DIS-ASTRAZENECA – GERMANIA, FRANCIA, OLANDA, SVEZIA, ISLANDA, FINLANDIA E CANADA HANNO DECISO DI LIMITARE L' USO DEL VACCINO ANGLO-SVEDESE ALLE PERSONE ANZIANE (IN GENERE AGLI OVER 60). LE NUOVE INDAGINI DELL’EMA SULLE CORRELAZIONI CON I RARI CASI DI TROMBOSI. SI VA VERSO LO STOP ANCHE ALLE DONNE SOTTO I 55 ANNI – INTANTO L'AZIENDA HA SOSPESO LA SPERIMENTAZIONE SUI BAMBINI – E RISCHIA ANCHE IL VACCINO JOHNSON &JOHNSON. ECCO IL MOTIVO

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1 - EMA, NUOVO VERDETTO SU ASTRAZENECA VERSO LO STOP ALLE DONNE PIÙ GIOVANI

Francesca Basso per il "Corriere della Sera"

 

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Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca e le correlazioni con i rari casi di trombosi segnalati in vari Paesi, specie tra le donne più giovani, sono al centro delle ulteriori indagini che sta conducendo l' Ema: «La commissione della farmacovigilanza che valuta il rischio (Prac) non ha ancora raggiunto una conclusione. La revisione è in corso. Terremo una conferenza stampa non appena il lavoro sarà terminato, domani (cioè oggi, ndr ) o giovedì».

 

Germania, Francia, Olanda, Svezia, Islanda, Finlandia e Canada hanno già deciso di limitare l' uso del vaccino alle persone anziane (in genere agli over 60). L' Agenzia europea per il farmaco ha fatto la precisazione dopo che Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di Ema, in un' intervista al Messaggero ha detto che «ora è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto tra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine». «In sintesi: nelle prossime ore diremo che il collegamento c' è - ha spiegato - come questo avviene dobbiamo però ancora capirlo».

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Parole che hanno fatto scoppiare un caso. AstraZeneca ha annunciato una sospensione della sperimentazione in corso per la somministrazione del suo vaccino a bambini e adolescenti in attesa che l' ente regolatorio britannico (Mhra) verifichi il possibile legame con casi di trombosi negli adulti. Intanto l' Organizzazione mondiale della sanità ha fatto sapere che «al momento non ci sono legami tra trombosi e vaccino AstraZeneca»: «È importante ribadire che i benefici continuano a superare i rischi», ha detto Rogério Paulo Pinto de Sá Gaspar, direttore del dipartimento di regolamentazione e prequalificazione dell' Oms. E il premier britannico Boris Johnson ha invitato i suoi cittadini a continuare a vaccinarsi con AstraZeneca.

 

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L' aspettativa è che l' Ema possa decidere delle limitazioni d' uso per particolari categorie, valutando lo specifico rapporto rischio-beneficio ad esempio per le donne sotto i 55 anni e tra tutti gli under 60.

 

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ieri ha detto che «è possibile, per maggiore precauzione, che l' Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non usare il vaccino di AstraZeneca»: l' Agenzia europea «può cioè individuare dei sottogruppi di popolazione che presentano un comun denominatore per un maggiore livello di rischio, e valutare il rapporto causa-effetto in tali gruppi».

 

Cavaleri ha spiegato che il lavoro di valutazione è «lontano dall' essere concluso», «questa settimana inizieremo a dare delle definizioni preliminari, ma difficilmente arriveremo a indicare dei limiti di età come hanno fatto vari Paesi. Per la semplice ragione che noi siamo un' agenzia regolatoria e dobbiamo avere dati molto precisi sul rapporto rischio-benefici», mentre «le agenzie di salute pubblica che gestiscono le varie campagne di vaccinazione hanno diverse opzioni a disposizione».

 

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2 - "NIENTE ASTRAZENECA SOTTO I 60 ANNI" STRETTA IN ARRIVO E RISCHIA ANCHE J&J

Paolo Russo per "la Stampa"

 

Non c' è pace per il vaccino di AstraZeneca, che a breve potrebbe essere vietato agli under 55 o a chi è sotto i 60 anni anche in Italia, seguendo l' esempio di Germania, Canada, Norvegia, Olanda e Danimarca che hanno deciso di utilizzarlo solo dalla sessantina in su o addirittura di sospenderlo. La decisione dell' Aifa, la nostra Agenzia del farmaco, arriverà subito dopo il pronunciamento dell' Ema, l' omologa europea, che già oggi potrebbe sovvertire il parere espresso poco tempo fa dicendo che sì, c' è un nesso causale tra il ribattezzato «Vaxzevria» e le rare trombosi cerebrali dei seni venosi rilevate in Europa negli ultimi due mesi.

 

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L' Ema probabilmente non arriverà a porre limiti di età per l' utilizzo del siero anglo-svedese. Questo perché, come ci spiega una fonte autorevole di Amsterdam, «serviranno più tempo e studi più approfonditi per capire in che misura il rapporto rischio-beneficio per determinate fasce di età resta a vantaggio del vaccino». E poi l' Ema considererà il fatto che AstraZeneca ha poche alternative nei Paesi dell' Est, che hanno optato massicciamente sul ben più economico ritrovato di Oxford.

 

Ma del fatto che ci sia una connessione tra questo vaccino, le trombosi cerebrali e alcuni tipi di eventi emorragici, gli esperti riuniti ad Amsterdam ne sono oramai convinti. E stanno esaminando uno studio tedesco secondo il quale in alcuni rari casi il vaccino darebbe luogo a una risposta immunitaria che va a ridurre le piastrine nel sangue, generando quei rari eventi avversi segnalati da diversi Paesi. Sappiamo poi che i casi si sono verificati quasi esclusivamente nella popolazione sotto i 55 anni e che l' 80% ha colpito le donne. E gli esperti dell' Ema sospettano che potrebbe esserci una predisposizione genetica, anche se serviranno studi più approfonditi per accertarlo.

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L' incidenza dei casi sul numero di vaccinati resta bassissima, sicuramente di gran lunga inferiore alle morti provocate dal virus nella popolazione anziana. Ma i 31 eventi trombotici segnalati in Germania pur su 2,7 milioni di vaccinati hanno destato allarme perché si sono verificati in soli due mesi, con un' incidenza superiore a quella di 3 casi l' anno su 100 mila persone che si riscontrano nella popolazione generale. In Gran Bretagna, dopo averli contati sulle dita di una mano ora si è arrivati a 30 casi e il numero sale rapidamente. Segno che forse prima non erano stati segnalati dal sistema di sorveglianza.

 

vaccino astrazeneca 1 vaccino astrazeneca 1

Su cosa scateni questo attacco alle piastrine del sangue per ora non ci sono certezze, ma gli esperti dell' Ema iniziano a sospettare che la causa potrebbe essere proprio nel vettore, l' adenovirus che trasporta la proteina spike, che a sua volta genera la risposta immunitaria. E se così fosse la campagna vaccinale potrebbe subire un altro colpo, questa volta ferale, perché lo stesso meccanismo, anche se con adenovirus umani e non dello scimpanzè, è adottato dal vaccino targato Johnson & Johnson e anche da quello tutto made in Italy di Reithera in fase sperimentale.

 

In attesa di un segnale, da Amsterdam a Roma si intensificano i colloqui tra l' Aifa e il Ministero della Salute, dove prende sempre più piede l' idea di limitare la somministrazione di AstraZeneca agli over 55-60, visto che tra la popolazione anziana il vaccino ha dimostrato di funzionare senza scatenare eventi trombotici.

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L' orientamento per il richiamo è di non cambiare vaccino, come ha fatto invece la Germania. Questo perché non ci sono evidenze che la risposta immunitaria poi perduri nel tempo.

 

Certo, il nuovo stop al vaccino anglo-svedese costringerebbe le Regioni a sconvolgere ancora una volta la loro agenda delle prenotazioni.

 

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Ma non è questo a preoccupare il ministro Speranza e i suoi, perché per immunizzare i più giovani le dosi di Moderna e Pfizer ci sono. E di quest' ultima il Commissario per l' emergenza, il generale Paolo Francesco Figliuolo, ha annunciato proprio per oggi la consegna di un milione e mezzo di dosi. Il problema semmai è l' effetto che l' ennesima giravolta potrà avere tra la popolazione, dove la diffidenza nei confronti di «Vaxzevria» sembra montare.

 

VACCINO JOHNSON&JOHNSON VACCINO JOHNSON&JOHNSON

A ieri il 46% delle dosi di AstraZeneca risultava riposare in frigo in attesa di braccia pronte ad accogliere il siero. Certo, anche Moderna ha il 50% di dosi ancora non utilizzate e il sospetto che la fuga dal ritrovato di Oxford sia iniziata c' è, come testimoniano le centinaia di richieste a Napoli di cambio vaccino, il 20-30% di prenotati che non si è presentato all' hub di Cagliari o l' assalto a Roma alle prenotazioni in quei centri vaccinali dove si sa che di dosi con il marchio AstraZeneca ce ne sono poche o nulla.

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