mario draghi angela merkel

DOSE DI CASA – MARIO DRAGHI VUOLE SPINGERE LE AZIENDE FARMACEUTICHE A PRODURRE DI PIÙ E A CEDERE I BREVETTI PER DELOCALIZZARE I VACCINI E INFIALARE IN ITALIA – IL PREMIER NE HA GIÀ PARLATO CON ANGELA MERKEL IN VISTA DEL CONSIGLIO EUROPEO DEL FINE SETTIMANA - BURIONI: “FORSE ERA IL CASO DI FARSI VENIRE QUESTA GENIALE IDEA A NOVEMBRE E NON A FINE FEBBRAIO. CHI HA COLPA PER QUESTO RITARDO INTOLLERABILE?”

 

 

 

 

ROBERTO BURIONI

1 – VACCINO COVID, BURIONI: "SU PRODUZIONE IN ITALIA RITARDO INTOLLERABILE"

Da www.adnkronos.com

 

Produrre vaccini anti-Covid in Italia? "Forse era il caso di farsi venire questa geniale idea a novembre, quando abbiamo saputo di avere due vaccini dall'efficacia mostruosa, e non a fine febbraio". Invece "4 mesi regalati al virus, centinaia di morti al giorno. Chi ha colpa per questo ritardo intollerabile?". Lo scrive su Twitter il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

 

mario draghi angela merkel

2 – VACCINI PRESSING SULLA UE DRAGHI SENTE MERKEL FRENATA EMA SU SPUTNIK

Marco Conti e Mauro Evangelisti per "il Messaggero"

 

Mentre aumentano i luoghi messi a disposizione per vaccinare - ieri anche i centri commerciali si sono detti pronti - cresce il pressing di Mario Draghi in Europa per aumentare le quantità o avere quantomeno certezza che le dosi promesse non vengano ridotte.

MARIO DRAGHI ALLA CAMERA

 

Nella telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel proprio di questo ha parlato il presidente del Consiglio anche in vista del Consiglio europeo del fine settimana. Una riunione a distanza che avrà di fatto un solo punto all'ordine del giorno: la campagna vaccinale.

 

vaccino astrazeneca 1

Draghi, da supereuropeista, sa che l'Unione si gioca molto sulla faccenda dei vaccini e che sinora è riuscita a mostrarsi come punto di riferimento forte anche per l'approvvigionamento. Ma i ritardi e i tagli ai quantitativi promessi rischiano di trasformare questo accentramento di responsabilità in un boomerang qualora i paesi europei dovessero rimanere indietro rispetto, per esempio, al Regno Unito post Brexit.

ursula von der leyen

 

Ne sa qualcosa la Merkel che viene contestata in patria per aver proposto quel meccanismo di solidarietà europea senza il quale, sostengono i critici, i tedeschi avrebbero potuto ora avere più dosi.

 

PROBLEMI

Draghi rischia di avere a breve un problema analogo, accentuato dal divieto posto alle Regioni di procurarsi dosi in autonomia. E' per questo che con la Cancelliera ha discusso di come spingere le aziende farmaceutiche a produrre di più e a cedere i brevetti in modo da poter produrre anche in Italia, ma non solo, i vaccini. Una scelta di delocalizzazione che secondo l'inquilino di Palazzo Chigi andrebbe in un certo senso imposta ai quattro big-pharma.

 

Il tutto con il sostegno dell'Ema che dovrebbe dare a tambur battente non solo il via libera al vaccino Johnson&Johnson, ma anche l'autorizzazione ai nuovi impianti produttivi che, anche in Italia, dovrebbero poter fare tutto il ciclo e non solo l'infialamento.

 

massimo scaccabarozzi

Dopodomani il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti incontrerà Massimo Scaccabarozzi, il presidente di Farmindustria e ad di Janssen Italia, azienda che ha contribuito a realizzare il vaccino Johnson&Johnson.

 

L'obiettivo è quello di effettuare una sorta di report - da consegnare al commissario Ue Thierry Breton che a Bruxelles guida la task-force vaccinale - sulle aziende che in Italia potrebbero produrre ulteriori dosi di vaccino. Dobbiamo accelerare con le vaccinazioni, serve un piano flessibile.

 

mario draghi e giancarlo giorgetti in senato

Questo è l'imperativo che sintetizza la circolare emanata dal ministero della Salute che conferma lo scenario anticipato ieri dal Messaggero: s' innalza l'età limite per AstraZeneca a 65 anni, si lascia massima flessibilità ai medici di base che, sia pure con il principio delle fasce di età, avranno ampi margini di manovra, perché quello che conta ora è vaccinare in fretta.

 

E si sfrutta al massimo l'opportunità di un vaccino come quello di AstraZeneca che funziona meglio se la seconda dose arriva a tre mesi dalla prima, questo consente di proteggere molte persone con la prima. Ha confermato questa strategia il professor Gianni Rezza (direttore Prevenzione del ministero): «Eviteremo una rigidità eccessiva del piano».

 

vaccino oxford astrazeneca

C'è però il nodo della carenza delle dosi. Rezza conferma che si punta molto sul quarto vaccino, Johnson&Johnson, che potrebbe essere autorizzato dall'Ema (agenzia europea del farmaco) a metà marzo.

 

L'Italia attende una prima fornitura di 7,3 milioni di dosi, quanto mai utili perché è sufficiente una solo somministrazione. Ma Marco Cavaleri, direttore del Dipartimento Vaccini dell'Ema, avverte: «Le ultime notizie dicono che la produzione è in ritardo, sono un po' indietro, prima di aprile comunque il vaccino di Johnson&Johnson non arriverà».

gianni rezza

 

Ad oggi in Ema è cominciata anche la revisione della sperimentazione del vaccino Curevac (tedesco). Non sarebbe utile accelerare su Sputnik 5? Cavaleri: «Il dialogo è cominciato, ma è presto perché i documenti sono incompleti. Purtroppo questo è un dossier molto politico, è il dossier più politico che mi sia capitato tra le mani. Sembra essere un buon vaccino, ma tutte queste discussioni non aiutano.

MEME SUL VACCINO RUSSO

 

Noi dobbiamo giudicare sui dati. Serviranno almeno altri due mesi. Mi è sembrato inopportuno l'intervento dello Spallanzani che ha promosso il vaccino russo solo sulla base di una pubblicazione su The Lancet. A noi servono i dati completi». Ma davvero ad aprile-maggio ci sarà abbondanza di vaccini? «Diciamo che la situazione sarà migliorata. Il problema però non è solo avere le dosi, ma anche saperle utilizzare. Se restano nei frigoriferi...».

coronavirus vaccinazioni a fiumicinovaccino over 80vaccinazione personale sanitarioroberto burioni by lughinovaccinazionevaccino covidvaccinazioni in israele

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...