ponte di genova

DOPO LA TRAGEDIA DEL MORANDI, IL PONTE RIAPPARE SU GENOVA – “SARA’ PRONTO PER L’ESTATE” – OGGI, QUANDO LA TRAVE DA 2MILA TONNELLATE VERRÀ COLLOCATA AL SUO POSTO, SARÀ COMPLETATA LA METÀ DEI 1100 METRI PREVISTI DAL PROGETTO DEL NUOVO VIADOTTO GRIFFATO RENZO PIANO – IL GOVERNATORE TOTI: “NONOSTANTE LA PIOGGIA, IL VENTO, L' AMIANTO, LE DIFFICOLTÀ DELLA DEMOLIZIONE, I TEMPI SONO STATI RISPETTATI. CE LA STIAMO FACENDO” - VIDEO

Marco Menduni per “la Stampa”

 

ponte di genova

La tensione del momento sta tutta nello sguardo affaticato dell' assistente di cantiere che sospira: «È tutto il giorno che lavoriamo, adesso finalmente si parte». Detto fatto. Sono le 18.42 quando attiva il via e gli strand jack, i giganteschi martinetti idraulici capaci di sollevare pesi straordinari, iniziano a marciare.

 

È un movimento lento, quasi impercettibile, quello che stacca dai sostegni a terra le duemila tonnellate della trave che questa mattina sarà al suo posto, tra le pile otto e nove del nuovo viadotto sul Polcevera disegnato da Renzo Piano. Quasi cento metri di lunghezza (97 per la precisione) di quella che sarà la nuova carreggiata del ponte. Sale di 5 metri all' ora, per incastonarsi perfettamente a quota quaranta.

 

In questa straordinaria lotta contro il tempo per restituire a Genova, alla Liguria, a tutta Italia il nuovo collegamento dopo il disastro e la tragedia del Morandi, questa giornata contiene in sé più elementi dal forte impatto simbolico.

 

ponte di genova

Il primo: terminata questa operazione, il percorso è a metà dell' opera: metà dei 1.100 metri previsti dal progetto di Piano. E ora si corre: la settimana prossima saliranno in quota altre due travi da 50 metri e l' intera skyline sarà completata entro il 19 marzo (ma per precauzione si indica la data del 30); non sarà ancora la fine, perché ci saranno altri lavori da terminare, poi l' asfaltatura e la delicata fase dei collaudi.

 

Ora il ponte sembra ancora un gigante sdentato. Ma tra un mese e mezzo la carreggiata dove torneranno a correre i mezzi sarà visibile in tutta la sua estensione e tornerà a sovrastare il torrente Polcevera. Già oggi è un' emozione profonda vedere, mentre transitiamo sotto per raggiungere il cantiere, il cielo sopra via Fillak tornato parzialmente oscurato dal nuovo viadotto: è la strada dove gli edifici quasi sfioravano le arcate del vecchio Morandi crollato.

 

ponte di genova

Il secondo: è, quello trainato verso l' alto in queste ore, uno dei tre elementi più lunghi da collegare al loro posto in questo gigantesco lego in cui nessun pezzo è uguale all' altro. Più lunghi e più pesanti: non c' è modo di utilizzare le gru tradizionali. «È uno dei momenti più delicati dell' intera opera», spiegano i tecnici di Salini-Impregilo e di Fincantieri. Tutto è affidato alla forza di questi due giganteschi martinetti color rosso scuro installati ognuno sulla sommità di una pila, collegati a cavi d' acciaio. Quando l' impalcato si stacca da terra c' è un sospiro di sollievo e un accenno d' applauso, subito trattenuto forse per una qualche scaramanzia.

 

Lo scroscio di battimani è però rimandato a questa mattina, quando la trave verrà collocata al suo posto. Bisogna aspettare che torni la luce, per garantire la sicurezza dell' operazione. Perché si è partiti con qualche ora di ritardo, perché il via all' elevazione è arrivato quando il buio era già calato su tutta l' area di cantiere, illuminata alla sera dai fasci potenti dei fari. C' è stato un rallentamento di qualche ora perché la misura della trave era più lunga.

 

renzo piano

Capita nelle lavorazioni così complesse, ma non ci si può permettere nemmeno un millimetro di differenza. Allora li vedi, dall' alto della collina del belvedere, i carpentieri impegnati per ore nella rifilatura, che dev' essere perfetta. Un viavai ininterrotto. Il via all' operazione, prima previsto alla mattina, poi spostato alle tre del pomeriggio, slitta.

 

Dopo le sei e mezza arrivano tutti gli ok. La grande salita ha inizio. Ad assistere all' inizio dell' operazione ci sono il sindaco-commissario Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti. C' è Giuseppe Bono, l' ad di Fincantieri, che con Salini Impregilo ha costituito PerGenova, la società del nuovo viadotto. Spiega Toti: «Nonostante la pioggia, il vento, l' amianto, le difficoltà della demolizione, i tempi sono stati rispettati. Ce la stiamo facendo. Genova prima dell' estate avrà il suo ponte».

renzo pianorenzo piano

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