glory treviso tumore gravidanza

DEATH OR GLORY – LA TRAGICA STORIA DI GLORY, LA DONNA NIGERIANA CHE A TREVISO NON HA VOLUTO RINUNCIARE ALLA GRAVIDANZA NONOSTANTE UN TUMORE AL SENO – HA DECISO DI FARE UN TRATTAMENTO DI CHEMIOTERAPIA PIÙ BLANDO E HA DATO ALLA LUCE LA FIGLIA GRETA. TRE MESI DOPO È MORTA - VIDEO: L'ULTIMA NINNA NANNA

 

 

Silvia Madiotto per il "Corriere della Sera”

 

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia

Il sogno di Glory era guardare negli occhi la sua bambina, non desiderava altro. Anche se un tumore cattivissimo e feroce si era impossessato di una parte del suo corpo, proprio dove Greta stava crescendo mese dopo mese. Glory era arrivata in Italia dalla Nigeria nel 2011 per una vita nuova, sicura, piena di amore, e con Samuele l' aveva trovata, era felice. Non voleva rinunciare a quella gravidanza, che giungeva come un dono del cielo dopo un precedente aborto che l' aveva profondamente addolorata. Così Glory aveva scelto di seguire un trattamento più blando che le avrebbe consentito di curarsi, certo, ma senza mettere a rischio la sua creatura.

 

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia 4

Una scelta condivisa con il marito e i medici, nonostante le avessero spiegato che una terapia meno invasiva poteva risultare meno efficace. La donna però non aveva voluto sentire ragioni. «Ho fede - diceva a tutti -, io sto male ma la bambina è sana, non voglio abortire per sostenere cure più impegnative». L' ha messa al mondo a maggio e tre mesi dopo si è spenta: è stata forte, ma non abbastanza contro quel male.

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia 1

 

È una storia di coraggio quella che racconta Samuele Nascimben, il marito di Glory Obibo, morta domenica a 29 anni: «Era una mamma splendida, solare, parlava del futuro, era piena di entusiasmo.

 

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia 2

Cantava sempre alla nostra bambina. A tutti diceva che stava bene, per non preoccupare i familiari lontani, la malattia era una cosa di cui voleva occuparsi solo lei».

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia 3

La diagnosi è arrivata un mese dopo la bella notizia di essere rimasta incinta: un brutto tumore al seno. I medici dell' ospedale di Treviso hanno offerto alla donna un ventaglio di possibilità terapeutiche e alla fine hanno condiviso la sua decisione: posticipare il trattamento pluri-farmaco dopo il parto per non rischiare di compromettere il feto. «Ne avevamo parlato, le dicevo sei matta - ricorda Samuele, con la voce spezzata dalle lacrime -. Per lei l' unica cosa importante era proteggere Greta. Ora qui a casa c' è un grande vuoto ma la nostra bambina è un miracolo. Quando sarà più grande le parlerò della sua mamma straordinaria che ha dato tutto per lei».

glory la donna che ha rinunciato a curare il suo tumore per far nascere la figlia 6

 

Glory è stata seguita con dedizione dal reparto di Oncologia dell' ospedale Ca' Foncello: dopo la diagnosi di gennaio, a febbraio è iniziato il trattamento mono-chemioterapico, somministrato nei casi che richiedono dosaggi inferiori come le gravidanze, ed è durato fino a maggio, quando è nata Greta. A quel punto è stato possibile cominciare con il trattamento più forte ma il tumore era cresciuto estendendosi ad altre parti del corpo. Glory ha lottato fino all' ultimo giorno per portare a termine quella che per lei era una missione: consentire alla sua Greta di vivere, testimone dell' amore infinito di una mamma.

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