato tutta la notte, alla luce delle lampade fotoelettriche, sul luogo dello schianto dell'aereo da turismo che ieri, dopo il decollo da Linate, è precipitato su una palazzina in ristrutturazione in via Marignano, a Milano, al confine con San Donato Milanese (Milano). Gli ultimi vigili del fuoco sono tornati in sede stamani alle 7, mentre sul posto rimane la Polizia Scientifica per i rilievi e la Polizia Locale per impedire l'accesso alle aree coinvolte dall'incidente aereo, che ha provocato 8 morti.

san donato milanese aereo precipita su una palazzina 14

 

Secondo quanto riferito dalla Polizia Locale oltre a presidiare l'area dello schianto e dell'incendio, e a gestire la chiusura di un ampio tratto di via Marignano, al momento è vietato l'accesso a un parcheggio d'interscambio dell'Atm (la società dei trasporti milanese) e a parte del grande spiazzo dove si trovano le banchine dei mezzi di superficie, abitualmente affollate di viaggiatori, che sono state spostate. La palazzina su cui è precipitato il velivolo, infatti, si trova molto vicino al cosiddetto 'parcheggio dei bus' antistante alla metro MM3 San Donato. (ANSA).

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IL CANTIERE DEL TERMINAL OPERAI SALVATI DAL FESTIVO

S. Bet. per il “Corriere della Sera - ed. Milano”

 

Operai, capicantiere, architetti. Tutte figure che avrebbero riempito la palazzina di San Donato in un giorno feriale. Invece ieri era vuoto l'edificio in via di costruzione contro cui si è schiantato un aereo privato, causando otto vittime.

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«Non c'era dentro nessuno - conferma Michele Pugliese, direttore dei lavori - ma domattina (oggi, ndr ) ci sarebbero stati dentro gli operai. In un altro momento l'impatto poteva causare più morti, soprattutto perché una volta completato ci sarebbe stata dentro la biglietteria, la foresteria degli autisti, gli uffici della stazione».

 

dan petrescu con la moglie regina

A due passi dal capolinea San Donato della linea «gialla» della metropolitana si stava infatti realizzando un nuovo terminal per i bus a media e lunga distanza, sul modello di Lampugnano. Il cantiere, ricostruiscono dal Comune, è iniziato nel 2018 per poi bloccarsi a causa di un ricorso al Tar e di alcune questioni sollevate dalle aziende di trasporto.

 

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Dopo la vittoria di Palazzo Marino di fronte ai giudici amministrativi, i lavori sono ripartiti. Il progetto è stato affidato tramite una gara ad Autostazioni di Milano, che si impegna alla manutenzione per i dieci anni successivi al completamento dell'opera. Il piano di riqualificazione prevede di dare maggiore fruibilità e sicurezza all'hub. Nella palazzina su cui è caduto l'aereo si stavano realizzando una biglietteria, una sala d'attesa con servizi igienici per i viaggiatori, un bar e una foresteria per gli autisti.

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Previsti inoltre pannelli fotovoltaici a copertura delle pensiline e colonnine per la ricarica elettrica. Il progetto comprende poi un'area tecnica per il lavaggio e l'assistenza agli autobus, un parcheggio dedicato alla sosta dei mezzi e uno per le auto private con accesso controllato e recintato.

 

Tra gli altri interventi, l'abbattimento delle barriere architettoniche, il miglioramento della viabilità delle vie limitrofe, l'installazione di un nuovo ascensore per collegare l'autostazione con il mezzanino della M3. Una volta conclusi i cantieri, il nuovo hub sarebbe stato videosorvegliato e coperto da wi-fi e attrezzato con pannelli per dare informazioni ai passeggeri. I lavori erano a buon punto e il taglio del nastro era in calendario per dicembre, ricorda l'architetto Pugliese. Ancora da valutare i danni dell'impatto del velivolo e di conseguenza il destino della nuova autostazione.

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