andrew yang

IL DONO DELL’UBIQUITÀ – PROBABILMENTE NON FARÀ MOLTA STRADA NELLA CORSA ALLA CASA BIANCA MA ANDREW YANG, CANDIDATO ALLE PRIMARIE DEM, VUOLE USARE DEGLI OLOGRAMMI IN 3D PER ARRINGARE I SUOI SUPPORTER IN PIÙ CITTÀ SIMULTANEAMENTE – YANG HA UN SEGUITO TRA I GIOVANISSIMI GRAZIE ALLA COSTANTE PRESENZA ONLINE E ALLA NASCITA DI DIVERSE COMMUNITY SPECIALIZZATE NELLA CREAZIONE DI MEME (VIDEO)

 

Umberto Stentella per "tech.everyeye.it"

 

andrew yang

Andrew Yang si conferma uno dei politici più tech friendly tra quelli che si sono candidati alle primarie del Partito Democratico, ora vuole usare dei sofisticati ologrammi di sé stesso in 3D per arringare i suoi supporter in più città simultaneamente.

 

Di Andrew Yang abbiamo già parlato recentemente, l'imprenditore è uno dei candidati alle primarie del Partito democratico ed ha incentrato la sua campagna elettorale sul tema dell'automazione del mondo del lavoro — un fenomeno che non vuole fermare, ma a cui crede sia necessario rispondere con il reddito di base universale.

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Yang si è costruito un nutrito gruppo di fan giovanissimi grazie ad una invidiabile presenza online, e alla nascita di diverse community specializzate nella creazione di meme.

 

Se si è molto interessati ai temi tech, potrebbe essere uno dei due candidati alla Presidenza degli Stati Uniti da tenere sottocchio con maggiore attenzione — l'altro, se deciderà di candidarsi nuovamente, è John McAfee.

 

Durante il programma TMZ Live Andrew Yang ha presentato uno degli strumenti hi-tech che ha intenzione di utilizzare durante la campagna elettorale: un suo sofisticato ologramma in 3D che sarà proiettato in più città contemporaneamente, in questo modo spera di poter raggiungere un pubblico più vasto bruciando meno risorse.

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Per il momento la tecnologia è stata testata usando un ologramma del rapper Tupac, che sembrerebbe essere uno degli idoli dell'imprenditore democratico.

 

"Stavo facendo una demo dimostrativa dell'ologramma in modo da poterlo inviare in Iova o altri Stati in bilico", ha spiegato a TMZ Live commentato un frame dove lo si vede assieme alla riproduzione 3D del rapper.

 

Se l'idea vi suona come già vista è perché è proprio così, prima di Yang ci aveva già pensato il candidato alle presidenziali francesi Melanchon, che aveva utilizzato lo stesso espediente per essere in più piazze allo stesso tempo.

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Massimo Gaggi per "www.corriere.it"

 

Nell’America già proiettata verso le elezioni del 2020, chi non vuole la riconferma di Trump guarda con preoccupazione all’ammassarsi di candidati democratici che spesso spaventano l’elettorato moderato con proposte radicali.

 

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Molti commentatori prevedono un testa a testa tra due politici bianchi della East Coast molto stagionati (il più vecchio presidente della storia americana, se eletti) e vulnerabili agli attacchi di Trump: Sanders per via del suo dichiarato socialismo, già ampiamente demonizzato dalla Casa Bianca, Biden per le scelte contraddittorie del suo passato (dall’aborto alla guerra in Iraq) e i problemi con giovani e donne. I siti di scommesse confermano il distacco dei due «grandi vecchi» rispetto a Kamala Harris, Beto O’Rourke e gli altri.

 

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Ma tra i nomi dei politici che inseguono, ora troviamo un candidato, Andrew Yang, che, benché sconosciuto ai più, sembra avere, almeno per gli scommettitori, più chance di senatori celebri come Elizabeth Warren e Cory Booker. 44 anni, figlio di uno scienziato immigrato da Taiwan, imprenditore di start up digitali, Yang è un outsider che probabilmente non farà molta strada nella corsa alla Casa Bianca, ma potrebbe deviarne il corso con le sue proposte popolari e spiazzanti e una campagna scanzonata e anti-ideologica, piena di meme e slogan accattivanti.

 

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Tecnologo convinto che i robot creeranno problemi occupazionali crescenti, propone, come ammortizzatore, di dare mille dollari al mese a tutti i cittadini dai 18 ai 64 anni. Ma, anziché chiamarlo sussidio o reddito di cittadinanza, usa l’espressione freedom dividend, dividendo della libertà. Da finanziare con un’imposta sul valore aggiunto delle imprese e riducendo altre voci del welfareattuale.

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Cosa che gli consente di dire che la sua non è una ricetta socialista: «Sono capitalista, ma voglio un capitalismo dal volto umano: humanity first». Appello che, insieme a tante altre proposte che vanno dalla sanità universale al divieto delle robocall, le telefonate automatiche a fini commerciali, al no alla circoncisione (pratica frequente negli ospedali americani) gli ha attirato la simpatia di giovani e giovanissimi, con un esercito di attivisti volontari, autodefinitosi Yang Gang, che lo sostiene in rete.

 

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Piace anche a destra, perfino a gruppi razzisti, cosa che gli sta creando non pochi problemi. Ha già oltre 80 mila finanziatori della campagna, cosa che gli garantisce l’accesso ai primi dibattiti televisivi. Farà rumore.

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