italia rinascita europeo

DEVONO ANCORA INVENTARLO UN MODO PER FARCI CONTENTI - SECONDO IL “WORLD HAPPINESS REPORT”, IL RAPPORTO MONDIALE SULLA FELICITÀ, NEL 2021 DELLA RIPRESA ECONOMICA E DELLA VITTORIA DEGLI EUROPEI DI CALCIO L'ITALIA È STATA MENO FELICE DEL 2020, ANNO DI PANDEMIA E LOCKDOWN. ASPETTIAMO CON ANSIA I DATI PER IL 2022, CON LA GUERRA E LA MANCATA QUALIFICAZIONE MONDIALE - PER IL QUINTO ANNO CONSECUTIVO, IN TESTA C’È LA FINLANDIA, SEGUITA DA DANIMARCA E ISLANDA: NEI PRIMI OTTO POSTI CI SONO SOLO PAESI DEL NORD EUROPA - CHIUDE L'AFGHANISTAN AL 146ESIMO POSTO. PER TROVARE L'ITALIA DOBBIAMO SCENDERE AL...

Antonio Calitri per “Il Messaggero

 

italia campione d europa

Nel 2021 della ripresa economica e della vittoria degli Europei di calcio, l'Italia è stata meno felice del precedente anno, quello in cui era scoppiata la pandemia e c'era stato il lockdown. È il primo dato che salta all'occhio del decimo World Happiness Report, il rapporto mondiale sulla felicità pubblicato la settimana scorsa.

 

La ricerca nasce dalla risoluzione Felicità, verso una definizione olistica di sviluppo dell'Assemblea Generale dell'Onu del 2011 che invitava i governi di tutti i paesi del globo a dare più importanza al benessere e alla felicità delle popolazioni, e viene realizzata dal 2012 analizzando la percezione dello stato d'animo degli abitanti di ciascun Paese.

 

roma dall'alto durante il lockdown foto mezzelani gmt 27

L'analisi si basa su numerosi indicatori che vanno dai tassi di criminalità all'aspettativa di vita, dalla corruzione all'assistenza sanitaria, dalla libertà individuale alle risorse naturali e artistiche, dall'economa al lavoro ma soprattutto a una sorta di autovalutazione che fanno le persone sulla loro esistenza è risultata.

 

IL PRIMATO FINLANDESE

Per il quinto anno consecutivo, la Finlandia è risultata il Paese più felice del mondo, seguita da Danimarca e Islanda. Ma nella classifica del 2022 che tecnicamente è una media tra 2019, 2020 e 2021, nei primi otto posti della classifica ci sono solo paesi del Nord Europa.

 

FELICITA FINLANDIA 2

Top ten che si chiude con Israele al nono posto e Nuova Zelanda al decimo. Chiude invece l'intera classifica l'Afghanistan al 146° posto. Per trovare l'Italia dobbiamo scendere al 31° posto, dietro Germania, Regno Unito, Francia e Spagna ma anche dopo Arabia Saudita, Taiwan, Romania e Uruguay.

 

Una posizione che sembrerebbe molto negativa ma che, come spiega il professor Salvatore Vassallo, docente di Scienza politica e analisi dell'opinione pubblica all'Università di Bologna, «si può giustificare con l'atteggiamento meno indulgente che hanno gli italiani nel giudicare se stessi più che un'effettiva situazione così negativa.

 

HELSINKI 2

Sicuramente i paesi scandinavi, che guidano la classifica, hanno delle condizioni economiche migliori, degli standard ambientali e urbanistici di primo ordine, offrono delle migliori prestazioni sociali, le società sono più coese ma hanno anche i loro problemi. E sono pronto a scommettere che tanta gente nel mondo sogna di trasferirsi in Italia più che in paesi freddi e con poca luce come quelli».

 

È d'accordo con quest'analisi anche Guido Ortona, esperto di economa sperimentale ed ex docente dell'Università del Piemonte orientale, secondo il quale «non vanno confrontati i dati dei diversi Paesi perché per farlo bisognerebbe fare esattamente le stese domande, avere gli stessi campioni.

 

Più interessante è invece l'analisi sui movimenti subiti da uno stesso paese per capire come è cambiata la percezione della felicità di anno in anno, se migliora o peggiora». E proprio analizzando questi scostamenti emerge la notizia sorprendente per l'Italia. Perché se nel 2020 eravamo al 25° posto nella classifica del World Happiness Report, lo scorso anno siamo scesi al 31° posto.

NEONATO NELLE MANI DI UN SOLDATO AMERICANO IN AFGHANISTAN

 

E anche senza il confronto con gli altri paesi, secondo i parametri del World Happiness Report il nostro punteggio è passato dai 6.488 punti della classifica 2020 ai 6.467 di quella del 2021. Un arretramento non da poco, perché ha permesso a ben sei paesi di superarci. Difficile spiegare come questa frenata sia avvenuta proprio lo scorso anno. Nel 2020 il paese, con lo scoppio della pandemia era paralizzato, disorientato, chiuso in casa.

 

L'anno successivo invece, si è ripresa l'economia, sono tornate le assunzioni, è cresciuto il Pil, sono arrivati i vaccini che hanno fatto sperare nella fine del Covid e ancora l'Italia ha vinto inaspettatamente gli europei di calcio e importanti medaglie a Tokio.

 

RAPPORTO SULLA FELICITA

«A livello statistico» sostiene Vassallo, «sono variazioni insignificanti e potrebbero essere addirittura inferiori al margine di errore delle stesse ricerche e riflettono atteggiamenti di fondo delle persone influenzati da caratteristiche sociali e culturali che cambiano poco anche in presenza di circostanze eccezionali».

 

Paradossalmente però, spiega Ortona, «nel 2020, secondo una mia impressione, proprio la pandemia e il lockdown hanno fatto emergere un sentimento di solidarietà e cooperazione negli italiani che invece, quando è ripartita la vita normale e i problemi di sempre, è stato messo da parte. Senza dimenticare che non si sono pagate le tasse, seppur per una sospensione, e questo rende più felici molte persone».

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI