anna wintour

IL DIAVOLO VESTE VINTAGE – ANNA WINTOUR, DIRETTRICE “A VITA” DI VOGUE, BENEDICE IL RICICLO E BACCHETTA LE “FASHIONISTE” SEMPRE PIÙ INNAMORATE DEI VESTITI USA E GETTA - UN MODO PER SDERENARE L’INDUSTRIA DEL LOW COST E INCENSARE GLI ABITI DA PASSERELLA CHE RIMANGONO ACCESSIBILI SOLO DALL’ÉLITE: “SIAMO NOI A DOVER INSEGNARE L'IMPORTANZA DI INDOSSARE PIÙ VOLTE GLI ABITI, CONSERVARLI CON CURA E PASSARLI AI FIGLI…”

Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

anna wintour

E se il diavolo vestisse vintage? Si sa, Anna Wintour, la regina della moda che da decenni impone tutto ciò che fa tendenza, non la manda mai a dire. L' ultima tirata d' orecchie a chi pretende di saperla lunga in fatto di stile, arriva attraverso una lunga intervista concessa all' agenzia di stampa Reuters a margine di un evento organizzato da Vogue Grecia ad Atene.

 

Una vera bacchettata a quelle "fashioniste" sempre più innamorate degli abiti usa e getta. Prodotti modaioli e a basso costo distribuiti da certi marchi commerciali, che secondo uno studio di McKinsey & Company hanno ormai inondato il mercato: con la produzione globale di abbigliamento raddoppiata negli ultimi 15 anni, proprio come il numero di capi acquistati ogni anno da ciascuno di noi, salito del 60 per cento.

marisela federici indossa un abito vintage di christian dior (2)

 

«Quei vestiti sono anti-ecologici e anti-etici, realizzati con materiali scadenti e sfruttando il lavoro delle persone» tuona l' ormai settantenne "direttrice a vita di Vogue ", come il Ceo di Condé Nast, Bob Sauerberg, la definì un anno fa, per zittire le voci che la volevano pronta alla pensione dopo trent' anni alla guida della Bibbia della moda.

 

anna wintour

Macché. Forte dell' iconico taglio a caschetto che da quando ha 14 anni le permette di attraversare a testa alta ogni moda e stagione e degli inseparabili occhiali da sole indossati costantemente pure in ufficio, l' ispiratrice di quella Miranda Priestly interpretata da Meryl Streep ne "Il Diavolo veste Prada", nell' intervista si spertica in un vero elogio del riciclo.

 

beyonce kim kardashian anna wintour

Richiamando all' ordine non solo le aziende ma anche i giornali: «Siano noi a dover insegnare l' importanza di indossare più volte gli abiti, conservarli con cura e passarli ai figli, magnificandone la fattura, la creatività, l' unicità immutata dell' eleganza ». Un messaggio cui il mondo dell' alta moda, sempre più impegnato a rafforzare le proprie credenziali ecologiche ed etiche, è particolarmente sensibile. E che Anna, d' altronde, da tempo sostiene dando l' esempio: mostrandosi spesso con gli stessi tailleur, magari abbinati a diversi accessori.

 

franca sozzani e anna wintour

Lo fanno, d' altronde, anche i volti più giovani della casa reale britannica: Meghan Markle, la sposa americana del principe Harry e la duchessa di Cambridge Kate Middleton, moglie dell' erede al trono William, addirittura ribattezzata dai giornali inglesi "regina del riciclo".

anna wintour e la figlia

 

L' usato sicuro piace perfino sui red carpet di Hollywood. Dall' indimenticabile Armani di pizzo nero sfoggiato nel 2014 dall' attrice Cate Blanchett prima a Cannes e poi ai Golden Globes, fino al Jean Paul Gaultier mozzafiato - e vecchio di 25 anni - indossato da Cardi B quest' estate alla prima di "Hustlers". «Il segreto della vera eleganza è la qualità di ciò che s' indossa. Quel che manca, cioè, all' usa e getta». Parola di diavolo vintage.

LA REGINA ELISABETTA E ANNA WINTOUR

abiti vintage chap olympiadmarisela federici indossa un abito vintage di christian dior (3)

met gala 2018 anna wintour 1anna wintourRAVASI DONATELLA VERSACE ANNA WINTOURanna wintour alla settimana della moda di milanomet gala 2018 anna wintour

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…