figli cina

LA DEMOGRAFIA E' UN'ARMA – LA CINA METTE AL BANDO GLI ABORTI PER SCOPI "NON MEDICI" PER TENTARE DI BLOCCARE L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE: UNA CRISI DEMOGRAFICA FRUTTO DELLA DISASTROSA LEGGE DEL FIGLIO UNICO CON CUI IL PARTITO È ENTRATO NEI LETTI DEI SUOI CITTADINI PER IMPEDIRE DI FARE BIMBI COME CONIGLI - MA LE CONSEGUENZE SI SENTONO E ORA CHE I LIMITI AL NUMERO DI PARGOLI STA CROLLANDO, SI PASSA A…

Marco Respinti per il “Corriere della Sera”

 

CINA FIGLI

«Quante divisioni ha il Papa?», avrebbe chiesto ai sodali stupefatti l'ex seminarista Stalin a Jalta con fare da macho. La domanda aleggia sul mare nel nonsense da più di 70 anni, ma nella versione dello pseudo-taoismo tecnocratico del neo-post-nazional-comunismo cinese suona: «quanti figli servono oggi alla patria?».

 

Oggi parecchi, quindi le famiglie-fabbriche li producano in serie, come ha stabilito ieri un pacchetto di misure varate dal regime per migliorare la «salute riproduttiva delle donne» che include la riduzione degli aborti per «scopi non medici». Questo però non perché Pechino sia stata convinta da Papa Francesco, che in materia usa le parole più dure di tutto il magistero pontificio, ma perché la Cina invecchia rapidamente.

aborto 3

 

CRISI DEMOGRAFICA

L'11 maggio l'Ufficio nazionale di statistica ha reso noti i dati del censimento effettuato nel dicembre 2020, documentando il tasso di crescita demografica più basso mai registrato dal 1955. Ora del 2050 il Paese perderà 32 milioni di abitanti e dei restanti un terzo sarà over 60 anni, vanificando quel po' di ceto medio che è comunque cresciuto dalla seconda metà degli anni 1970 e sgretolando la solidarietà intergenerazionale, cioè i due pilastri del welfare vero.

cina figlio unico

 

Morale, la politica sulla popolazione perseguita sin qui da Pechino è un disastro. Perché, rispetto ai tanti altri Paesi che languono nell'inverno demografico, Pechino l'ha fatta ancora più grossa.

 

Quando il fanatismo di Mao Zedong spinse il Paese, essenzialmente agricolo, a voler superare la produzione industriale occidentale, si aprì la stagione di carestie costate, contano specialisti quali Frank Dikötter (Paesi Bassi) e Yang Jisheng (Hong Kong), decine di milioni di vite, cannibalismo dei disperati compreso. Persino dopo Mao le bocche da sfamare restarono troppe e così, nel 1979, alle coppie fu imposto il figlio unico, sterilizzando le donne, praticando milioni di aborti, lasciando morire i neonati sfuggiti, vendendo come "orfani" gli scampati.

 

cina figlio unico

338 MILIONI DI MORTI

Su Amazon Prime Video la regista cinese Nanfu Wang, una sopravvissuta e mica una pro-lifer accanita, ne offre un carotaggio agghiacciante nel documentario One Child Nation. Nel 1982 la pratica fu persino inserita nella Costituzione cinese, tanto la macchina funzionava bene. Nel 1998 la tv di Stato arrivò a vantarsi di avere impedito 338 milioni di nascite.

 

cina figlio unico

Sin troppo. Per questo il 27 dicembre 2015 il regime ha aperto al secondo figlio (per i terzi stessa fine), il 31 maggio scorso al terzo (per i quarti medesima sorte) e oggi dà semaforo tutto verde. Molto presto, infatti, le braccia giovani non saranno in numero sufficiente a sfamare le bocche oramai invecchiate dei figli unici di uno Stato che si infila con il pallottoliere persino sotto le lenzuola dei propri cittadini. E che comunque, mai smettendo di considerare la demografia un'arma economica, cioè politica, continua - lo documentano rapporti indipendenti meticolosi - a impiegare volentieri sterilizzazione e aborto coatto nel genocidio di uiguri e tibetani.

cina figlio unicocina figlio unico CINA POLITICA DEL FIGLIO UNICO CINA POLITICA DEL FIGLIO UNICO LA POLITICA DEL FIGLIO UNICO IN CINACINA POLITICA DEL FIGLIO UNICO LA POLITICA DEL FIGLIO UNICO IN CINALA POLITICA DEL FIGLIO UNICO IN CINAcina figlio unico

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?