uova uovo

DOLCE STIL UOVO - MOLTE AZIENDE PRODUTTRICI DI UOVA STANNO TORNANDO ALLE "VECCHIE MANIERE" PER ASSICURARE UNA COLTURA PIÙ SOSTENIBILE ED ETICA - LE UOVA VENGONO CLASSIFICATE PER IL TIPO DI MANGIME, LO SPAZIO RISERVATO ALLE GALLINE E IL TIPO DI GABBIA, CON LE VARIAZIONI CHE DIVENTANO UN "MARCHIO" DI QUALITÀ E AFFIDABILITÀ - MOLTI PARLANO ADDIRITTURA DI "UOVO 2.0", MA LA VERITÀ È CHE I METODI PIÙ EFFICACI SONO PROPRIO QUELLI PREINDUSTRIALI…

uova 1

Gemma Gaetani per “La Verità”

 

Secondo l'ultimo report Ismea disponibile, nel 2020 in Italia sono state deposte 12,6 miliardi di uova, prodotte da 41 milioni di galline ovaiole di oltre 2.600 allevamenti. Secondo i dati Anagrafe nazionale, nel 2020 il 49% dei capi in deposizione è allevato «a terra», il 42% in allevamenti con «gabbie arricchite», il 4% in allevamenti all'aperto e il 5% in allevamenti biologici.

 

uova 10

Sono meno del 10% i capi che passano parte della giornata all'aria aperta, circa 3 milioni e mezzo e di cui quasi 2 milioni certificati biologici. Cosa vuol dire allevamento bio? E gabbia arricchita? La gabbia arricchita, leggermente più capiente di quella convenzionale, è stata imposta dalla Direttiva comunitaria 74/1999 da noi attuata il 3 gennaio 2012. Ogni singolo uovo deve avere stampato un codice alfanumerico e la data di scadenza.

 

Il primo numero che lo compone indica proprio il tipo di allevamento: 0 per le uova biologiche, 1 per l'allevamento all'aperto, 2 a terra, 3 in gabbia arricchita. Dopo, due lettere indicano il paese dell'Unione Europea nel quale le uova sono state deposte (IT sta per Italia), poi il codice Istat del Comune di produzione e della provincia, infine il numero che identifica l'allevamento.

 

uova 11

Cosa vuol dire «0 uova biologiche»? Che le galline devono mangiare biologico e avere spazio: massimo 6 galline per metro quadrato all'interno, con limite massimo per allevamento di 3.000 galline, zona esterna obbligatoria, di 4 metri quadrati per gallina. E «1 all'aperto»? Al massimo 9 galline per metro quadrato, con spazio esterno, anche qui obbligatorio, di 4 metri quadrati per gallina senza limiti di numero di capi.

uova 4

 

OCCHIO AI METRI QUADRATI

Nel codice 2 «allevamento a terra», abbiamo sempre 9 galline per metro quadrato ma senza spazio esterno né limite di capienza. Nell'allevamento «3 in gabbia», ora arricchita, le galline hanno 750 centimetri quadrati, poco più dei 550 delle vecchie gabbie, non c'è spazio esterno né limite di capienza.

 

Questo codice è stampato solo sull'uovo, mentre sulla confezione non si vede: vi compaiono però frasi che indicano per esteso quanto esso sintetizza. Sulla confezione troviamo anche l'indicazione della categoria.

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Categoria A vuol dire guscio pulito e intatto, camera d'aria non superiore a 6 millimetri e 4 millimetri nella categoria Extra, albume pulito, nessun odore, né trattamenti di conservazione. Le uova che non hanno queste caratteristiche finiscono in categoria B, uova di seconda qualità o conservate. La categoria C è per le uova declassate e destinate all'industria alimentare.

 

Oggi tutto viene ripensato e, spesso, ricreato. Quando l'avvento della nuova versione riguarda il cibo, ci troviamo quasi sempre di fronte a neoalimenti che lasciano insoddisfatti e nostalgici della versione classica. Nel caso dell'uovo, pare accadere il contrario.

 

uova 3

L'uovo 2.0 si ribella al fatto che l'allevamento di galline abbia talvolta acquisito le caratteristiche proprie della concezione industriale e interviene su ogni aspetto: ricovero interno, spazio esterno, nutrizione. Il vegano è insoddisfatto ugualmente, perché l'allevamento virtuoso comunque concepisce l'animale come materiale produttivo in mano all'uomo.

 

uova 2

Tuttavia, in questo allevamento gentile si ritorna al rapporto che l'uomo intratteneva con l'animale nell'allevamento preindustriale. Seppure queste uova siano spesso brandite come status symbol in virtù del costo più alto dell'uovo di allevamento 3, la cosa che più conta è che veicolino l'idea che un nuovo uovo è possibile. Il più noto produttore di nuovo uovo è Paolo Parisi. Nel podere Le Macchie di Usigliano di Lari (Pisa) 2.000 galline ovaiole pascolano in area recintata assumendo come fonte proteica il latte delle capre già allevate dall'azienda.

 

uova 6

Un «riciclo» che ha trasformato queste uova in leggendarie per chef e pasticceri per l'alto livello proteico del tuorlo che, montato, incamera tre volte più aria di un uovo canonico. Il packaging di Oliviero Toscani ha fatto il resto: l'ovale della testa di Paolo Parisi accanto a un uovo e lo slogan «Cerco il pelo nell'uovo», così come l'impressione della firma anche sul guscio, solletica l'idea dell'«uovo griffato» e del «superuovo».

 

Altro uovo di ricerca è il Fantolino selezione chef di Davide Oldani, parte dei prodotti Foo' d e risultato della ricerca dell'«uovo ideale per dar vita alle migliori ricette dell'alta cucina», da galline alimentate con l'«antica formula» dell'azienda e seguendo le indicazioni dello chef.

uova 9

 

Altro ancora è Luovo dell'azienda agricola Il fiore delle Dolomiti di Belluno, Limana: le galline sono allevate secondo le 5 libertà fondamentali del Brambell Report del 1965, ovvero libertà dalla fame, dal dolore, dalle malattie, da paura e stress e di vivere in un ambiente adeguato e ascoltano musica classica.

 

LE CINQUE REGOLE

Le uova usate dagli Alajmo e dal panificatore brianzolo che ha rielevato il pane a prodotto pregiato Davide Longoni sono le uova di montagna di Valle San Felice sul lago di Garda, che vivono in 1 ettaro di bosco tra i castagni.

 

uova 7

L'uovo e la canapa (anche i nomi delle uova sono ricercati, ricordano quelli di quadri o romanzi) sono le uova abruzzesi di Silvia Bambagini Oliva e la madre Marisa Colitti, alimentate con mais, crusca e semi di canapa. Le uova del rapace di Beano di Codroipo aspirano a compiere «la rivoluzione della gallina», riportando il pollaio alla concezione del pollaio di casa con 250 «galline felici».

 

GALLINE

Delle uova di selva parliamo sotto nell'intervista all'ideatore, che ha imposto un ritmo umano non solo all'allevamento, ma anche a esportazione e consegna. Dal punto di vista nutrizionale, un'indagine della Regione Veneto pubblicata nel 2011 ha evidenziato come le uova provenienti da galline biologiche e/o allevate all'aperto presentano maggiori livelli di acidi grassi polinsaturi e omega 3 rispetto alle uova di allevamento a terra e in gabbia e le ha definite qualitativamente migliori. Si parla di decimali e mg, ma per molti, unito al pensiero che la gallina veda terra e sole, fa tanta differenza.

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